Feria prenatalizia 5
Introduzione
È la grande settimana! La settimana della solennità del Natale. Però abbiamo ancora questi tre giorni che ci possono aiutare a vivere bene la festa che si prepara. Ecco perché direi di dare questo titolo alla meditazione di oggi: “Il nascondimento necessario nelle relazioni”.
La Parola di questo giorno
RUT 3, 8-18
Lettura del libro di Rut
In quei giorni. Verso mezzanotte Booz ebbe un brivido di freddo, si girò e vide una donna sdraiata ai suoi piedi. Domandò: «Chi sei?». Rispose: «Sono Rut, tua serva. Stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto». Egli disse: «Sii benedetta dal Signore, figlia mia! Questo tuo secondo atto di bontà è ancora migliore del primo, perché non sei andata in cerca di uomini giovani, poveri o ricchi che fossero. Ora, figlia mia, non temere! Farò per te tutto quanto chiedi, perché tutti i miei concittadini sanno che sei una donna di valore. È vero: io ho il diritto di riscatto, ma c’è un altro che è parente più stretto di me. Passa qui la notte e domani mattina, se lui vorrà assolvere il diritto di riscatto, va bene, lo faccia; ma se non vorrà riscattarti, io ti riscatterò, per la vita del Signore! Rimani coricata fino a domattina». Ella rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina e si alzò prima che una persona riesca a riconoscere un’altra. Booz infatti pensava: «Nessuno deve sapere che questa donna è venuta nell’aia!». Le disse: «Apri il mantello che hai addosso e tienilo forte». Lei lo tenne ed egli vi versò dentro sei misure d’orzo. Glielo pose sulle spalle e Rurientrò in città. Arrivata dalla suocera, questa le chiese: «Com’è andata, figlia mia?». Ella le raccontò quanto quell’uomo aveva fatto per lei e aggiunse: «Mi ha anche dato sei misure di orzo, dicendomi: “Non devi tornare da tua suocera a mani vuote”». Noemi disse: «Sta’ tranquilla, figlia mia, finché non sai come andrà a finire la cosa. Di certo quest’uomo non si darà pace, finché non avrà concluso oggi stesso questa faccenda».
SALMO Sal 106 (107)
Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.
Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
e ha radunato da terre diverse,
dall’oriente e dall’occidente,
dal settentrione e dal mezzogiorno. R
Erano affamati e assetati,
veniva meno la loro vita.
Nell’angustia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angosce.
Li guidò per una strada sicura,
perché andassero verso una città in cui abitare. R
Ringrazino il Signore per il suo amore,
per le sue meraviglie a favore degli uomini,
perché ha saziato un animo assetato,
un animo affamato ha ricolmato di bene. R
ESTER 8, 3-7a. 8-12
Lettura del libro di Ester
In quei giorni. Ester parlò di nuovo al re, cadde ai suoi piedi e lo pregava di rimuovere il male fatto da Amàn, tutto quello che aveva fatto contro i Giudei. Il re stese lo scettro d’oro verso Ester ed Ester si alzò per stare accanto al re. Disse Ester: «Se piace a te e ho trovato grazia, si ordini di revocare le lettere inviate da Amàn, quelle che erano state scritte per sterminare i Giudei che si trovano nel tuo regno. Come potrei infatti sopportare la vista dei mali del mio popolo e come potrei sopravvivere allo sterminio della mia stirpe?». Il re rispose a Ester: «Potete scrivere voi a mio nome, come vi sembra, e sigillate con il mio anello: infatti tutto quello che è stato scritto su comando del re ed è stato sigillato con il mio anello regale non può essere revocato». Il ventitré del primo mese, quello di Nisan, dello stesso anno, furono convocati i segretari e fu scritto ai Giudei tutto quello che era stato comandato ai governatori e ai capi dei sàtrapi, dall’India fino all’Etiopia, centoventisette satrapìe, provincia per provincia, secondo le loro lingue. Fu scritto a nome del re e fu posto il sigillo del suo anello, e le lettere furono mandate per mezzo di corrieri: si prescriveva loro di seguire le loro leggi in qualunque città, sia per difendersi che per trattare come volevano i loro nemici e i loro avversari, e ciò in un solo giorno: il tredici del dodicesimo mese, quello di Adar, in tutto il regno di Artaserse.
VANGELO Lc 1, 67-80
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
La Scrittura
Booz si alzò prima che una persona possa distinguerne un’altra…
Se ho trovato grazia…
Benedetto il Signore, Dio di Israele…
Stiamo per finire le tre grandi storie che accompagnano questi giorni benedetti. Ecco la scena della prima storia. Un uomo capisce cosa gli stia chiedendo una donna con quelle che abbiamo chiamato le sue “armi”. Egli vuole agire per la verità ma evitando qualsiasi forma di pettegolezzo. Ecco perché Booz parla con Rut sull’aia di notte, quando nessuno può vedere, quando si è più tutelati e riservati. Booz sta preparando qualcosa, ma vuole che, per ora, ci sia riservatezza, ci sia nascondimento. Non per celare qualcosa, non per sottrarre qualcosa alla vista degli altri, ma per dare piena possibilità di realizzazione ad una cosa importante. La riservatezza, il non portare sempre tutto in piazza, il fare in modo che non tutto sia sempre sotto gli occhi di tutti, diventano linee guida per Booz, che cerca, in ogni modo, di vivere bene quella situazione nella quale si trova ad agire e che vuole osservare con scrupolo tutte le attenzioni che possono poi garantire un sicuro successo. Non il nascondimento di chi cela la verità, ma il nascondimento di chi circonda la verità di attenzione.
Questo atteggiamento emerge molto chiaramente anche nel Vangelo. Il mutismo di Zaccaria gli consente di avere tempo per meditare, per stare da solo con Dio, ricordando quell’apparizione che sarà la consolazione più importante della vita. La lode che egli pronuncia nella sua casa, sarà anch’essa avvolta nel nascondimento con il quale Zaccaria loda Dio che fa bene ogni cosa a suo tempo. Non sarà una lode avvertita da molti, non sarà una lode che fa scuola. Sarà solo la lode di un uomo vecchio che diventa padre in un momento impossibile per altri. Questa lode segreta sarà ripresa dalla Chiesa che ne farà il canto del mattino, nel segreto della coscienza che sveglia un nuovo giorno.
Così anche Ester ha agito per il bene del suo popolo nel nascondimento, nella segretezza dei suoi appartamenti. Quella azione che salverà il suo popolo è stata tenuta segreta fino all’ultimo. Solo proprio all’ultimo ella ha rivelato il senso di quel banchetto offerto per tre giorni. Solo all’ultimo ella ha messo al corrente delle intenzioni che erano presenti nel suo cuore. Ester sta insegnando che le grandi cause dei popoli hanno bisogno di quella riservatezza che custodisce tutti e che non rovina mai nulla. D’altronde tutte le relazioni sono così: ci sono cose che devono essere tenute riservate se non si vuole svilire la relazione stessa o, addirittura, comprometterla.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Questo insegnamento mi sembra bellissimo per noi tutti oggi. In un mondo dove tutto è conosciuto, in un mondo dove tutti sono invitati, ogni giorno, a “pubblicare” sui social tutto quanto riguarda la vita privata, in un mondo dove tutto diventa presto esibizione di sé, credo che il richiamo alla riservatezza, al silenzio, alla tutela delle cose, sia non solo fondato ma, addirittura, indispensabile. Per gustare le cose, occorre conservarle nel silenzio, in quel “segreto del cuore” che fa diventare belle le cose della vita. Per dare senso alle cose, occorre rimanere quasi un passo indietro, quasi a distanza da tutto quel turbinio di parole, emozioni, suoni, immagini che vorrebbe farci credere che, oggi, si vive così. Credo proprio che l’insegnamento della Scrittura ci aiuti a capire che senza il silenzio non si conserva nulla, senza la riservatezza tutto si disperde, senza la cura che diventa anche premura, tutto perde la sua consistenza e importanza.
Anche il Natale è una realtà che richiama queste verità. Anche il Natale potrà essere un giorno diverso, solo se noi lo renderemo tale. Ma perché sia Natale, abbiamo bisogno che ci sia silenzio attorno a noi e in noi. Quel silenzio che permette alle cose della vita di decantare. Quel silenzio che permette di scoprire il senso delle cose che capitano. Quel silenzio che permette quella relazione, la relazione con Cristo, che dovrebbe essere il centro assoluto della festa. Se non è così, se moltissime persone, alla fine, non vivono nulla del Natale pensato in questo modo, visto con questa ottica, è perché non c’è silenzio. È perché non c’è abbastanza attenzione a quella realtà che permette al segreto delle cose di emergere.
Raccomando a tutti che questi giorni possano essere giorni di calma, di serenità, di pace, di rinnovata attenzione al mistero di Dio che rende belle le cose della vita.
Anche per quanto attiene al tema delle emozioni e dei sentimenti, mi pare che oggi questa riservatezza vada richiamata. Il mettere sempre tutto in mostra ha ucciso o falsificato così tanto il mondo dei sentimenti che molte relazioni ne sono uscite a pezzi. Ricordiamolo. Per costruire una relazione occorre anche silenzio, rispetto, pace. Occorre avere momenti in cui i sentimenti e le emozioni decantano. Occorre avere un tempo in cui tutto si placa. Questo momento è il momento del cuore che si mette davanti a Dio, non certo solo a Natale! Ogni giorno dovremmo tutti avere quel momento di solitudine con Dio che permette a tutte le cose di decantare. Maria Santissima ci aiuti e ci guidi a vivere così questi momenti, per dare senso, spessore, verità ai nostri giorni.
Perchè la Parola dimori in noi
- Quale momento di silenzio del cuore custodisco?
- Cosa è importante per me per far decantare emozioni e sentimenti?
- Come custodisco momenti di questo genere?