Sabato 21 ottobre

Settimana dopo la dedicazione – sabato 

Introduzione

Concludiamo la settimana con questa serie di testi biblici che oppone al tema dell’idolatria quello della vera fede.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 18, 9-14
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio».

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore regna: esulti la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R

EPISTOLA Rm 1, 28-32
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, poiché i pagani non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

VANGELO Lc 5, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Deuteronomio

Il problema che si pone l’autore sacro dei tempi antichi è, evidentemente, quello del confronto con le altre fedi. Non esistevano popoli “atei”; ogni popolo aveva il suo Dio o i suoi dei. Per il mondo antico è fondamentale avere delle divinità a cui votarsi. Il problema, caso mai, nasce dal confronto. Il confronto tra i popoli è, evidentemente, anche un confronto tra gli dei di ciascuna popolazione. Israele rispetta il culto degli altri popoli, ma sa che il suo Dio si colloca su un altro piano rispetto a quello degli dei. Mentre gli dei delle nazioni sono opera delle mani dell’uomo, introdotti secondo i bisogni degli uomini, il Dio di Israele no. È il Dio che si rivela, è il Dio che sceglie di stare con il suo popolo, è il Dio che ama stare presso gli uomini per condurli alla salvezza. Ecco perché Mosè, l’autorità del Deuteronomio, proibiva il contatto con gli dei degli altri popoli. Nessuno ha un Dio potente come il Dio di Israele, nessuno ha un Dio forte come il Dio vero, il creatore e padre di ogni cosa e di ogni uomo.

Romani

A maggior ragione si capisce la predicazione di Paolo. Paolo predica il Vangelo di Cristo, il Vangelo della risurrezione e si sdegna, addirittura, per tutti i popoli pagani che rincorrono i loro miti, i loro dei e non sono capaci di aderire alla predicazione di Cristo, vera salvezza per tutti gli uomini. Paolo rimane non solo sorpreso ma anche sdegnato proprio per questo motivo: gli uomini non sono più capaci di distinguere ciò che è prodotto da loro stessi, rispetto alla rivelazione che Dio, il solo Dio vero, fa di sé stesso. Ecco perché, con molta forza, ribadisce la sua posizione: chi è venuto in contatto con il Vangelo, chi ama seguire il Dio di Gesù Cristo, non deve avere niente a che spartire con tutti gli altri popoli e con tutte le altre fedi. Quando uno incontra il Dio vivo e vero, a Lui si affida.

Vangelo

Il Vangelo si colloca su un piano totalmente diverso e ci ricorda l’invito missionario che il Signore ha fatto ai suoi apostoli proprio già a partire dalla loro vocazione. Il compito di ogni discepolo del Signore è quello di essere “pescatore di uomini”. Questo compito è detto per Pietro ma, in qualche modo, vale per tutti i discepoli. Tutti sono costituiti pescatori di uomini, perché a tutti è data la facoltà di portare nel mondo il Vangelo di Cristo. Paolo è l’esempio di come si partecipa a questa missione. Missione che non è solo dei consacrati, ma di tutti gli uomini e di tutte le donne che, avendo ricevuto il Vangelo, ne diverranno testimoni, secondo quanto è possibile a ciascuno.

Provocazioni per il nostro cammino di fede

In questo mese di ottobre noi tutti vogliamo riflettere maggiormente sulla bellezza, sullo splendore, sulla forza della missionarietà della Chiesa che è chiamata a portare in tutto il mondo il Vangelo di Cristo e l’annuncio di salvezza che è donato a tutti gli uomini. Credo che le letture di oggi ci provochino rispetto a due dimensioni cardine.

La prima: anche noi partecipiamo a questa vocazione missionaria dei discepoli, anche noi, come battezzati, siamo pescatori di uomini o meglio, possiamo esserlo. Lo saremo tanto quanto riusciremo ad essere forti nei nostri convincimenti, saldi nella vocazione battesimale, sicuri di quello che il Signore chiede a ciascuno di noi.

La seconda dimensione. Tocca a noi essere molto chiari riguardo alle idolatrie del nostro tempo. Se un tempo gli dei erano raffigurazioni umane che dovevano rassicurare l’uomo riguardo a molte cose della vita, oggi l’idolo è rappresentato da ben altro e, tuttavia, da cose non meno pericolose. Pericolose perché, come San Paolo ci ha detto con forza, distolgono l’uomo dalla vera fonte della salvezza, che è Gesù Cristo. Dunque tocca a noi, Chiesa che cammina nel tempo, ammonire rispetto al pericolo delle nuove idolatrie che rovinano il cammino di verità che viene proposto ad ogni uomo. È questa la grazia che chiediamo al Signore mentre chiudiamo la nostra settimana liturgica.

Intenzioni di preghiera

Mentre viviamo il mese missionario, chiediamo al Signore la forza di essere sempre più suoi testimoni, capaci di parlare all’uomo di oggi della bellezza e della forza della fede.

2023-10-13T22:28:03+02:00