Lunedì 22 settembre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio – Lunedì – San Maurizio

La spiritualità di questo giorno

Questa settimana inizia con la festa di San Maurizio. Questa sera avremo la solenne concelebrazione con i preti nativi o residenti. Credo sia sempre un momento bello ed atteso della festa. Poi avremo S. Pio, S. Anàtalo, San Vincenzo, tutte memorie illustri di grandi personaggi della fede. Ci lasciamo guidare dal loro aiuto e dal loro esempio. Poiché la festa di San Maurizio non ha un lezionario proprio, leggiamo insieme le Scritture del giorno.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Pt 1, 12-16
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, penso di rammentarvi sempre queste cose, benché le sappiate e siate stabili nella verità che possedete. Io credo giusto, finché vivo in questa tenda, di tenervi desti con le mie esortazioni, sapendo che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come mi ha fatto intendere anche il Signore nostro Gesù Cristo. E procurerò che anche dopo la mia partenza voi abbiate a ricordarvi di queste cose. Infatti, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.

SALMO Sal 18 (19)

Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R

Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. R

VANGELO Lc 18, 28-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

2 Petri

Parto dalla seconda lettera di Pietro perché le parole dell’apostolo potrebbero tranquillamente essere messe sulla bocca di San Maurizio.

Carissimi, penso di rammentarvi sempre queste cose”. L’apostolo sta parlando ad una comunità già istituita. Una comunità che segue la sua predicazione e il suo esempio. Pietro, tuttavia, avverte la necessità di ascoltare sempre la sua gente ma anche quella di continuare a ribadire le cose già precedentemente dette, per tenere desta la memoria sulle cose dello Spirito. Chissà quante volte San Maurizio, che è stato per così dire il “catechista” della sua legione, avrà ripetuto le stesse cose. La predicazione, la catechesi, è fatta anche di questo: la ripetizione continua dei contenuti della fede perché non si abbia a dimenticare nulla. San Pietro e San Maurizio ci dicono, anzitutto, questo.

“… perché siate stabili nelle cose che possedete”. La Chiesa di San Pietro ma anche quella di San Maurizio, è una Chiesa perseguitata. Per questo è necessario che i fedeli siano istruiti per rimanere stabili nelle verità che professano. Ecco perché si ripetono i contenuti della fede. La stabilità della fede è ciò a cui i due grandi santi tendono, perché pastore e gregge siano sicuri nella loro professione di fede.

Io ritengo giusto tenervi desti con le mie esortazioni, sapendo che presto dovrò lasciare questa tenda”. San Pietro dimostra di avere viva memoria di quello che il Signore, un giorno ormai lontano, gli aveva detto sulle rive del lago, ovvero che avrebbe dovuto seguirlo fino a che fosse venuto anche il suo momento. Pietro sta facendo questo, sta vivendo la sua fede, la sua testimonianza, fino a che il Signore gli mostri chiaramente quale sia la fine dei suoi giorni. Anche San Maurizio sarà stato conscio della stessa cosa, perché il cristiano mette sempre davanti a sé il pensiero della morte, non già per averne paura, ma per ricordare che si sta avvicinando la fine dei suoi giorni e, questo, deve essere come un faro, come una luce che illumina le cose da fare.

Vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo”. Pietro dice ancora di sé ciò che ha fatto con la sua predicazione: egli ha fatto conoscere la potenza della venuta del Signore, ricordando a tutti la sua futura venuta alla fine dei tempi. Pietro, dunque, si propone come evangelizzatore del suo popolo. Ma la stessa cosa possiamo proprio dirla di San Maurizio, che, senza temere, sfruttò la sua professione e il suo incontro costante con altri uomini, come momento propizio per dire a tutti della venuta del Signore e disponendosi a pagare con la sua stessa vita la coerenza della sua fede.

Vangelo

È ancora Pietro a parlare nel Vangelo e a chiedere al Signore cosa potrà avere in cambio del suo essersi reso disponibile per la sequela. Il Signore risponde: c’è un centuplo che riguarda le relazioni già ora, nel tempo presente, ma, soprattutto, ci sarà la vita eterna, come dono finale dato al credente. Penso a San Maurizio. Veniva dall’Africa. Aveva lasciato il suo paese, le sue tradizioni, i suoi affetti, le consuetudini della sua casa per denaro, per il suo lavoro. Faceva così ogni soldato. Fu però l’incontro con Cristo, con la fede cristiana, a suggerirgli un altro pensiero: quello che aveva lasciato, lo aveva abbandonato per amore del Signore, giacché, da credente, si disponeva ad una testimonianza di fede lontano dalla sua patria e non solo ad avere un lavoro fuori da essa. Il “migrare” di Maurizio è stato occasione per renderlo testimone della fede in paesi lontani, con persone nuove che non conosceva, in un contesto assolutamente diverso dal suo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Penso a noi, al nostro contesto di vita, alla comunità pastorale nella quale viviamo che venera Maurizio e i suoi compagni come un modello di vita. Cosa dobbiamo fare noi tutti?

  1. L’impegno per l’evangelizzazione con la testimonianza. Credo che tutti, oggi, dobbiamo sentirci invitati a condividere l’impegno per l’evangelizzazione nella città. Anche San Maurizio era un laico, non era un consacrato. Uno che ha fatto del suo stesso lavoro una possibilità di evangelizzazione! Credo che a tutti noi sia chiesto, oggi, con forza, di saper prendere in mano la propria testimonianza di fede per saper vivere e per saper far vivere ad altri il Vangelo. La Chiesa di oggi ha bisogno di ritrovarsi intorno all’evangelizzazione, ovvero al desiderio di far conoscere Cristo. Chiediamo questa prima grazia al nostro Santo Patrono, perché non abbiamo ad apparire ingrati dei benefici dell’evangelizzazione che sono giunti fino a noi.
  2. Lasciarci guidare dalla speranza della vita eterna. In secondo luogo, direi che, come Pietro, come Maurizio, dobbiamo lasciarci guidare dalla speranza della vita eterna. Abbiamo bisogno di dirci e di dire agli altri che noi non ci riteniamo eterni, che sappiamo che la vita ha un limite, che vogliamo giungere anche pronti, a quel giorno, come ad un giorno felice: il giorno della verità della nostra esistenza, il giorno in cui conosceremo Dio. Oggi, troppo spesso, troppa gente irride il pensiero della vita eterna, il pensiero dell’essere per sempre con Dio. Credo che, in questo anno del Giubileo, in questo anno di speranza, tocchi proprio ciascuno di noi riprendere sul serio in mano questa virtù e prepararci a quell’incontro con Dio che rende veri i giorni che passano.
  3. Anche noi non temiamo la ripetitività della fede. Osiamo ripetere i contenuti della fede a tutti, senza stancarci mai. Osiamo ripetere a tutti che Cristo è vicino, che la vita eterna ci attende, che ci sono bussole, punti di riferimento importanti del cammino che non possiamo pensare di saltare… Testimoniare la fede e le sue esigenze è davvero un grande servizio di carità per gli uomini di oggi. Auguriamoci proprio che tutto questo avvenga per la salvezza della nostra Chiesa e del nostro mondo. San Maurizio e i suoi compagni veglino su di noi perché noi possiamo vivere bene questo incontro con il Padre.
  4. Infine preghiamo per i sacerdoti che hanno edificato questa comunità: per i vivi, perché sentano viva la riconoscenza del cuore che tributiamo loro, per i morti perché non manchi il suffragio cristiano alle anime che hanno operato il bene tra noi e per noi.
2025-09-20T09:11:23+02:00