Lunedì 22 luglio

Settimana della 9° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì – Santa Maria Maddalena

La spiritualità di questa settimana

Questa ultima settimana del mese di luglio è costellata di Santi e Sante di notevole rilievo: oggi Santa Maria Maddalena, domani Santa Brigida, il 25 San Giacomo, il 26 saremo in festa per i genitori della Vergine e per la nostra chiesetta di Sant’Anna… il lezionario sarà quindi spesso interrotto proprio da queste celebrazioni. Meditiamo attentamente la Parola per vivere bene anche questa settimana in preghiera e sull’esempio di questi Santi.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 3, 2-5; 8, 6-7
Lettura del Cantico dei Cantici

Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amore dell’anima mia. L’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: «Avete visto l’amore dell’anima mia?». Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia. Lo strinsi forte e non lo lascerò, finché non l’abbia condotto nella casa di mia madre, nella stanza di colei che mi ha concepito. Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi: non destate, non scuotete dal sonno l’amore, finché non lo desideri. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che disprezzo.

SALMO Sal 62 (63)

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. R

Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani. R

Penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R

EPISTOLA Rm 7, 1-6
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive? La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo. Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per opera di Gesù Cristo nostro Signore.

VANGELO Gv 20, 1. 11-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!»
e ciò che le aveva detto.

Vangelo

Piangere per amore. Ecco ciò che mi colpisce sempre in Santa Maria Maddalena. Il Vangelo lo dice con chiarezza: ella stava fuori, vicino al sepolcro e piangeva. Piangeva per il dolore, certamente. Aveva visto il Signore morire in quel modo, per questo non poteva smettere di pensare al dolore della Passione. Ecco un primo motivo del pianto della Maddalena.

Piangeva, però, anche perché aveva perso Colui che l’aveva guarita. Gesù aveva scacciato da lei quegli “spiriti cattivi”, ovvero quella presenza demoniaca che infestava anche il suo cuore. Proprio per questo, proprio per riconoscenza ella aveva lasciato tutto, esattamente come gli apostoli, e si era messa a seguirlo. Aveva messo a disposizione del Signore anche i suoi beni ma, prima di tutto e soprattutto, aveva messo a disposizione del Signore sé stessa. Aveva dato a Lui il suo tempo, la sua libertà, il suo amore. Entrando nella compagnia delle donne che seguivano il Signore si era come consegnata a Lui.

Piangeva, infine, come si piange un morto, con il dolore nel cuore per la perdita recente, aspettando che il tempo possa, almeno un poco, lenire il dolore. Così come fa ogni uomo, come facciamo anche noi quando viviamo il tempo di una perdita.

In sintesi, possiamo proprio dire che ella piangeva per amore. L’amore che si prova per chi ci fa del bene, l’amore per un amico, perché certamente tale era il Signore per la Maddalena. Soprattutto piangeva per l’amore di Dio che Gesù aveva riversato su di lei e del quale ella era custode. Ecco i motivi del pianto della Maddalena.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che tutti noi possiamo ben comprendere i primi due motivi del pianto. Anche noi siamo riconoscenti alle persone che ci fanno del bene e, quindi, quando qualcuno di loro se ne va, siamo davvero afflitti, siamo nel pianto, forse qualcuno è stato anche colto da una vera e propria disperazione. Così come capiamo bene, e forse abbiamo già sperimentato anche questo, il dolore che si prova quando si perde un amico. Certo più intensa è la relazione più ci viene a mancare la terra sotto i piedi, tanto siamo presi da una relazione che dice bene come si vive accanto a chi ci ama e che, a nostra volta, amiamo.

È molto più difficile piangere per Dio! Questo tipo di pianto è proprio solo per le anime elette. Sant’Ignazio di Loyola ha parlato a lungo del “dono delle lacrime”, cioè di quel dono al quale dovrebbe arrivare il credente che si mette davanti alla Croce del Signore e incomincia a pensare quanto è costata la nostra redenzione, quanto il Signore ha patito per noi. Questo è ciò che ha fatto la Maddalena. Mentre altri fuggivano e abbandonavano la scena della Crocifissione, lei è stata lì, non si è mossa, non si è persa d’animo, ha voluto vedere e vedere fino in fondo. Ecco perché il dolore, in lei, è stato più acuto ed ecco il perché di quelle lacrime che, certamente, sono lacrime di amore. L’amore che si prova nel cuore quando si capisce fino a che punto giunge l’amore di Dio. Non credo sia da tutti questa contemplazione, non credo sia da tutti questo genere di meditazione. Effettivamente, come diceva Sant’Ignazio, le lacrime sono un dono da chiedere, un dono da implorare, un dono che può venire solo se anche noi sapremo metterci sotto la Croce e sapremo invocare il nome di Dio come nome benedetto, come nome unico nel quale si può trovare salvezza, come unico evento nel quale riconosciamo l’origine della nostra redenzione. Anche se siamo proprio in mezzo all’estate, consiglierei di passare anche solo qualche minuto in contemplazione del Crocifisso. Certo noi riserviamo la Quaresima a questa preghiera, ma non è questo il solo momento nel quale dobbiamo lasciarci coinvolgere in questa preghiera. Ve ne sono molti altri. Oggi potrebbe essere un giorno propizio per continuare a lasciarci conquistare dall’amore di Dio che opera sempre per il nostro bene e per la nostra salvezza. Iniziando così a formare in noi quello spazio di amore che deve aprirci anche a ricevere il dono delle lacrime.

Provocazioni dalla Parola

  • Sono capace di stare in silenzio davanti alla Croce?
  • Cosa provo se mi confronto con l’amore della Maddalena?
2024-07-20T12:18:38+02:00