Sabato 21 settembre

Settimana della 3 domenica dopo il martirio – sabato 

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo la settimana con la festa di San Matteo, apostolo ed evangelista.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 1, 12-14
Lettura degli Atti degli Apostoli

Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

SALMO Sal 18 (19)

Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R

EPISTOLA Ef 1, 3-14
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

VANGELO Mt 9, 9-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Vangelo

Il Vangelo della vocazione di San Matteo è particolarmente legato al concetto di una novità di vita che è chiesta a chi si affida a Dio. Cosa ci dice San Matteo ripensando alla sua vocazione e alla novità di vita alla quale venne chiamato?

  1. Anzitutto San Matteo ci dice di credere che Dio è capace di rinnovare tutte le cose. San Matteo ricorda, non a caso, il suo lavoro, la sua professione. Essere pubblicano ed esattore delle tasse significava essere particolarmente lontani da Dio, una sorta di peccatore pubblico e incallito, uno dal quale chi ha fede deve prendere le distanze. Matteo non esita a definirsi così. Eppure egli comprende che Dio ha scelto lui per immettere nel suo cuore una novità di vita. Il racconto della sua vocazione serve anzitutto a questo, ad affermare che non esiste stato di vita, non esiste professione, non esiste persona che non possa ricevere una novità di vita da parte di Dio.
  2. In secondo luogo San Matteo ci ricorda che questa novità di vita investe la persona. Essere chiamato all’apostolato, seguire il Signore Gesù, diventare apostolo prima ed anche evangelista poi, sono state le concrete modalità con cui Matteo ha sentito progressivamente attuale quel rinnovamento di vita al quale Gesù lo aveva chiamato. Così San Matteo attesta che la fede rinnova le persone dall’interno e in tutta la loro essenza. La fede non è solo qualcosa che coinvolge una dimensione dell’esistenza: essa coinvolge tutta la vita. San Matteo sente che il rinnovamento interiore a cui è stato chiamato, progressivamente, ha coinvolto tutto il suo essere, tutto il suo esistere, tutto il suo modo di vivere e di credere. Non fu un banale cambio di prospettiva, non fu nemmeno un banale “cambio di lavoro”. Fu un cambiare la propria vita e, per questo, il proprio modo di vedere tutte le cose.
  3. In terzo luogo, San Matteo, nell’evento della sua vocazione, capì che occorreva rinnovare la propria fede per non perderla. Fu per questo che si mise in ricerca assoluta di Dio e capì che la strada sulla quale si era intrattenuto per troppo tempo lo aveva portato assai lontano da quell’incontro con il Dio della misericordia a cui è chiamato ogni uomo. Fu per questo che, nel suo Vangelo, cercò di riflettere sulla benedizione della fede, sulla benedizione che è la comunione con Dio, sulla benedizione che viene dall’affidare la propria vita, i propri giorni a Cristo Risorto, del quale egli fu araldo e annunciatore.
  4. Infine San Matteo capì che quel rinnovamento interiore a cui era stato chiamato avrebbe dovuto essere trasformato in dono. Dono per gli altri, dono per la Chiesa, dono per tutti. Fu in quest’ottica che egli ebbe a concepire il Vangelo come dono di amore e testimonianza di fede per tutta la Chiesa.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Così deve essere anche per noi. Anche noi siamo continuamente chiamati a rinnovare la nostra esistenza, sempre alla ricerca del senso pieno e compiuto dei nostri giorni. La nostra vocazione, il nostro dedicarci a Dio, ci chiama a vivere questo, ci chiama a questa verità. Noi siamo chiamati ad essere sempre attenti alle concrete situazioni del nostro vivere per capire che, fino alla fine, ci sarà una possibilità di rinnovamento e di compimento. La vocazione generale che il Signore dona a tutti consiste proprio in questo. È verso questo compimento che tutti noi siamo diretti.

Anche noi, poi, siamo invitati a capire che la nostra vita è chiamata a quel rinnovamento interiore che non consiste tanto nel cambiare qualcosa di marginale o di superficiale in essa. Piuttosto anche noi siamo chiamati a quel cambiamento di mentalità che fa della nostra esistenza, un vero cammino di progressiva conversione ed abbandono nelle mani di Dio.

Così come è vero che anche la nostra vita, con tutta la sua semplicità, è chiamata, comunque, ad essere testimonianza di fede per gli altri. In un mondo che vorrebbe relegare la fede al marginale, tutti noi siamo chiamati a vivere una testimonianza autentica di donazione a Cristo e di realizzazione in Cristo. Per dire a tutti che la vita è piena, è vera, è vissuta profondamente se sa tendere a questo.

Ci aiuti Maria Santissima e la preziosa intercessione di San Matteo a vivere così, per dare senso ai nostri giorni ed anche alla nostra vocazione.

Provocazioni dalla Parola

  • Vivo la mia vita come vocazione?
  • A quale rinnovamento sono chiamato?
2024-09-14T13:55:38+02:00