Sabato 22 maggio

Settimana della 7 domenica di Pasqua – Sabato

Corinzi

1Cor 2, 9-15a
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, sta scritto: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa.

Vangelo

Gv 16, 5-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Corinzi

Questa mattina, di per sé, non dovrebbe esserci la celebrazione della S. Messa, ma, dal momento che abbiamo sempre intenzioni dei defunti, celebriamo con questo possibile schema che ci vuole aiutare a capire che oggi si entra nel giorno di una grande vigilia. La festa di Pentecoste è sempre stata celebrata con la massima solennità, anzi, dovremmo dire, con una solennità pari a quella della Pasqua. La Messa di questa sera avrà ben sei letture, che ci aiuteranno a capire come invocare il dono dello Spirito Santo per una nuova Pentecoste su di noi e sulla Chiesa.

Anche le letture di questa mattina vanno già in questa direzione. Anzitutto la lettera ai Corinti.

Quelle cose che occhio non vide né orecchio udì, Dio le ha preparate per coloro che lo amano”. La nostra meditazione mattutina può iniziare proprio da qui. Noi non abbiamo mai visto i grandi misteri di Dio. Li conosciamo così come il Signore li ha rivelati e così come il Vangelo ce li trasmette. Noi, però, non conosciamo direttamente questi misteri della fede. Noi preghiamo di fronte a questi misteri, noi ci rimettiamo, con tutto il cuore, nelle mani di Dio, autore di ogni mistero. È proprio lo Spirito Santo che ci dona la forza di intuire quello che non possiamo vedere. Poiché possiamo solo intuire, abbiamo anche il compito di desiderare. La dinamica del desiderio è la dinamica di tutta la vita di fede. Poiché noi non vediamo ma, fidandoci di Dio, sappiamo che questi misteri esistono, il nostro compito è di anticiparne, per così dire, attraverso la fede, il contenuto. Contenuto che comprenderemo nella sua totale portata solo nella visione, vale a dire quando anche noi vedremo il mistero di Dio nella sua bellezza e nella sua essenza. Quando tutto ciò accadrà, tutto sarà svelato e chiaro. La fede, sostenuta dallo Spirito, è anche un esercizio di intelligenza, poiché è richiesta tutta la nostra intelligenza nel credere. E tuttavia non tutto è spiegabile. Occorrerà attendere la piena rivelazione di Dio per una completa comprensione della verità. È per questo, come ancora diceva San Paolo, che noi tentiamo di esprimerci così come possiamo, con quello che la nostra comprensione del mistero permette e così come il linguaggio umano ci permette di fare.

Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio”. San Paolo ci aiuta a comprendere che tutti noi, in verità, non possiamo comprendere nulla del mistero di Dio se non quello che il mistero stesso rivela. È una frase bellissima quella dell’Apostolo che ci spiega che, senza la sua presenza, tutto diventa inutile. Lo sforzo dell’uomo non è tanto quello della comprensione, quanto, piuttosto, quello dell’affidamento. Il frutto spirituale che questa novena dovrebbe lasciare dentro di noi è proprio il desiderio di affidarci a Dio.

“L’uomo mosso dallo Spirito, giudica ogni cosa”. Così diceva San Paolo al termine della lettura che la liturgia ci ha proposto. Noi saremo sempre più capaci di comprendere le cose di Dio non tanto in base a quanto ci applicheremo con l’intelligenza, ma grazie a quello che scopriremo con la nostra preghiera, umile quanto si vuole, limitata quanto si vuole, ma, pur sempre, essenziale ed unico canale per vivere le realtà dello Spirito. Noi siamo anche oggi qui ad invocare lo Spirito proprio per questo e, ancora, lo faremo domani, chiedendo una rinnovata effusione dello Spirito su ciascuno di noi.

Per noi

Al termine di questa settimana di preghiera in modo particolare allo Spirito, altro suggerimento non ho da darvi che questo: recitate l’inno allo Spirito Santo. È questa la preghiera più forte e potente che possiamo dire allo Spirito. Recitatelo non solo oggi, ma sempre. Chiedete allo Spirito di seguirvi sempre con i suoi doni. Dove c’è lo Spirito di Dio c’è la libertà della fede e c’è anche la comprensione di ciò che, umanamente, sarebbe perfino inconcepibile.

2021-05-13T19:09:27+02:00