Settimana della 9° domenica dopo Pentecoste – martedì – Santa Brigida
La spiritualità di questa settimana
Quella di Brigida è una storia singolare. La storia di una donna nobile aperta alla fede, la storia di una donna attentissima ai poveri, la storia di una donna con una spiritualità fortissima, eppure con un’attenzione davvero unica per quegli amici prediletti di Dio che sono i poveri. Il suo ritratto ben emerge dalle tre Scritture di oggi.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gdt 8, 2-8
Lettura del libro di Giuditta
In quei giorni. Marito di Giuditta era stato Manasse, della stessa tribù e famiglia di lei; egli era morto al tempo della mietitura dell’orzo. Mentre stava sorvegliando quelli che legavano i covoni nella campagna, fu colpito da insolazione. Dovette mettersi a letto e morì a Betùlia, sua città, e lo seppellirono insieme ai suoi padri nel campo che sta tra Dotàim e Balamòn. Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di vedovanza ed erano passati già tre anni e quattro mesi. Si era fatta preparare una tenda sul terrazzo della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e portava le vesti della sua vedovanza. Da quando era vedova digiunava tutti i giorni, eccetto le vigilie dei sabati e i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le feste e i giorni di gioia per Israele. Era bella d’aspetto e molto avvenente nella persona; inoltre suo marito Manasse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e schiave, armenti e terreni che ora continuava ad amministrare. Né alcuno poteva dire una parola maligna a suo riguardo, perché aveva grande timore di Dio.
LETTURA AGIOGRAFICA
Vita di santa Brigida, religiosa
Brigida, nata nel 1303 in Svezia da nobile famiglia, crebbe in un ambiente altamente qualificato per pietà e cultura. Secondo il costume del suo tempo, a quindici anni divenne sposa di un giovane buono e mite, che condivise le aspirazioni religiose della consorte. Dal loro matrimonio nacquero otto figli, che Brigida educò con la più solerte cura e responsabilità. Sotto la guida di sacerdoti, noti per santità di vita e solidità di dottrina, seppe organizzare sapientemente ogni sua giornata, dedicandosi alla casa, alla preghiera, allo studio della Sacra Scrittura e della letteratura religiosa, all’esercizio della carità soprattutto verso gli infermi. Il pellegrinaggio al santuario di San Giacomo di Compostella, compiuto in occasione del XXV anniversario del matrimonio, segnò un più profondo impegno nel cammino ascetico. Poco tempo dopo, rimasta vedova, rinunciò al mondo per dedicarsi interamente a servire il Signore, caratterizzando la sua vita con la penitenza e la meditazione della Passione del Signore e dei dolori di Maria Santissima. Si moltiplicarono, allora, in lei i fenomeni spirituali, che la resero celebre con il titolo di «mistica del Nord». «Umile alfiere con lettere di un grande Signore» (come ella amava definirsi), dotata di grande energia e di senso pratico, entrò nel vivo dei problemi politici del suo tempo, adoperandosi per la riforma della Chiesa e istituendo un nuovo Ordine religioso, consacrato al Santissimo Salvatore. In occasione dell’anno santo 1350, con i suoi consiglieri teologi venne a Roma per acquistare l’indulgenza del Giubileo, per ricevere l’approvazione del suo Ordine religioso e per sollecitare il ritorno del Papa a Roma da Avignone. Durante il soggiorno romano, che durò fino alla morte, intervenne con autorevolezza nelle cose pubbliche, mise in iscritto le sue esperienze mistiche e visitò, pellegrina infaticabile, i più famosi santuari d’Italia. Fu per tutti esempio di grandi virtù, sopportando per amore di Cristo sofferenze e umiliazioni. Coronò la sua attività apostolica e profetica con un pellegrinaggio in Terra Santa, che le permise di ricalcare le orme del Salvatore e di sperimentare eccezionali doni interiori. Morì a Roma, circondata dai suoi discepoli e assistita dalla figlia santa Caterina di Svezia, la mattina del 23 luglio 1373. Diciotto anni dopo il papa Bonifacio IX la iscrisse nel canone dei santi. Donna di contemplazione e di azione, e maestra di unità, nel 1999 santa Brigida è stata proclamata compatrona d’Europa da papa Giovanni Paolo II.
SALMO Sal 10 (11)
I giusti contemplano il tuo volto, Signore.
Il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo. R
Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto. R
EPISTOLA 1Tm 5, 3-10
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, onora le vedove, quelle che sono veramente vedove; ma se una vedova ha figli o nipoti, essi imparino prima ad adempiere i loro doveri verso quelli della propria famiglia e a contraccambiare i loro genitori: questa infatti è cosa gradita a Dio. Colei che è veramente vedova ed è rimasta sola, ha messo la speranza in Dio e si consacra all’orazione e alla preghiera giorno e notte; al contrario, quella che si abbandona ai piaceri, anche se vive, è già morta. Raccomanda queste cose, perché siano irreprensibili. Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele. Una vedova sia iscritta nel catalogo delle vedove quando abbia non meno di sessant’anni, sia moglie di un solo uomo, sia conosciuta per le sue opere buone: abbia cioè allevato figli, praticato l’ospitalità, lavato i piedi ai santi, sia venuta in soccorso agli afflitti, abbia esercitato ogni opera di bene.
VANGELO Mt 5, 13-16
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Giuditta
Il libro di Giuditta esalta, anzitutto, la figura di questa donna che, rimasta vedova, vive con umiltà, fedeltà e fede il suo stato. Secondo il costume del tempo veste le vesti della vedovanza, ma non è questo il tratto fondamentale della sua esperienza. Ella digiuna tutti i giorni salvo che nei giorni di festa. Questo non era prescritto da nessuna legislazione biblica. È una sua scelta, è un suo modo per dire che il suo cuore rimane fedele. Fedele a Dio e fedele anche al marito. È un modo per tenersi desti, per non cadere nelle brame di molte tentazioni, nei desideri che, sempre, si possono provare e sempre possono emergere dal cuore dell’uomo. Non è una donna chiusa in sé stessa, non è una donna che vive solo di cose passate, non è, soprattutto, una donna che fugge dal mondo. Consapevole anche della ricchezza enorme che le ha lasciato il marito, Giuditta si dedica anche all’amministrazione di quello che ha, del suo patrimonio. Non spreca, non svende, non perde quello che ha. Lavora. Con la sua intelligenza, con le sue doti, si applica ad amministrare bene quello che ha ricevuto. È, dunque, una donna veramente forte. Salda nello spirito, ella si dedica anche alle cose della vita con passione e dedizione. Poiché piena di Dio, non perde nulla di quelle cose degli uomini che sono il centro di tante esperienze di vita.
Timoteo
L’epistola ci ha ricordato che, anche nella Chiesa antica, come anche nella nostra Chiesa, esiste “l’ordine delle vedove”, cioè il gruppo di coloro che, rimaste vedove, intendono consacrarsi a Dio, mettendo a disposizione le loro persone per una preghiera più intensa e i loro beni per sovvenire le esigenze della Chiesa. Ovviamente San Paolo non è uno sprovveduto, ecco perché richiama una grande prudenza. Occorre accettare nell’ordine delle vedove solo coloro che hanno una certa età, dopo che hanno terminato di prendersi cura delle loro famiglie, per non fare in modo che la loro costituzione in ordine sia, in qualche modo, una fuga. O peggio, un entrare in un ordine per fare in modo che sia la Chiesa a mantenere le loro persone! L’adesione all’ordine delle vedove deve avvenire per fede, non per interesse. Ecco il cuore dell’insegnamento di Paolo. Certamente Brigida non solo non ha mai sfruttato la sua condizione, ma si è messa a servizio della Chiesa e dei poveri con i suoi beni, nulla trattenendo per sé. Un esempio raro di dedizione e di cura del prossimo.
Vangelo
Il Vangelo consigliava a tutti di “essere sale e luce della terra”, cioè di trovare il modo per il quale, a partire dalla condizione nella quale uno si trova, possa fare del bene ed essere esempio anche per gli altri. Brigida ha fatto questo. La sua condizione la onorava con privilegi eccezionali. Ella avrebbe potuto avere tutto quello che voleva. Non solo Brigida rifiuta questa concezione della vita, ma fa del suo status un modo per essere attenta agli altri. In questo modo ella si prepara ad essere sale e luce della terra.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Alla luce di queste Scritture credo che tutti siamo provocati da vicino a riflettere sulla dignità con cui siamo tutti chiamati a vivere la nostra vita. Non è questione di quale ruolo abbiamo, quale posto occupiamo, ma di come interpretiamo l’intera esistenza. Oggi sentiamo parlare spesso della cosiddetta “questione morale”. Vale a dire, in un mondo dove tutti fanno per sé, cercano di possedere per sé, cercano anche con l’inganno di arraffare, noi siamo chiamati a fare altro, a testimoniare altro. Noi siamo chiamati a testimoniare l’umiltà di un servizio, la forza dei valori che la fede mette nel cuore di chi segue Cristo, la forza con cui possiamo vivere i giorni che ci vengono donati. Per il cristiano dovrebbe essere un’assoluta priorità il mettersi a disposizione di Dio e dell’uomo così come riesce, senza cercare privilegi per sé, accumulo personale o altri interessi. Siamo tutti molto lontani da questa concezione di dedizione e di attenzione. Ecco perché credo che sia bene pregare Santa Brigida e chiedere a Lei di aiutarci a fare in modo che la nostra vita, tutta la nostra vita, sia esperienza di donazione, di attenzione, di cura degli altri. Il Papa ce lo ricorda molto spesso. Lasciamo che sia anche l’esempio di questi santi ad istruirci per vivere bene ciò a cui siamo stati chiamati.
Provocazioni dalla Parola
- Come vivo e come interpreto la questione morale?
- Cosa mi suggerisce Santa Brigida perché io possa vivere bene il mio stato di vita?