Venerdì 21 novembre

Settimana della 1 domenica di avvento – venerdì 

La spiritualità di questo giorno

Oggi viviamo non solo un giorno di Avvento ma anche la prima festa mariana di questo tempo: la festa della Presentazione della Vergine. Proprio questa festa ci aiuta a rileggere le tre Scritture di oggi. Per questo oggi vi suggerisco questo titolo per la meditazione: Tutti chiamati!”

La Parola di questo giorno

EZECHIELE 3, 16-21
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Ezechiele disse: «Al termine di quei sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: ‘Tu morirai!’, e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio ed egli non si converte dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato. Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette il male, io porrò un inciampo davanti a lui ed egli morirà. Se tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate, ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato”».

SALMO Sal 50 (51)

Abbi pietà del tuo popolo, Signore.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio. R

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso. R

PROFETI Gl 3, 1-4
Lettura del profeta Gioele

Così dice il Signore Dio: «Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave in quei giorni effonderò il mio spirito. Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo. Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile».

VANGELO Mt 9, 35-38
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

La Scrittura

Ti ho posto come sentinella…

Effonderò il mio spirito sopra ogni uomo…

Pregate il padrone della messe…

Il profeta Ezechiele, anzitutto, ci stimola con le sue visioni e rivelazioni. Lo abbiamo sentito: egli ha visto la gloria di Dio, è rimasto colpito dal suo stupore, ha compreso che il suo compito sarebbe stato quello di parlare ai deportati di Israele, sposando una situazione difficilissima e annunciando Dio in un tempo di non fede. Proprio in questo contesto egli riceve quella parola che dice la sua identità. Egli è come una sentinella. Ovviamente noi possiamo solo capire il paragone, dal momento che non facciamo esperienza di cosa voglia dire essere una sentinella. La sentinella era colei che doveva curare la porta della città e avvertire tutti gli abitanti in caso di pericolo. Le porte delle città antiche erano sempre vigilate, perché occorreva chiuderle in caso di pericolo in avvicinamento. Era un compito di custodia durante la notte. Insomma, dalla sentinella dipendeva la tranquillità e il benessere di tutta una popolazione. Il profeta deve fare qualcosa del genere. Anche il profeta è chiamato a vigilare, non tanto su se stesso, ma su tutti coloro che gli vengono affidati da Dio. Il profeta deve portare loro una parola che è incoraggiamento per il cammino, ma che è anche sprone, secondo quello che Dio rivela. Il profeta non vive mai per sé stesso: la sua vita e la sua missione sono sempre in relazione a tutto un popolo, ad una moltitudine di persone che occorre custodire proprio nel nome di Dio.

Gioele sente che arriverà finalmente un tempo diverso, un tempo nel quale lo Spirito di Dio parlerà in tutti. Non solo gli anziani nella loro maturità e nella loro saggezza possederanno lo spirito di Dio. Anche i giovani, nonostante la loro età malferma, custodiranno questa presenza e diventeranno anche loro interpreti della volontà di Dio. Il profeta sta quindi asserendo che tutti possono essere chiamati da Dio per diversi compiti. Lo Spirito di Dio viene effuso su tutti coloro che credono per un compito nuovo. Se vogliamo questa visione viene riletta anche alla luce della Pentecoste e ci conferma che lo Spirito di Dio può da tutti essere invocato perché a tutti è promesso come dono.

Infine il Vangelo, che chiude il ciclo delle letture di oggi e che ci ricorda che è il Signore stesso che dice che tutti sono chiamati. Non esistono privilegi. Tutti possono essere chiamati per custodire quella messe che è di Dio. Anzi, Gesù stesso sollecita ad una preghiera nella quale si invita Dio a mandare i suoi uomini perché la sua messe possa essere curata al meglio. Un invito a chiedere vocazioni di speciale consacrazione perché siano luce per il mondo intero.

Per noi e per il nostro cammino di fede

La provocazione di oggi è duplice. Da un lato è personale, dall’altro è ecclesiale.

Personale: anche noi sentiamoci chiamati a quel compito di essere sentinelle nel popolo di Dio. Se è vero che a questa immagine è spesso sotteso il richiamo ad una vocazione di particolare consacrazione, è altrettanto vero che ciascuno di noi, con la sua fede, con la sua preghiera, con il suo modo di vivere la propria consacrazione battesimale, diviene come una sentinella. Così che tutti possiamo avvertire l’urgenza di essere di esempio ma anche di richiamo per altri. Il nostro tempo ha bisogno anche di questo, ovvero di uomini e di donne che sappiano dire, con la semplicità della loro vita e nella semplicità dei compiti che possono avere, che Dio è vicino, è presente, sposa il nostro tempo, si rende vicino a coloro che gli parlano ma si prende anche cura di coloro che non sentono la sua presenza. Sono tutti i richiami che abbiamo sentito in questa settimana a dirci che anche noi possiamo essere sentinelle nel mondo di oggi.

Dall’altro lato il richiamo e la meditazione possono diventare ecclesiali. Siamo in un tempo molto difficile dal punto di vista vocazionale. Siamo in un tempo di ristrettezze numeriche per quanto attiene alle vocazioni di speciale consacrazione. Non solo, perché siamo anche in un tempo molto difficile per i ministri di Dio. Non sono mancati scandali e defezioni e anche noi avvertiamo di essere dentro una Chiesa che sta vivendo questa realtà come un problema. La grande crisi dell’identità oltre che del numero delle vocazioni si riflette sulle comunità cristiane e sta portando a non pochi cambiamenti nel modo di vivere la Chiesa e anche di sentirsi cristiani. Certamente non possiamo non avvertire questo come una provocazione. Oggi tutti siamo invitati a sentire l’urgenza di una preghiera vocazionale più forte, più sentita, più accorata, più costante.

Ci viene incontro anche la Beata Vergine Maria. Lei che ha fatto di tutta la sua vita un atto di donazione al Padre. Lei che è la Madre di tutti i giovani che sanno interrogarsi sulla vocazione e sul futuro delle loro esistenze. Lei che è la Madre di coloro che si consacrano al Figlio suo e a Dio. È lei che ci aiuta a capire il tempo in cui viviamo e ad essere, in questo tempo, sentinelle. Si diventa sentinelle anche con la preghiera. Anzi, credo che propriamente il tempo del Giubileo sia tempo nel quale ci è stato detto quanto è importante e quanto è essenziale continuare ad essere sentinelle per tutti. Può essere che avvertiamo il peso del compito, può essere che avvertiamo la difficoltà dell’essere sentinella. Abbiamo però lo Spirito di Dio che sempre viene effuso su di noi e che sempre rinnova i prodigi che porta con sé. Chiediamo allo Spirito di saperci spronare, per vivere bene il compito che viene assegnato ad ogni cristiano e, quindi, anche a noi. Maria, che è anche colei che media le richieste che noi possiamo fare a Dio, porti a tutti noi una rinnovata ed abbondante effusione del suo Spirito, perché possiamo vivere dignitosamente quella chiamata ad essere sentinelle dell’amore di Dio nel tempo in cui viviamo e in mezzo alle persone che condividono con noi l’esistenza.

Maria ci doni anche nuovi santi sacerdoti, per il bene della Chiesa, per la vita di fede nel mondo.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Mi sento chiamato ad essere sentinella?
  • Quale peso avverto di questo compito?
  • Quanto prego per le vocazioni?
2025-11-15T23:30:46+01:00