Mercoledì 22 gennaio

Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – mercoledì

La spiritualità di questa settimana

Oggi non abbiamo memorie di santi da celebrare e, quindi, ci lasciamo guidare dalla sola Parola di Dio. Riassumendo le due letture direi così: la speranza degli anonimi!

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 44, 1; 46, 11-12
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Ci sono poi i giudici, ciascuno con il suo nome: di coloro il cui cuore non commise infedeltà e di quanti non si allontanarono dal Signore, sia il loro ricordo in benedizione! Le loro ossa rifioriscano dalla loro tomba e il loro nome si rinnovi nei figli, perché essi sono già glorificati.

SALMO Sal 105 (106)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore e per sempre.

Chi può narrare le prodezze del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?
Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo. R

Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
visitami con la tua salvezza,
perché io veda il bene dei tuoi eletti,
gioisca della gioia del tuo popolo,
mi vanti della tua eredità. R

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza. R

VANGELO Mc 3, 31-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Siracide

La lettura di oggi ci propone il ricordo dei Giudici. Oltre ad essere state persone concrete che hanno avuto l’onere di guidare Israele, i Giudici, nel loro insieme, sono un tempo. Abbiamo Giudici uomini e Giudici donne, gente di fede che cercò di interpretare gli avvenimenti alla luce della fede per dare al popolo di Dio una direzione sicura da vivere e da intraprendere. Nessuno di loro veniva nominato nella lettura, eppure si diceva che per coloro che furono uomini saggi e forti, il solo ricordo è una benedizione. Ancora il testo ci offriva un’immagine bellissima. Perfino dalle loro ossa fiorisce la vita. Come dire: il ricordo di chi fa il bene, il ricordo di chi opera con disinteresse per gli altri, è sempre una benedizione. Anche quando finisce il numero di coloro che possono ricordare queste persone fisicamente, non si affievolisce la grazia che essi portano. Il ricordo del giusto è una benedizione che dura in eterno.

Vangelo

Potremmo rileggere così anche il Vangelo: è gente anonima quella che segue il Signore, come anonima rimane quella donna che ebbe a pronunciare la lode per Maria, il seno che allattò Gesù, il grembo che lo custodì. Una donna dalla fede grande, che benedice colei attraverso la quale Gesù è entrato nel mondo. Gesù gradisce questa lode e la trasforma. Il Signore chiama beati tutti coloro che, ad imitazione della Madre, faranno la stessa cosa e si presteranno all’umile giogo della fede. Ovviamente è infinito il numero di coloro che, nella storia, hanno vissuto così. Tantissime sono le figure di anime senza nome. Nessuno mai le ricorderà, mai avranno lodi comunitarie, eppure ci sono uomini e donne che lo Spirito ha reso forti e che hanno vissuto in questa maniera, testimoniando così la loro fede in Dio. Anche il Vangelo, dunque, ci sta dicendo che il più delle volte la fede si vive in modo anonimo. Ci sono grandi santi, persone il cui nome non viene mai cancellato dal ricordo comune, ma il più delle volte il cristianesimo trova posto e trova testimonianza in anime ignote, che sono il vero bene della Chiesa.

Per noi e per il nostro cammino di fede

La nostra speranza dovrebbe oggi essere più forte che mai: nel numero di queste anime senza nome, nel numero di coloro che non fanno notizia ma che vivono la fede, possiamo esserci anche noi. Noi che non siamo chiamati a fare grandi cose, noi il cui nome non sarà ricordato in chissà quale modo, con chissà quale privilegio, con chissà quale onore, possiamo essere quei santi senza nome che hanno reso grande la Chiesa anche nel loro anonimato. L’importante è che continuiamo ad avere fede, continuiamo ad affidarci a Dio, offrendo la nostra fedeltà e il nostro amore nella semplicità dei giorni che siamo chiamati a vivere. Non è la fama che conta: è il segreto del nostro rimanere nascosti in Dio che dice la verità e la forza del cammino. Oggi chiediamo al Signore questa grazia, così che anche noi possiamo continuare il nostro cammino giubilare con rinnovato slancio e, soprattutto, con rinnovato amore per Dio. Questo tempo dopo l’Epifania ci prepari alla prossima festa della famiglia, al percorso sul bene comune, alle Sante Quarantore con questo desiderio di mettere segnali di speranza nella trama dei giorni feriali dell’esistenza. Ci aiuti sempre la Beata Vergine Maria, lei che fu beata per ciò che fece per l’umanità, sostenga il proposito di chi, nell’oggi della storia, cerca, come Lei, di affidarsi solo a Dio.

Provocazioni

  • La mia fede è anonima perché povera o nell’anonimato della fede sto costruendo qualcosa di vero, bello, serio, grande?
  • Come mi sta aiutando il Giubileo da questo punto di vista?
  • Cosa posso chiedere al Signore perché il mio cammino sia sempre più sincero e forte?
2025-01-17T22:36:08+01:00