Settimana della seconda domenica di quaresima – Sabato
La spiritualità di questo giorno
Ricordiamo l’itinerario del sabato battesimale di Quaresima:
1° sabato: il Battesimo dono di misericordia del Padre
2° sabato: il gesto dell’imposizione delle mani
3° sabato: il gesto dell’unzione
4° sabato: il Battesimo ai bambini
5° sabato: la consegna del Credo e la professione di fede
Cerchiamo oggi di riflettere su questo gesto del Signore trasmesso alla Chiesa per dare valore al nostro Battesimo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Is 31, 9b – 32, 8
Lettura del profeta Isaia
Oracolo del Signore che ha un fuoco a Sion e una fornace a Gerusalemme. Ecco, un re regnerà secondo giustizia e i prìncipi governeranno secondo il diritto. Ognuno sarà come un riparo contro il vento e un rifugio contro l’acquazzone, come canali d’acqua in una steppa, come l’ombra di una grande roccia su arida terra. Non saranno più accecati gli occhi di chi vede e gli orecchi di chi sente staranno attenti. Gli animi volubili si applicheranno a comprendere e la lingua dei balbuzienti parlerà spedita e con chiarezza. L’abietto non sarà più chiamato nobile né l’imbroglione sarà detto gentiluomo, poiché l’abietto fa discorsi abietti e il suo cuore trama iniquità, per commettere empietà e proferire errori intorno al Signore, per lasciare vuoto lo stomaco dell’affamato e far mancare la bevanda all’assetato. L’imbroglione – iniqui sono i suoi imbrogli – macchina scelleratezze per rovinare gli oppressi con parole menzognere, anche quando il povero può provare il suo diritto. Il nobile invece si propone nobili disegni e s’impegna a compiere nobili cose.
SALMO Sal 25 (26)
Signore, amo la casa dove tu dimori.
Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.
La tua bontà è davanti ai miei occhi,
nella tua verità ho camminato. R
Non siedo con gli uomini falsi
e non vado con gli ipocriti;
odio la banda dei malfattori
e non siedo con i malvagi. R
Giro attorno al tuo altare, o Signore,
per far risuonare voci di lode
e narrare tutte le tue meraviglie.
Signore, amo la casa dove tu dimori
e il luogo dove abita la tua gloria. R
EPISTOLA Ef 5, 1-9
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, fatevi imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
VANGELO Mc 6, 1b-5
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.
Meditazione
Che esperienza è mai questa?
E i prodigi delle sue mani?
Impose le mani ai malati
Il Vangelo contiene diversi riferimenti alle mani di Gesù.
Il primo riferimento è alle mani lavoratrici. Il riferimento è chiaro. Gesù ha passato molti anni in casa sua, ovvero insieme a Giuseppe e a Maria. Molto verosimilmente ha lavorato con Giuseppe e le sue mani hanno aiutato quelle del padre. Per noi è frutto di immaginazione, per la gente a cui parlava il Signore era un ricordo che si era impresso in loro per quello che avevano visto. Gesù che prende parte al lavoro di falegname del padre era una scena abituale.
In secondo luogo abbiamo le mani che compiono prodigi. Gesù ha già dato inizio ai suoi miracoli in molti piccoli paesi della Galilea. La sua fama si sta espandendo. Il richiamo dei suoi miracoli è evidente: c’è gente che viene apposta per vederlo e, soprattutto, per vedere uno dei suoi miracoli, uno dei segni strabilianti che hanno già impressionato molti e condotto alla fede molti altri.
Il richiamo più importante è anch’esso un gesto abituale per il Signore: il suo imporre le mani ai malati. È un gesto che Gesù ha ripetuto molto spesso. È un gesto pregnante che deriva dal Primo Testamento. Già nel Primo Testamento, infatti, si parlava del gesto che trasmette il carisma. L’imposizione delle mani dice questo. È il gesto utilizzato per consacrare i profeti, è il gesto utilizzato nel giorno dell’incoronazione del re, ma è anche il gesto che si compie sui malati, per infondere coraggio in un tempo molto difficile, come può essere il tempo della malattia, tanto più se già avanzata e peggio se in prossimità della morte. Gesù attinge a questa tradizione e dà nuovo valore al gesto, anche perché molto spesso il gesto si accompagna al miracolo, alla guarigione effettiva delle persone, alla rinascita di chi lo riceve.
Il medesimo gesto è stato assunto dalla Chiesa che lo vive nelle sue celebrazioni più importanti. Certamente la prima è legata al sacramento della Confermazione e dell’Ordine. In questi sacramenti, che hanno la loro origine nel Battesimo, il gesto diventa molto esplicito. C’è un momento della liturgia nel quale si vive fisicamente l’imposizione delle mani, prima nel silenzio, poi accompagnata da una parola. Però il medesimo gesto viene compiuto in ogni celebrazione eucaristica dal sacerdote in almeno due momenti: quando stende le mani sopra il pane e il vino prima della consacrazione e quando le stende sui fedeli alla fine della celebrazione per dare la benedizione.
Il gesto è quindi noto a tutti noi che lo vediamo in tutte queste celebrazioni, anche se è magari diventato così abituale da non stupire più.
Cosa dice il gesto in sé? Il gesto intende simboleggiare il dono dello Spirito di Dio, il dono della discesa della grazia del Padre su ciascuno, il dono della consolazione della presenza di Dio. È anche un gesto di affidamento: al battezzato vengono affidate le realtà spirituali più importanti del cammino di fede. È anche un gesto di accompagnamento: la benedizione di Dio entra nei giorni feriali dell’uomo ed accompagna ogni suo momento.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Quale esperienza ho di questo gesto?
- Posso essere più attento nel viverlo?
- Posso essere coinvolto anche io in questa benedizione?
L’invito è all’attenzione. Potrebbe già essere anche un impegno di fede che ci assumiamo in questo secondo sabato di Quaresima. Cerchiamo di essere attenti, nella celebrazione, al gesto che compie il sacerdote. Cerchiamo di essere attenti a quando il sacerdote stende le mani sui doni, per capire che in quel momento avviene qualcosa di particolare che riguarderà poi anche la vita della nostra anima. Noi che riceviamo il Corpo del Signore partecipiamo alla benedizione che è chiesta su di esso. O anche noi che viviamo la celebrazione, prima di tornare alle cose consuete, veniamo benedetti, perché la nostra vita possa continuare sotto il segno della benedizione di Dio.
In secondo luogo vi ricordo che, proprio in forza del nostro Battesimo, anche noi possiamo compiere questo gesto. Ci sono infatti alcune benedizioni che sono concesse a tutti i fedeli e che implicano questo gesto. La benedizione dei figli e dei nipoti è una di queste. Forse poco conosciuta, ma è possibile che un papà, una mamma, un nonno, una nonna, benedicano, con questo gesto, figli e nipoti. Forse potremo scoprire questi gesti, anche in vista della loro importanza.
Vi invito quindi a riscoprire la forza delle benedizioni del Battesimo anche a partire da questi gesti assolutamente significativi e pregnanti.
Esercizio di quaresima per questa settimana di quaresima giubilare
Mentre ringrazio per il mio Battesimo, chiedo al Signore di custodire la domenica che celebrerò domani.