Martedì 22 agosto 2023

Settimana della 12 domenica dopo Pentecoste – martedì – Madonna Regina

La Parola di Dio 

LETTURA Sir 24, 3a. 4. 6b. 22
Lettura del libro del Siracide

Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo, primogenita di tutte le creature. Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Su ogni popolo e nazione ho preso dominio, con la mia forza ho piegato il cuore dei potenti e degli umili. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà, chi mi esalta otterrà la vita eterna.

SALMO Sal 44 (45)

Risplende la regina, Signore, alla tua destra.

Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce.
Il tuo trono, o Dio, dura per sempre. R

Entra la figlia del re:
è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito;
è condotta al re in broccati preziosi. R

Alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
il re si è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R

EPISTOLA Rm 8, 3b-11
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, Dio ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

VANGELO Lc 1, 26-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

La Scrittura

Ad una settimana esatta dalla festa dell’Assunta, celebriamo questa memoria di Maria, che invochiamo con il titolo di Regina. Questa festa è di origine molto moderna, venne infatti istituita nel 1955 da Pio XII, che intese creare una festa di Maria che fosse in parallelo con quella di Cristo Re. Come nell’ultima domenica dell’anno liturgico celebriamo la regalità di Cristo e ci lasciamo attirare da Lui che regna in ogni cuore, così, oggi, vogliamo guardare alla regalità di Maria e lasciarci colmare da lei della grazia di Dio che ci spinge a vivere con perseveranza e speranza.

Capiamo, allora, la prima lettura che ci è stata donata, lettura che, di per sé, si riferisce alla sapienza di Dio. È la sapienza di Dio creatore che ha il suo trono nel cielo, è la sapienza di Dio Padre che ha la sua dimora nei cieli, è la sapienza di Dio Padre che piega il cuore dei potenti e innalza gli umili. È la sapienza che chiede quell’atteggiamento di venerazione che porta chi la venera a non peccare e che conduce verso la vita eterna. Quanto si dice della sapienza di Dio Padre è del tutto applicabile alla Vergine Maria. Noi collochiamo lei su un trono in cielo. Così la vediamo raffigurata in innumerevoli immagini dell’arte, sia quelle molto famose, sia quelle molto popolari. Noi guardiamo a Maria, la collochiamo su un trono nel cielo, assisa insieme al suo Figlio, proprio perché ha vissuto tutte queste cose. Ella ha contemplato la sapienza di Dio, è divenuta partecipe del suo progetto di redenzione, ha camminato nella via della lode al Padre che porta a non peccare, che spinge verso la vita eterna, che concede di entrare nella comunione beata con Lui. Contemplare oggi Maria Regina significa accendere in noi la virtù della speranza. La speranza di essere anche noi, un giorno, partecipi di queste realtà. La speranza di raggiungere, un giorno, anche noi la vita eterna, nella quale vivere ciò che ora apprendiamo, contempliamo, speriamo. La festa di Maria Regina ci dice che anche noi, facendo come lei, partecipando al cammino degli umili della storia, potremo, un giorno, contemplare il Padre, fonte di ogni sapienza e pace.

Se questo è il contenuto spirituale di questo giorno, allora si capisce molto bene l’invito di San Paolo ai Romani. Questa lettura ha un forte e dichiarato accento morale, ma non vuole essere solo un richiamo alla moralità. Intende piuttosto dirci che, se noi coltiviamo la speranza, allora vigiliamo su noi stessi. Questa lettura potrebbe essere considerata un seguito della meditazione di ieri. Potremmo dire che chi contempla la Vergine Maria assisa in trono vicino al Figlio suo, vigila continuamente su sé stesso e non permette a nulla di rovinare quel cammino che deve indirizzarci verso la vita eterna. Ecco perché il credente vigila sul suo comportamento e sulla sua condotta come chi non deve solo rispondere ad una norma o obbedire a divieti. Il comportamento del cristiano è tale perché ciascuno coltiva nel cuore la speranza di incontrarsi, nel regno di Dio, con tutti coloro che, avendo vigilato su sé stessi e avendo amato, contempleranno la gloria di Dio e l’onore della Vergine. La spiritualità propria di questo giorno ci fa quindi percepire la bellezza del cammino cristiano e ci aiuta a comprendere che la Vergine sempre ci attira a sé. Con il suo esempio, con le sue doti, con la sua virtù, Maria ci attira a fare sempre più parte di quel cammino cristiano che ci spinge verso la vita eterna. Oggi ci sia questo sguardo di contemplazione e di amore per la Vergine perché ci possa essere realmente una crescita spirituale in ciascuno di noi.

Un ringraziamento

Vi invito, oggi, a ringraziare il Signore per la fede mariana che abbiamo. Sono tante le feste della Vergine durante l’anno pastorale e sono una vera e propria serie di perle che aiutano il nostro cammino di fede. Ringraziamo il Signore per questo. Ringraziamo il Signore per queste luci sul cammino. Ringraziamo il Signore per la forza che Maria dona a ciascuno di noi, perché il cammino di ciascuno possa essere prezioso e sempre in ascesa.

Una richiesta

Oggi possiamo rivolgerci direttamente all’intercessione di Maria. A lei che splende regina chiediamo il dono di saper vivere bene non solo questo giorno, ma tutti i nostri giorni, guardando a lei. Vi invito, dunque, ad avere una sosta mariana nella vostra giornata. Magari con la recita del S. Rosario, oppure con un’altra forma di devozione e di preghiera alla Madonna. A lei, Regina del cielo, guardiamo con speranza e stupore perché impariamo davvero ad essere figli attenti, amati ed attesi nella dimora celeste dove la contempleremo nella gloria di Dio.

Invito alla pregheira

Con fede diciamo “Ave Maria”!

2023-08-18T08:20:47+02:00