Mercoledì 23 marzo

Settimana della 3 domenica di quaresima – mercoledì 

La paura del futuro

Probabilmente è capitata a tutti un’occasione, o forse più di una, nella quale abbiamo percepito la paura del nostro futuro.

La Parola di Dio per questo giorno

GENESI 21, 7-21
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Sarà disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo: “che Sarà avrebbe allattato figli?”. Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!». Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato. Ma Sarà vide che il figlio di Agar l’Egiziana, quello che lei aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco. Disse allora ad Abramo: «Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco». La cosa sembrò un gran male agli occhi di Abramo a motivo di suo figlio. Ma Dio disse ad Abramo: «Non sembri male ai tuoi occhi questo, riguardo al fanciullo e alla tua schiava: ascolta la voce di Sarà in tutto quello che ti dice, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe. Ma io farò diventare una nazione anche il figlio della schiava, perché è tua discendenza». Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre d’acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Ella se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea. Tutta l’acqua dell’otre era venuta a mancare. Allora depose il fanciullo sotto un cespuglio e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d’arco, perché diceva: «Non voglio veder morire il fanciullo!». Sedutasi di fronte, alzò la voce e pianse. Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova. Àlzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione». Dio le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d’acqua. Allora andò a riempire l’otre e diede da bere al fanciullo. E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d’arco. Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie della terra d’Egitto.

SALMO Sal 118 (119), 73-80

Veri e giusti, Signore, sono i tuoi giudizi.

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato:
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
Quelli che ti temono al vedermi avrànno gioia,
perché spero nella tua parola. R

Signore, io so che i tuoi giudizi sono giusti
e con ragione mi hai umiliato.
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo. R

Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia.
Si vergognino gli orgogliosi
che mi opprimono con menzogne:
io mediterò i tuoi precetti. R

Si volgano a me quelli che ti temono
e che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
perché non debba vergognarmi. R

PROVERBI 10, 28-32
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, l’attesa dei giusti è gioia, ma la speranza degli empi svanirà. La via del Signore è una fortezza per l’uomo integro, ma è una rovina per i malfattori. Il giusto non vacillerà mai, ma gli empi non dureranno sulla terra. La bocca del giusto espande sapienza, la lingua perversa sarà tagliata. Le labbra del giusto conoscono benevolenza, la bocca degli empi cose perverse.

VANGELO Mt 6, 19-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Genesi

Che futuro avrebbe mai potuto avere una schiava? Certo nulla di buono. Servire e servire ancora e, poi, quando la vecchiaia sarebbe arrivata, o ci avrebbe pensato la natura a porre fine a una vita di fatiche, oppure ci sarebbe stato spazio solo per l’accantonamento e, ad essere fortunati, a ricevere qualche gesto di benevolenza dai compagni di schiavitù. Agar è in questa situazione.

Che cosa poi sperare per un figlio? Il figlio di uno schiavo era uno schiavo come il padre e la madre! Per Agar questo è vero solo in parte. Ella sa che il diritto ebraico concedeva la paternità al padrone che aveva un figlio da una schiava. Ismaele avrebbe avuto un destino diverso dal suo. Non sarebbe stato considerato uno schiavo. Avrebbe avuto la possibilità di avere un nome, un’eredità, un insieme di diritti sui quali fondare la sua vita e quella dei suoi discendenti. Un sogno. Un sogno che si interrompe bruscamente quando ella viene cacciata dalla tribù di Abramo. In un deserto c’è spazio solo per la morte. Non c’è futuro. In un deserto, emerge, però, la figura bellissima di questa madre che soffre terribilmente e che non vuole rassegnarsi alla morte del figlio, l’unica cosa concreta che può aspettare e che non vorrebbe vedere. È in questa situazione, quando sembra questione di poco, al massimo di ore, che ad Agar appare un Angelo che parla di futuro. È la speranza che si riaccende. È l’invito a non temere. Gli uomini combinano i loro pasticci, ma Dio sa intervenire anche nelle faccende quanto mai compromesse e complesse. Ad Agar pare un sogno. Lei rimarrà in vita. Il suo bambino rimarrà in vita. C’è speranza. C’è senso di attesa. C’è benedizione. Il futuro appare di nuovo possibile. Ora non c’è più nulla da temere, perché è la parola di Dio a garantirlo.

Vangelo

A contrastare questa paura è anche l’insegnamento del Vangelo. “Non accumulate tesori sulla terra…”. Gesù sa bene che, spesso, sono proprio le cose a far litigare gli uomini. Sono proprio i beni a porre discordia anche nelle famiglie e tra i fratelli. Per questo pone una raccomandazione forte e decisa: non accumulate per niente, non accumulate per arricchire il patrimonio. Caso mai quello che accumulate sia anche per le esigenze della carità e le povertà da sovvenire. Insieme, però, ad un’altra raccomandazione: “lucerna del tuo corpo è l’occhio…”. Come dire: attento a come guardi gli altri. È dal tuo sguardo che dipende, poi, il sentimento con il quale guarderai ad una persona. È dallo sguardo che dipende come ti comporterai con questa persona. È dal sentimento puro, è dallo sguardo puro che tu potrai riconoscere nell’altro un fratello e non un rivale. Come avrebbe potuto fare Sara che, invece, ha guardato con occhio malato e, quindi, il suo cuore ha provato sentimenti tenebrosi.

Per uscire dalla paura

Forse anche noi abbiamo paura del futuro. Non tanto noi direttamente, che, penso, siamo tutti adulti o anziani. Ma i nostri figli, i nostri nipoti, spesso, hanno paura. La paura di non sapere cosa fare, la paura di non avere abbastanza cose per il domani, la paura di affrontare un giudizio (anche a scuola, come ben vediamo da alcuni fatti di recente cronaca), la paura di non avere un pianeta adatto nel quale abitare e convivere con gli altri. La paura del futuro può prendere diverse direzioni e può davvero essere in tutti. Non ci sono limiti di età. Non ci sono limiti a nulla. Si esce da questa paura solo quando si crede nella potenza di Dio che tutto può. Si esce da questa paura solo quando si impara che Dio tiene in mano il futuro di tutti gli uomini e sa accendere possibilità anche quando tutto sembra finito e sembra non lasciare spazio altro che alla morte. La paura del futuro si vince con la fiducia in Dio, la paura del futuro si vince quando non si contano solo i beni, non si muore di giudizio, non si cede alle sventure del tempo.

Il cristiano non teme poi il futuro, perché sa che, anche alla fine del tempo della propria vita, si aprirà il tempo della vita eterna, il futuro con Dio, il futuro in Dio.

Esercizio quaresimale

  • Ho mai provato la paura del futuro?
  • Cosa mi preoccupa del mio futuro?
  • Come vedo questa paura nei giovani della mia famiglia?
  • Cosa faccio per contrastarla?

Proposito quaresimale

Mi impegno a rimettere con fiducia tutto nelle mani di Dio. Oggi pregherò Dio che custodisce il mio futuro e il futuro di tutti.

2022-04-14T08:08:37+02:00