Del cieco
Introduzione
Ci siamo interrogati sulla via di preghiera e di fede da tenere in quaresima e abbiamo proposto una revisione sulle nostre relazioni per una vera crescita della speranza dentro di noi. In questa terza domenica di quaresima, vorrei che ci fermassimo a riflettere sul tema della comunità che mi sembra ben delineato nelle tre scritture.
La Parola di Dio
LETTURA Dt 6, 4a; 18, 9-22
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Ascolta, Israele: Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore, tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore, tuo Dio. Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”. Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”. Forse potresti dire nel tuo cuore: “Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detto?”. Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore. Il profeta l’ha detta per presunzione. Non devi aver paura di lui».
SALMO Sal 105 (106)
Salvaci, Signore, nostro Dio.
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto, non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore. R
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti.
Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido. R
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Li affidò alla misericordia
di quelli che li avevano deportati. R
EPISTOLA Rm 3, 21-26
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.
VANGELO Gv 8, 31-59
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
Vangelo
Anzitutto il Vangelo, che, come ogni domenica in quaresima è la via maestra per la nostra riflessione.
Una comunità monolitica.
La prima idea che emerge, anche ad un ascolto superficiale, è quella della monoliticità della comunità degli oppositori di Gesù, ovvero dei giudei, come il vangelo stesso li chiama. In verità questa idea si farà sempre più precisa man mano che si avvicinerà il tempo della settimana santa. Appare chiaro come la comunità degli ebrei ferventi sia unita nell’essere contro Gesù. Questa monoliticità ha una sua origine, che è quella che ci ha raccontato la prima lettura sulla quale dopo torneremo.
Una comunità diversa.
Nel Vangelo si delinea però anche una comunità diversa, la comunità dei credenti in Cristo. Lo diceva molto bene l’incipit del Vangelo: c’è una comunità attorno a Gesù che è la comunità degli apostoli e quella dei discepoli. Una comunità che, nel corso del ministero del Signore, si è allargata, si è ingrandita, è diventata più robusta e più importante. Anche alcuni dei giudei che divengono i suoi accusatori hanno fatto parte, per un certo tempo, dei “simpatizzanti di Gesù”. È una comunità che si sta delineando, quindi non ha ancora delle caratteristiche precise. È, in germe, quello che diventerà poi la Chiesa.
La comunità di Gesù.
È Gesù che delinea i tratti distintivi della “sua” comunità. Da un lato il richiamo è alla libertà. La libertà dei credenti, la libertà, dovremmo dire, dell’uomo in sé, perché Dio ha creato l’uomo nella libertà. Il credente lo sa bene e si richiama a quella pagina della creazione per vivere sempre meglio la sua libertà, per non lasciare che la sua libertà si autodetermini e non porti da nessuna parte.
La libertà ha, infatti, una meta: la Verità. La Verità di Dio, la verità del suo mistero. Da un lato la verità di Dio è il principio e il fondamento della libertà stessa dell’uomo, dall’altro è il punto di arrivo, la meta a cui tendere, il destino verso il quale incamminarsi.
Infine un terzo tratto della comunità di Gesù. La comunità è il luogo della misericordia. All’uomo schiavo del peccato, Gesù propone una esperienza liberante, un’esperienza di misericordia che, ri-immergendo l’uomo nel perdono di Dio, dona all’uomo la capacità di vedere il bene, di eleggerlo, di cooperare al bene di tutti.
Gesù indica questi tre tratti fondamentali della comunità dei credenti. Richiamo che stride molto con la monoliticità della comunità ebraica, almeno così come ci si presenta, comunità chiusa, comunità compatta ma che fa della sua compattezza quasi una prigione, dal momento che non è più capace di ascoltare i richiami di Dio, ma, soprattutto, una comunità che si ritiene eletta, avendo perso il senso del peccato e sentendosi quasi non più bisognosa del perdono di Dio. La comunità di Gesù è certamente meno delineata, più fragile, forse anche più incerta, ma sorretta dalla presenza di Cristo che la guida, la ama, la continua a consolare, la continua a guidare attraverso le difficili esperienze attraverso le quali deve passare. Quello che è detto della piccola comunità dei 12 e dei discepoli diventerà poi patrimonio della Chiesa. Anche la Chiesa, nella sua fragilità, continuerà e continua anche oggi ad essere comunità che educa alla libertà, che aiuta a riscoprire il senso del peccato come senso della distanza da Dio, comunità che cerca di tendere alla Verità rivelata da Cristo sapendo bene che sarà solo nell’eternità che si potrà giungere alla meta desiderata.
Deuteronomio
Se guardate bene l’idea di comunità emerge, come già dicevo, anche nel libro del Deuteronomio, sempre un po’ difficile per noi tutti. Eppure la lettura di oggi ci stava dicendo con forza viva che non si dà alla comunità la figura di un credente solitario. Il credente è sempre immerso in un popolo, il credente è sempre dentro un gruppo di fratelli, di sorelle che camminano insieme con Lui. Già Mosè aveva intuito l’importanza della comunità, tanto che è alla comunità che viene promesso il profeta che deve sempre tenere acceso il desiderio di Dio, perché la comunità stessa diventi profetica. Come il leader spirituale tenterà di tenere acceso il senso di Dio, il gusto per la fede, così anche la comunità intera, che sarà chiamata ad essere profetica per il suo tempo, per il luogo dove essa vive, per essere richiamo per tutti ma, specialmente, per coloro che hanno una fede debole, confusa, incerta.
La lettura contiene anche un richiamo al singolo: solo rimanendo in comunione con la comunità dei credenti sarà possibile continuare un cammino di fede che sia serio, non incerto, non frutto delle proprie fantasie. Solo nel rimanere dentro la comunità dei credenti sarà possibile il cammino verso la verità di Dio. Forse, poi, nei secoli successivi, si è chiuso un po’ troppo l’orizzonte, che spiega poi il Vangelo, la comunità diventerà tanto stringente da dividere chi è in essa inserito e chi è fuori di essa, quasi che sia un premio e un onore l’appartenenza e già un essere dannati l’esserne fuori. Eppure, come abbiamo visto, il fondamento era buono.
Romani
Paolo conosce bene questa storia, di cui è figlio. Conosce anche bene l’origine della Chiesa, avendo cercato di perseguitarla. Ecco perché scriverà le parole mirabili che noi abbiamo letto dalla lettera ai Romani. L’uomo è un mistero di fragilità. L’uomo è un mistero di peccato. L’uomo è sempre in bilico tra la grazia che lo sostiene e il peccato che lo insidia. Ecco perché il credente, consapevole di quanto sia fragile la sua libertà, si lascia sempre richiamare e si lascia sempre guidare alla Verità che Dio rivela in Gesù Cristo e fa sempre in modo che la luce della fede lo illumini, ben sapendo che senza di essa, il suo cammino si arena. Ecco il motivo per cui ogni credente è chiamato a stare dentro una comunità ed ecco il motivo per cui la comunità è sempre un dono grande, da vivere, da valorizzare, da sostenere.
Per noi e per il nostro cammino
Credo che il tema delle comunità sia importantissimo per tutti noi, per noi che abbiamo un po’ sfilacciato la riflessione e non crediamo più molto nella forza della fede comunitaria. Credo che un po’ tutti viviamo l’affermazione di una libertà che, anche nel campo della fede, vuole autoregolarsi. Non sono pochi i fedeli che, pur vivendo alcune forme di partecipazione alla comunità, prima su tutte la frequenza alla S. Messa, decidono poi di autoregolarsi nel loro cammino quasi ignorando completamente l’importanza della comunità di cui sono membri. È quel senso di “fai da te” religioso che fa assomigliare le nostre comunità più ad un supermarket del sacro, che non a una vera e propria comunità. Supermarket del sacro nel senso che ciascuno sceglie le celebrazioni che più lo aggradano, senza stare dentro un cammino e cogliendo della chiesa solo ciò che interessa.
Ecco allora il terzo invito di revisione quaresimale, o, se volete, la terza proposta per vivere meglio questo anno di Giubileo, questo anno di grazia del tutto particolare che ci sta aiutando a vivere bene il nostro itinerario con il Signore verso la Pasqua.
Impariamo a valorizzare la chiesa come comunità imperfetta, comunità che cerca di seguire il Signore ma che mostra tutti i suoi limiti. Impariamo a capire che la Chiesa non è la comunità dei buoni che sta sopra gli altri, ma una comunità di gente normale, con i suoi pregi ma anche con i suoi difetti, che, però, tenta di seguire il Signore come può. Guai se andassimo in cerca di una comunità ideale. Guai se volessimo una chiesa dei perfetti. Quando si sono vissute queste cose, normalmente, sono nate delle sette che, poi, hanno portato più problemi alla chiesa che altro! La Chiesa è la comunità dei deboli, dei peccatori che sa di poter però contare sulla presenza di Cristo e sul suo perdono. In questo senso il cristiano cerca la verità di Dio, con continua attenzione e profonda meditazione, lasciandosi sempre ispirare da Dio, cercando questa verità che si rivela, il cristiano vive la sua libertà con vivo senso di responsabilità, non giustificando le proprie voglie, ma facendo della sua libertà la forza per allinearsi alla rivelazione che viene donata. Il credente sa bene che il suo deve anche essere un progressivo cammino di liberazione dal peccato, per una libertà che sia sempre più corrispondente e conforme alla libertà in cui l’uomo è stato creato. È in questa linea che il cristiano continua a farsi presente nella sua comunità per trarre la forza per tutto questo dalla presenza di Cristo che si dà solo nella comunità radunata nel suo nome, specialmente per la celebrazione della S. Messa.
Ecco, quindi, il richiamo per la conversione di questa terza domenica di quaresima. Cerchiamo di fare delle nostre comunità pur con tutti i loro limiti e difetti, il luogo dove si rivela l’amore di Dio, il luogo dove viene custodita la sua presenza, il luogo dove viene donato il suo perdono. Se, in questo anno giubilare, spremo vivere così la speranza della vita comunitaria, certamente faremo un grosso passo di fede in avanti. Un passo di fede che avrà lo scopo di inserirci sempre più nel cuore di Cristo, autore e perfezionatore di ogni cammino di fede
Per una revisione di vita giubilare
È in questa logica che vi raccomanderei di vivere in questa settimana qualche esperienza di partecipazione alla vita della comunità, magari aggiungendo un momento di preghiera in più alla nostra quaresima, come ci ha chiesto di fare la prima domenica e magari cercando qualche relazione nuova per vivere bene ciò che la Samaritana già ci ha raccomandato.