lunedì 22 giugno

Settimana della 4 domenica dopo Pentecoste – lunedì

La spiritualità di questo giorno

La natività di San Giovanni Battista e poi la festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo alla quale ci prepareremo in festa con questa nostra parrocchia, sono i due cardini spirituali di questa ultima settimana del mese.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 4, 32-40
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi? Tu sei stato fatto spettatore di queste cose, perché tu sappia che il Signore è Dio e che non ve n’è altri fuori di lui. Dal cielo ti ha fatto udire la sua voce per educarti; sulla terra ti ha mostrato il suo grande fuoco e tu hai udito le sue parole che venivano dal fuoco. Poiché ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro discendenza dopo di loro e ti ha fatto uscire dall’Egitto con la sua presenza e con la sua grande potenza, scacciando dinanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, facendoti entrare nella loro terra e dandotene il possesso, com’è oggi. Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

SALMO Sal 76 (77)

Ricordiamo con gioia, Signore, le tue meraviglie.

Ricordo i prodigi del Signore,
sì, ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Vado considerando le tue opere,
medito tutte le tue prodezze. R

O Dio, santa è la tua via;
quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie,
manifesti la tua forza fra i popoli. R

Hai riscattato il tuo popolo con il tuo braccio,
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.
Guidasti come un gregge il tuo popolo
per mano di Mosè e di Aronne. R

VANGELO Lc 6, 39-45
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

Deuteronomio

Anzitutto la parola del Primo Testamento con questa pagina del Deuteronomio che vuole porre una domanda molto chiara e molto diretta: cosa è la vita di un uomo quando manca la fede? Quando viene meno il contesto nel quale collocare ciò che accade, ciò che si sperimenta, ciò che si vive, che cosa rimane della vita di un uomo? Mosè è molto attento ad insegnare questo e si capisce molto bene il suo desiderio. Egli vorrebbe che non ci fosse nemmeno un uomo senza il conforto della fede. È per questo che invita tutti ad essere attenti al mistero di Dio che si rivela. Così come egli chiede anche di saper testimoniare ad altri popoli la presenza di Dio in mezzo agli uomini. Una vita senza Dio è come una vita senza bussola. Quando manca la fede manca il quadro all’interno del quale costruire un orizzonte di senso per tutti gli uomini. Questo è il grande tema che il Deuteronomio porta avanti.

Vangelo

Nel Vangelo c’è il medesimo tema, con un’altra sottolineatura. Gesù chiede che cosa è la vita di un uomo quando viene guidata da un cieco. Nulla! Non può essere nulla! Quando due ciechi si mettono insieme si va sicuramente a sbattere da qualche parte! Così è la vita di chi è senza fede che si lascia accompagnare da chi pure è senza fede. Attenzione però! Nessuno deve insuperbire. Tutti devono sempre rimanere molto umili. Esattamente come chi ha la consapevolezza che ciascuno è peccatore, ciascuno porta un po’ nel suo occhio una trave da togliere prima di poter dire con certezza cosa devono fare gli altri. Potremmo dire che le due Scritture ci stanno chiedendo di essere di esempio ad altri, ma senza diventare superbi, consapevoli dei propri limiti, sempre disposti a migliorare e a lasciarsi correggere prima di correggere gli altri.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che questo messaggio spirituale sia molto bello, soprattutto se lo inquadriamo nel contesto di questa settimana nella quale onoriamo la natività di Giovanni e nella quale ci prepareremo per la festa di San Pietro. Giovanni, Pietro sono stati guide autorevoli e anzi uniche di tutto il gregge di Dio. Se sono stati guide alle quali anche noi guardiamo con vero interesse, è perché siamo consci che il loro aiuto, la loro protezione, possono fare molto a ciascuno di noi. Al tempo stesso, però, siamo consapevoli che anche loro sono stati guide consce dei propri limiti, consce dei propri difetti, consce anche del proprio ruolo. Ruolo grande, ruolo che noi onoriamo e ammiriamo, ruolo indicibile, per alcuni versi. Eppure pur sempre un ruolo umano che il Signore ha chiesto loro di avere. Non possesso personale, non frutto delle proprie doti, non qualcosa per cui vantarsi. Lo sapevano molto bene sia Giovanni, che si è sempre definito la voce, l’amico del Messia e Pietro, che si è sempre posto come apostolo che aveva rinnegato, come uomo che aveva seguito con generosità il Signore ma che anche lo aveva abbandonato nei momenti più duri dell’esistenza.

Le letture di oggi, dunque, ci stanno dicendo che solo quando si è consapevoli dei propri limiti, solo quando si è consapevoli della propria pochezza, si può anche diventare guide di altri, strumenti eletti, aiuto grande per tutti. Aiuto grande proprio perché uguale agli altri, aiuto per altri con altri limiti, con altri difetti, con altre mancanze. Dio guarda tutti con il medesimo occhio di amore e chiede a tutti di saper collaborare per migliorare il mondo. Noi miglioreremo il mondo non tanto con ciò che faremo, che sarà sempre cosa di poco valore e di poco conto. È con la nostra fede che miglioreremo il mondo! È con il nostro saper guardare al mistero di Dio, è con la testimonianza ai valori del Vangelo, è con il saperci relazionare con Cristo che noi tutti potremo dare buona testimonianza al mondo di cosa significa credere. Cerchiamo di disporci a questa testimonianza, chiedendo anche l’aiuto dei santi che onoreremo questa settimana.

2026-06-19T15:48:59+02:00