Settimana della 2 domenica di Avvento – martedì
La spiritualità di questa settimana
Questa settimana è dedicata a riflettere sul tema dell’identità del cristiano che è chiamato ad essere sobrio e a convertirsi. Oggi, poi, viviamo anche il giorno della presentazione della Beata Vergine Maria. Il lezionario non si interrompe, ma abbiamo un’occasione ulteriore per vivere la nostra devozione mariana.
La Parola di questo giorno
EZECHIELE 5, 1-9
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. Il Signore mi parlò, dicendo: «Figlio dell’uomo, prendi una spada affilata, usala come un rasoio da barbiere e raditi i capelli e la barba. Poi prendi una bilancia e dividi i peli tagliati. Un terzo lo brucerai sul fuoco in mezzo alla città al termine dei giorni dell’assedio. Prenderai un altro terzo e lo taglierai con la spada intorno alla città. Disperderai al vento l’ultimo terzo, mentre io sguainerò la spada dietro a loro. Conservane solo alcuni e li legherai al lembo del tuo mantello; ne prenderai ancora una piccola parte e li getterai sulla brace e da essi si sprigionerà il fuoco e li brucerai. A tutta la casa d’Israele riferirai: Così dice il Signore Dio: “Questa è Gerusalemme! Io l’avevo collocata in mezzo alle nazioni e circondata di paesi stranieri. Essa si è ribellata con empietà alle mie norme più delle nazioni e alle mie leggi più dei paesi che la circondano: hanno disprezzato le mie norme e non hanno camminato secondo le mie leggi”. Perciò, dice il Signore Dio: “Poiché voi siete più ribelli delle nazioni che vi circondano, non avete camminato secondo le mie leggi, non avete osservato le mie norme e neppure avete agito secondo le norme delle nazioni che vi stanno intorno, ebbene, così dice il Signore Dio: Ecco, anch’io sono contro di te! Farò giustizia di te di fronte alle nazioni. Farò a te quanto non ho mai fatto e non farò mai più, a causa delle tue colpe abominevoli”».
SALMO Sal 76 (77)
Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore.
La mia voce verso Dio: io grido aiuto!
La mia voce verso Dio, perché mi ascolti.
Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore,
nella notte le mie mani sono tese e non si stancano;
l’anima mia rifiuta di calmarsi. R
Mi ricordo di Dio e gemo,
medito e viene meno il mio spirito.
Tu trattieni dal sonno i miei occhi,
sono turbato e incapace di parlare. R
Ripenso ai giorni passati,
ricordo gli anni lontani.
Tu sei il Dio che opera meraviglie,
manifesti la tua forza fra i popoli. R
PROFETI Gl 4, 15-21
Lettura del profeta Gioele
Così dice il Signore Dio: «Il sole e la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare. Il Signore ruggirà da Sion, e da Gerusalemme farà udire la sua voce; tremeranno i cieli e la terra. Ma il Signore è un rifugio per il suo popolo, una fortezza per gli Israeliti. Allora voi saprete che io sono il Signore, vostro Dio, che abito in Sion, mio monte santo, e luogo santo sarà Gerusalemme; per essa non passeranno più gli stranieri. In quel giorno le montagne stilleranno vino nuovo e latte scorrerà per le colline; in tutti i ruscelli di Giuda scorreranno le acque. Una fonte zampillerà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Sittìm. L’Egitto diventerà una desolazione ed Edom un arido deserto, per la violenza contro i figli di Giuda, per il sangue innocente sparso nel loro paese, mentre Giuda sarà sempre abitata e Gerusalemme di generazione in generazione. Non lascerò impunito il loro sangue, e il Signore dimorerà in Sion».
VANGELO Mt 12, 14-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».
Ezechiele
Ricordo ancora a tutti che, spesso, le azioni dei profeti hanno un valore simbolico. Come spiegava la voce di Dio nel testo stesso. La rasatura del profeta, il suo disperdere parte dei peli, il suo bruciarne altri, il suo legarne piccole ciocche alla cintura, sono gesti che ricordano ciò che, in verità e fuor di metafora, era spiegato alla fine della lettura. Gerusalemme non si è convertita, nonostante i richiami di Dio e dei suoi uomini. È per questo che sarà trattata con durezza. È per questo che vivrà giorni terribili. Il suo non essersi mai pentita non porterà che sciagura e sventura. È il richiamo all’identità del credente che non deve mai fare della sua posizione di fede un privilegio, ma continuare quel percorso di progressiva ricerca del volto di Dio che porta a continuare ad emendarsi. In fondo quello che il profeta sta dicendo, è che a tutti è chiesto un continuo cambiamento, perché la fede sospinge sempre il cammino di tutti. Quando la fede diventa tradizione, quando la fede si riduce a rito che non ha a che fare con la vita, quando la fede diventa anche copertura o forse anche giustificazione del proprio peccato, è allora che il cammino si arresta e il peccatore scivola sempre più in quell’atteggiamento di sufficienza che chiude tutte le porte a Dio. Il profeta, con il suo modo di operare, deve essere segno di tutto questo! Ma la stessa cosa è chiesta ad ogni credente. Tutti noi credenti siamo invitati a revisionare continuamente la nostra vita. Questo è il grande segno di un cammino che diventa ascesa e che sa esprimere gusto per le cose spirituali.
Gioele
La profezia di Gioele, come già quella di ieri, ha un contenuto molto dolce e consolatorio. Con grande forza il profeta diceva che “Il Signore è rifugio”, anzi, propriamente diceva che “solo” il Signore è rifugio. Rifugio sicuro, rifugio incrollabile, rifugio che non viene meno. Occorre però ricercare questo rifugio, occorre avere desiderio di trovare rifugio in Dio, occorre avere ferma decisione di cercare la propria sicurezza in Dio, altrimenti si rischia di non trovare quel rifugio che è Dio. Quando le proprie sicurezze diventano chiusura, quando la fede diventa superstizione, quando non c’è amore e desiderio sincero, Dio non è più cercato come rifugio e, allora, tutto diventa falso. Anche il cammino di fede.
Vangelo
Anche il Vangelo torna su questo tema e ci ricorda che il Signore Gesù, nel corso del suo ministero, ha offerto due segni forti per incentivare il cammino di tutti. Da un lato i miracoli, segno della sua autorità, segno della presenza di Dio, segno della sua condivisione di vita con gli uomini soli, rifiutati, poveri, abbandonati e bisognosi. Dall’altro il richiamo alla parola, in questo caso quella del profeta Isaia, che illumina il miracolo e rende possibile il cammino anche a chi non vede miracoli, ma fonda la sua fede solo nella parola di salvezza eterna. Il richiamo del profeta Isaia diventa richiamo alla conversione per tutti. È guardando al “servo” di Dio che è il Cristo che si può decidere di dirigere il cammino di fede verso di Lui. È ammirando il suo silenzio, la sua sopportazione del male, che si può incentivare quel cammino di progressivo affidamento che dovrebbe riguardare ciascuno di noi. È guardando alla sua povertà che si possono fare quelle scelte di povertà che rendono una testimonianza luminosa, profonda, sincera.
Le tre Scritture di oggi, nel loro insieme, vogliono essere un invito alla fiducia, la fiducia in Dio. Noi che leggiamo la Parola, noi che non vediamo miracoli, siamo chiamati ad affidare il nostro cammino e tutta la nostra vita al Dio che risponde sempre alla voce degli uomini che lo chiamano, offrendo la sobrietà della vita e la penitenza sincera come segni che avvalorano l’attesa. L’attesa di quell’incontro con il Signore che ha aperto il nostro Avvento e che deve far crescere in noi il desiderio di questa visione man mano che si avvicina il prezioso Natale di Cristo.
Marana Thà, Vieni Signore Gesù!
Così anche noi possiamo dire:
Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci a offrire le nostre vite a Te, che solo sai donare pace e gioia perenni.
Marana Tha, vieni Signore Gesù e ricordaci che tu sempre ascolti il grido degli uomini che a te si rivolgono. Infondi, per questo, fiducia alle nostre preghiere e donaci di sentirci sempre accolti, con le nostre richieste, con le nostre domande, con le parole che balbettiamo per dirti grazie.
Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci che corriamo veramente il rischio di sentirci già salvati, di non avere più bisogno della tua presenza e della tua parola. Anche noi corriamo il rischio di essere come Corazin, Betsaida… ricordaci, Signore Gesù, che siamo chiamati a rimanere umili e a sperare sempre nel tuo nome e nel tuo amore.
Marana Tha, vieni Signore Gesù!
Provocazioni dalla Parola
- Corro il rischio di non capire più i richiami di conversione del Signore? Mi sento già a posto?
- Conto ogni giorno sul Signore che è rifugio sicuro o la mia vita dice altro?
- La mia esistenza diventa richiamo per altri perché anche altri si convertano?