Giovedì 23 gennaio

Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – Giovedì

La spiritualità di questa settimana

Vorrei che, oggi, rileggessimo insieme la parabola del Signore alla luce della prima lettura.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 44, 1; 46, 13-18
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Samuele, amato dal suo Signore, profeta del Signore, istituì la monarchia e unse dei prìncipi sul suo popolo. Secondo la legge del Signore governò l’assemblea e il Signore volse lo sguardo benevolo su Giacobbe. Per la sua fedeltà si dimostrò profeta e per le sue parole fu riconosciuto veggente degno di fede. Egli invocò il Signore, il Sovrano, quando i nemici lo premevano all’intorno, con l’offerta di un agnello da latte. Il Signore tuonò dal cielo e con grande fragore fece udire la sua voce; sterminò i capi degli abitanti di Tiro e tutti i prìncipi dei Filistei.

SALMO Sal 4

Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
amerete cose vane e cercherete la menzogna? R

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore. R

Offrite sacrifici legittimi
e confidate nel Signore.
Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?». R

VANGELO Mc 4, 1-20
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Siracide

Il Siracide ci ha presentato la figura di un profeta: Samuele. Cronologicamente siamo dopo l’epoca dei Giudici. Il profeta Samuele fu uomo della Parola di Dio, parola amata, custodita, venerata, trattenuta in sé. Un uomo che seppe davvero affidarsi a Dio per la sua vita, per i suoi giorni, scoprendo cosa il Signore lo chiamava a realizzare. Proprio per questo suo amore alla Parola, fu però anche uomo politico di primissimo piano. A lui si deve la ricerca del primo re di Israele, ovvero il passaggio dalla forma di tribù unite insieme sotto la guida di un Giudice a quella di regno vero e proprio, capace di relazionarsi con gli altri regni del tempo. Samuele profetizzò anche dopo la sua morte, tanto il valore della sua parola era forte e riconosciuto. Siamo, dunque, di fronte ad un gigante della fede, che fece opere egregie proprio per il suo amore alla Parola.

Vangelo

L’amore, la cura, il rispetto per la Parola di Dio sono, propriamente, il tema della parabola evangelica. La parabola del seminatore ci aiuta a capire e a pensare: il seminatore, che in senso ultimo è Dio stesso, semina ovunque la sua parola. Certo il modo con cui la parola è recepita è diverso perché chiama in causa la libertà dell’uomo. Così ci possono essere uomini che la accolgono, la venerano, la custodiscono e portano frutto in modo diverso ma vero, e altri uomini che, presi da mille cose, presi dalle insidie del tempo ma anche dalle sue lusinghe, non raccolgono la parola seminata e non vivono alcun itinerario di fede. Se è responsabilità di Dio non lasciar mancare la parola che genera speranza al suo popolo, è responsabilità dell’uomo raccogliere questa parola, accrescerla, affidarsi ad essa, far nascere la speranza in tutti coloro che la venerano. Così come diventa pure una responsabilità dell’uomo che l’ha accolta, continuare a custodirla, cercarla, viverla, testimoniarla. Anche da questa testimonianza spicciola passa quel frutto di ulteriore seminagione che Dio si augura di trovare tra gli uomini.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che la riflessione si imponga anche per noi. Non facciamo che insistere sull’importanza della Parola ma, poi, ci crediamo davvero? Qui si ripete la parabola. Vedo alcuni credenti che la custodiscono con rispetto e venerazione grande, ma la maggior parte dei battezzati non ha alcuna conoscenza della Parola e, per questo, non può vivere nessun rispetto di essa e non può certo radicarsi in essa. Così mi pare di poter dire che il richiamo del Signore perché impariamo ad essere terreno che porta buon frutto, è davvero più urgente che mai. La parabola ci ha ricordato che la Parola di Dio è l’unico modo che noi abbiamo per alimentare, per curare, per vivere una formazione di fede adulta che deve saper guidare la nostra anima verso la meta che è l’incontro e la comunione con Dio. Potrebbe essere questo l’impegno per l’anno giubilare. Se vogliamo crescere nella speranza, se vogliamo che la dimensione della speranza diventi, in noi, più forte, abbiamo bisogno di alimentarla. Quale alimento possiamo dare all’anima se non quello della Parola di Dio? Magari unito alla forza del Sacramento dell’Eucarestia, che è la forza del cammino per ciascuno di noi. Potrebbe dunque essere un proposito, una riscoperta, un frutto del Giubileo il decidersi per un ascolto più abbondante ma anche più qualificato di questa Parola che apre orizzonti sempre nuovi a coloro che cercano il volto del Signore.

Impegniamoci non solo da questo punto di vista, ma anche da quello della testimonianza. Moltissimi, oggi, hanno una fede incerta proprio perché non hanno nessun rapporto con la Parola di Dio. Forse tocca proprio a noi testimoniare quali frutti la Parola produce quando ci affidiamo ad essa. Il Signore ci guidi a questa riscoperta e doni ai nostri passi di giungere lì dove ha fissato la nostra pace.

Provocazioni

  • Quale richiamo per me?
  • Il Giubileo cosa sta portando di nuovo nel mio rapporto con la Parola di Dio?
  • Cosa potrei chiedere per intercessione di Samuele?
2025-01-17T22:39:14+01:00