Venerdì 21 maggio

Settimana della 7 domenica di Pasqua – Venerdì

Cantico

Ct 7, 13a-d. 14; 8, 10c-d
Lettura del Cantico dei Cantici

Di buon mattino andremo nelle vigne; vedremo se germoglia la vite, se le gemme si schiudono, se fioriscono i melogrni. Le mandragore mandano profumo; alle nostre porte c’è ogni specie di frutti squisiti, freschi e secchi: amato mio, li ho conservati per te. Così io sono ai suoi occhi come colei che procura pace!

Romani

Rm 8, 24-27
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, nella speranza siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

Vangelo

Gv 16, 5-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

Il dono del santo timor di Dio

Il dono del SANTO TIMOR DI DIO è un ultimo dono sul quale vogliamo riflettere mentre chiudiamo questa settimana liturgica che ci immetterà nella festa di Pentecoste: domani, infatti, sarà giornata di vigilia prima che ciascuno di noi possa rinnovare quel possesso dello Spirito Santo e dei suoi 7 doni nel ricordo della Pentecoste degli apostoli.

Il Santo Timor di Dio è quel dono dello Spirito Santo che ha il compito di accendere in noi il dono di una fede più fervente e maggiormente motivata. Proprio come diceva Gesù nel Vangelo.

È bene per voi che io me ne vada”. I discepoli, nel sentire Gesù parlare della sua dipartita imminente, sono comprensibilmente oppressi, non sanno cosa dire, non sanno cosa fare e, soprattutto, hanno una grande paura, un grande timore di perdere per sempre il Signore. Cosa fare senza di Lui? Come vivere senza la sua presenza? Come pensare di poter portare avanti quel percorso di fede che era iniziato con Lui senza la sua costante presenza amica? Ecco la risposta del Signore: tutto questo sarà possibile non grazie a qualche accorgimento umano e nemmeno in base alla buona volontà, ma solo grazie al Santo timor di Dio, ovvero a quel dono particolare dello Spirito che “convincerà il mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio”.

Il Santo timor di Dio ha quindi il compito di infonderci la forza per comprendere il nostro peccato e portarci come peccatori davanti a Dio; confrontarci con la giustizia di Dio, che vede nel segreto dei cuori e scruta gli affetti degli uomini; infonderci coraggio nell’affrontare il giudizio di Dio che, come sappiamo, è giudizio di misericordia e di perdono.

Il Santo timor di Dio è anche quel dono dello Spirito che ci fa comprendere che Cristo non ci lascia mai soli, ma ci guida continuamente alla conoscenza della verità di Dio e alla comprensione della nostra vita alla luce del suo mistero e del suo amore.

Nella speranza siamo stati salvati”, ci diceva poi San Paolo, che ci permette di completare la nostra riflessione aiutandoci a capire come lo Spirito del Santo timor di Dio accende in noi la speranza nella vita eterna. È proprio in base a questa speranza che noi crediamo ed è in forza di questa speranza che il nostro cammino diventa sempre più diretto all’incontro con il Signore.

Lo Spirito del Santo timor di Dio è anche quello che procura la pace nel nostro cuore, come il Cantico dei Cantici ci aiutava a capire. La pace non è l’assenza di tribolazioni o quella calma piatta alla quale ogni tanto aneliamo, ma il sentirsi in pace con Dio mentre avvengono tutte le cose che devono avvenire nel mondo. È la pace che regna nel cuore di chi desidera nient’altro che di piacere a Dio. Il Santo timor di Dio ci concede anche di fare questo e di avere una vita tutta diretta all’incontro con Dio.

Per noi

Anche noi siamo invitati a chiedere questo dono dello Spirito. Una vita che viene trascorsa con il Santo timor di Dio è una vita piena, una vita perfettamente realizzata, una vita nella quale conta sopra ogni altra cosa il desiderio di piacere a Dio. Ed è proprio questo quello a cui dovremmo guardare. Lo scopo della nostra esistenza dovrebbe essere proprio questo. Oggi vediamo molto bene come tante esistenze non cerchino più questo dono. La vita di molti, moltissime persone avviene quasi come se Dio non esistesse. Non è questo quello che il Signore si aspetta da noi e, per questo, siamo tutti invitati a chiedere il dono che ci fa desiderare di essere sempre accanto al Signore, succeda quello che succeda nella nostra vita.

Alla fine di questa novena allo Spirito Santo e avendo invocato ciascuno dei suoi 7 doni, credo che possiamo, ancora una volta, invocare il nome di Maria, lei che era presente nel cenacolo. A lei chiediamo che lo Spirito con i suoi 7 doni si posi su di noi, per il bene nostro e di tutta la Santa Chiesa.

2021-05-13T19:05:45+02:00