giovedì 22 ottobre

Settimana dopo la dedicazione – giovedì 

La spiritualità di questo giorno

Naturalmente oggi non possiamo non ricordare la figura e il ministero pastorale di San Giovanni Paolo II che è stato, per tutti noi, il Papa di moltissimi anni della nostra vita di fede. Molti lo hanno anche incontrato, in più occasioni, o visto, o sentito. Credo che sia molto bello ritornare anche con la memoria a questi momenti di luce che hanno permesso alcuni nostri passi di fede. Lo vogliamo anche poi ricordare come grandissimo uomo che ha operato per il bene della Chiesa universale e a lui vogliamo ancora affidare la nostra Chiesa, perché sia sempre protetta dal suo aiuto e dalla sua misericordia. Sulla scorta di queste immagini e di questa memoria del cuore, rileggiamo insieme le Scritture di oggi.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 1, 10; 2, 18-29
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Tiàtira scrivi: “Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente. Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Gezabele, la donna che si dichiara profetessa e seduce i miei servi, insegnando a darsi alla prostituzione e a mangiare carni immolate agli idoli. Io le ho dato tempo per convertirsi, ma lei non vuole convertirsi dalla sua prostituzione. Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si convertiranno dalle opere che ha loro insegnato. Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere. A quegli altri poi di Tiàtira che non seguono questa dottrina e che non hanno conosciuto le profondità di Satana – come le chiamano –, a voi io dico: non vi imporrò un altro peso, ma quello che possedete tenetelo saldo fino a quando verrò. Al vincitore che custodisce sino alla fine le mie opere darò autorità sopra le nazioni: le governerà con scettro di ferro, come vasi di argilla si frantumeranno, con la stessa autorità che ho ricevuto dal Padre mio; e a lui darò la stella del mattino. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».

SALMO Sal 16 (17)

Sulle tue vie, Signore, tieni saldi i miei passi.

Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
di fronte ai malvagi che mi opprimono,
ai nemici mortali che mi accerchiano. R

Il loro animo è insensibile,
le loro bocche parlano con arroganza.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R

VANGELO Lc 10, 1b-12
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Vangelo

Anzitutto vogliamo fare nostra la preghiera del Signore perché ci siano nuovi operai per la sua messe. Direi che questa è la prima consapevolezza che accompagna il discepolo missionario: c’è troppo da fare! La missione appare sconfinata mentre le forze sono pochissime! Da questo atteggiamento, da questa lettura del mondo non nasce una critica, una lamentela, una preoccupazione che opprime ma, piuttosto, una preghiera. Il discepolo, sapendo bene che la missione è sempre spropositata e che le forze sono sempre inferiori a quello che è il mandato, prega il suo Signore, perché ci siano altre forze, altri aiuti, perché sia data la possibilità di raggiungere tutti nel suo nome. Il discepolo non vuole essere forte, non vuole cercare aiuti che lo sollevino. Piuttosto, attratto da quell’ideale che richiama tutti alla conoscenza di Dio, il discepolo si dispone a chiedere aiuto perché tutti possano conoscere il Signore e sperimentare la sua permanente presenza e bontà. Il discepolo prega perché quella conoscenza che ha illuminato e risollevato la sua vita, possa sollevare anche l’esistenza di altri.

Apocalisse

Nel contesto della prima lettura abbiamo letto, invece, il richiamo alla Chiesa di Tiàtira. Si comprende molto bene come il richiamo positivo, che diventa, per tutti, fonte di speranza, è quello alla costanza. San Giovanni richiama tutti ad essere costanti nell’amore per Dio, nella dedizione alla Chiesa, nel servizio al popolo di Dio nel quale vedere dei fratelli, così come verso ogni uomo. Il “vincitore”, cioè colui che persevera, è proprio colui che vive di questo servizio di amore costante nel tempo per Dio e per la Chiesa. Nel testo rimane centrale anche la visione di Dio che è colui che “scruta i cuori”, ovvero colui che legge nel cuore degli uomini e vaglia le intenzioni dei cuori. Ciò che conta, davanti a Dio, è proprio questo: avere il cuore libero da pesantezze, cercare nel cuore motivi di lode per Dio e motivi per sostenere il quotidiano servizio all’uomo nel nome di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Tutti, ripensando alla figura di San Giovanni Paolo II, immediatamente andiamo con la memoria a parole, gesti, eventi che hanno coinvolto il santo Papa e che ci rimandano alle Scritture di oggi. Tutti vediamo in San Giovanni Paolo II un richiamo molto forte alla costanza. Il suo fortissimo resistere oltre ogni limite ne è il segno principale. Il suo dedicarsi alla Chiesa anche nella sofferenza, nella malattia, nell’età ormai tarda e dentro un fisico consumato, si sono impressi in noi in modo del tutto indelebile.

Vorrei che pensassimo anche al suo richiamo costante alle vocazioni e alla sua preghiera per le vocazioni. Cura pastorale che si è anche espressa nelle lettere ai sacerdoti per il giovedì santo. Certamente gesti molto concreti di vicinanza e di affetto, ma anche richiamo costante per il popolo di Dio a sostenere la preghiera perché la messe del Signore non fosse sguarnita di sacerdoti.

Anche il santo Papa ha richiamato spesso al fatto che il Signore scruta i cuori, vaglia le intenzioni, perché a ciascuno sia dato valore e sia riconosciuto, al di là del risultato effettivamente raggiunto, quel bene che, in qualche modo, uno ha cercato di raggiungere.

Così potremmo anche noi verificare se, nel nostro cuore, stiamo cercando le medesime cose. Domandiamoci se siamo capaci di vedere il bene che c’è attorno a noi, se sappiamo valorizzare la preghiera per le vocazioni, perché il popolo di Dio non sia privo di pastori. Domandiamoci se siamo capaci di essere anche noi uomini, donne che sanno perseverare o che sanno resistere nel tempo della difficoltà, della prova, delle sventure della vita. Domandiamoci se anche noi sappiamo essere pronti a servire la Chiesa con quello spirito di dedizione che abbiamo visto in San Giovanni Paolo II e che le Scritture di oggi ci hanno richiamato.

2026-10-17T12:34:24+02:00