mercoledì 21 ottobre

Settimana dopo la dedicazione- mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Mentre continua la lettura del testo dell’Apocalisse, credo che tutti abbiamo l’impressione di una forte differenza tra i due testi biblici che abbiamo ascoltato.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 1, 10; 2, 8-11
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: All’angelo della Chiesa che è a Smirne scrivi: «Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita. Conosco la tua tribolazione, la tua povertà – eppure sei ricco – e la bestemmia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma sono sinagoga di Satana. Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte».

SALMO Sal 16 (17)

Signore, veri e giusti sono i tuoi giudizi.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno. R

Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia. R

Seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R

VANGELO Mc 6, 7-13
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Vangelo

Nel Vangelo è immediatamente percepibile un contesto di gioia. Si parla dei discepoli che iniziano la missione, si parla di uno stile di condivisione, di immediatezza, di pronto servizio. A coinvolgerci è anche questo richiamo alla sobrietà, alla semplicità, alla fiducia in Dio che accompagna, sostiene, benedice, porta a termine la missione che lui stesso ha affidato ai suoi. Capiamo molto bene tutte queste cose anche se, magari, facciamo un po’ di fatica a viverle!

Del resto, la medesima cosa accadde ai discepoli. Essi per primi si lasciarono prendere da questo contesto di gioia, di coinvolgimento reciproco, di mutuo sostegno, mettendo a disposizione loro stessi per una missione che appariva certo più grande di loro e che, comunque, coinvolgeva ciascuno di loro.

Apocalisse

Diverso è il contesto della prima lettura. L’Apocalisse ci mette sempre un po’ di ansia, ma nel leggere che Satana mette alla prova, che ci devono essere giorni di tribolazione, tutti cadiamo subito nello sconforto e, in realtà, non sappiamo nemmeno bene cosa pensare. Rimaniamo attoniti di fronte ad una parola così diversa da quelle che siamo abituati a sentire e con le quali siamo più propensi a meditare. Eppure il testo dell’Apocalisse, come sappiamo bene, vuole essere un testo di consolazione. È stato scritto per consolare e sostenere quelle comunità e anche quelle persone che, nel corso dei secoli, si sarebbero trovate in mezzo a questa situazione di desolazione interiore. Il testo, infatti, vuole essere un invito alla speranza e alla fiducia in Dio anche in mezzo alla tribolazione più forte. Sono parole che intendono assicurare la presenza di Dio proprio a coloro che subiscono la prova della fede. È in questa luce che noi tutti dovremmo rileggere questa Parola.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Così che, poi, possiamo realmente domandarci:

  • A noi cosa dice tutto questo?
  • Questa Parola così difficile ed esigente, cosa vuole comunicare a ciascuno di noi?

Anche a noi questa Parola vuole comunicare la vicinanza di Dio. Anche per noi questa Parola vuole essere sostegno, conforto, luce di speranza. È una Parola che intende sostenere il nostro cammino di fede e di vita, ricordandoci che il Signore è sicura consolazione. Come fare a sperimentarla? Come essere sicuri della consolazione di Dio proprio nel tempo in cui tutto sembra dire il contrario? La risposta ci è stata data dal Vangelo: affidandoci a Dio. Il richiamo ad uno stile di sobrietà e di povertà, il richiamo a mettere tutto nelle mani del Signore, il richiamo a non lasciarsi irretire dalle cose, vale proprio anche per noi. Potremmo dire così: sperimenta la consolazione del Signore chi si abbandona nelle mani di Dio. Sperimenta la presenza di Cristo chi non vuole essere padrone di sé stesso, del suo destino, della sua vita, ma si abbandona alle mani della Provvidenza. Sperimenta la vicinanza e la consolazione di Dio chi non confida nei mezzi che, pure, può avere a sua disposizione. Sperimenta la permanente presenza di Dio e la sua consolazione solo chi, con fiducia e con pazienza, rispetta i tempi di Dio. Sono tutte cose che sappiamo, non sono cose nuove. Eppure sono realtà che, sempre, facciamo molta fatica a vivere. Ecco perché suggerirei a tutti, oggi, di chiedere al Signore di saperci consegnare nelle mani della sua provvidenza e del suo amore, sapendo che sperimenta la sua consolazione solo chi sa fare questo! A noi che vogliamo essere sempre i primi protagonisti della nostra esistenza e, spesso, di tutto, il Signore raccomanda l’umiltà. Solo nell’umiltà di chi si consegna a Dio è possibile sperimentare la sua vicinanza, la sua presenza, il suo amore, il suo aiuto.

2026-10-17T12:33:53+02:00