Sabato 23 novembre

Settimana della 1 domenica di Avvento – Sabato

La spiritualità di questa settimana

Abbiamo cercato, per tutta la settimana, di vivere atteggiamenti spirituali che ci aiutassero a capire cosa significa coltivare la speranza. In questo primo sabato di Avvento la Parola di Dio ci dirà di saper fare attenzione e di saper dedicarci con impegno alla salvezza, un po’ come se fosse la sintesi di tutto quanto abbiamo ascoltato in questi primi giorni di Avvento.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ger 2, 1-2a. 30-32
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore: Invano ho colpito i vostri figli: non hanno imparato la lezione. La vostra spada ha divorato i vostri profeti come un leone distruttore. Voi di questa generazione, fate attenzione alla parola del Signore! Sono forse divenuto un deserto per Israele o una terra dov’è sempre notte? Perché il mio popolo dice: “Siamo liberi, non verremo più da te”? Dimentica forse una vergine i suoi ornamenti, una sposa la sua cintura? Eppure il mio popolo mi ha dimenticato da giorni innumerevoli».

SALMO Sal 129 (130)

Presso di te, Signore, è la redenzione d’Israele.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia, attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione. R

EPISTOLA Eb 1, 13 – 2, 4
Lettera agli Ebrei

Fratelli, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Siedi alla mia destra, finché io non abbia messo i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi?». Non sono forse tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati a servire coloro che erediteranno la salvezza? Per questo bisogna che ci dedichiamo con maggiore impegno alle cose che abbiamo ascoltato, per non andare fuori rotta. Se, infatti, la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione, come potremo noi scampare se avremo trascurato una salvezza così grande? Essa cominciò a essere annunciata dal Signore, e fu confermata a noi da coloro che l’avevano ascoltata, mentre Dio ne dava testimonianza con segni e prodigi e miracoli d’ogni genere e doni dello Spirito Santo, distribuiti secondo la sua volontà.

VANGELO Mt 10, 1-6
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».

Geremia

La provocazione del profeta Geremia è sempre in primissimo piano nella prima lettura di questo ciclo liturgico. Il profeta si rivolge a noi con un monito: “Fate attenzione a come ascoltate la Parola di Dio”. Forse abbiamo sentito questo monito dei profeti ripetuto mille volte e in mille contesti diversi. Tanto che, forse, ne abbiamo fatto un po’ l’abitudine e rischiamo tutti di non prenderci cura di questo monito, del suo contenuto spirituale. Per usare l’immagine del profeta, rischiamo di essere come una vergine che non si ricorda di curare il suo aspetto esteriore. L’immagine è molto bella. Una ragazza che cerca marito, ovviamente, cura molto la sua immagine, non dimentica di mettere i suoi monili, non scorda di profumarsi, passa del tempo a decidere il suo abito migliore per le diverse occasioni. Così l’anima. Ogni anima dovrebbe essere sempre molto attenta a come si nutre, a come vive, a come va in cerca del suo celeste sposo. Immagine bellissima che, con forza, dice quello che noi non facciamo. Infatti noi a volte ci scordiamo di tutto questo, e diventiamo come una donna trascurata. Un’anima trascurata, ovvero un’anima che non si nutre della Parola di Dio, non può essere pronta per entrare nella gioia del suo Signore. Ecco il monito fortissimo di questa provocazione.

Ebrei

Il sabato, in luogo della seconda lezione profetica, si legge una pagina del Nuovo Testamento, oggi della lettera agli Ebrei.  Anche l’autore di questo scritto riprende e precisa la provocazione che già il profeta ci ha invitato a fare nostra. Se uno ascolta non come ascoltatore distratto ma come anima fedele la Parola di Dio, capisce che occorre darsi da fare con attenzione, intelligenza, forza, perché il cammino di fede risulti il cuore di un’intera esistenza. Così, senza mezzi termini, questa pagina ci ricorda che il cammino di fede è una cosa alla quale attendere con attenzione e impegno. Senza impegno, non c’è nemmeno cammino di fede. Senza impegno non ci può essere nemmeno cura della virtù della speranza. In sintesi la lettura ci sta dicendo che senza cura, le virtù non crescono in noi.

Vangelo

Nel Vangelo leggiamo di nuovo la pagina di vocazione dei primi discepoli. Certamente sembra una ripetizione: come abbiamo aperto la settimana con una pagina di vocazione, così la concludiamo ancora rileggendo il nome degli apostoli. È certamente vero, ma è diversa la prospettiva. Se all’inizio della settimana abbiamo sentito forte l’appello ad iniziare il cammino, alla fine di questa settimana sentiamo che i nomi dei Dodici suonano come un esempio. Loro sono coloro che hanno preso sul serio l’invito a lasciare che questa Parola risuonasse con forza nei loro cuori; i Dodici sono coloro che hanno preso sul serio questo invito ed hanno trasformato la loro vita ad imitazione di quella di Cristo, perché fosse chiaro a tutti che una vita senza una direzione precisa non va da nessuna parte, ma solo porta al fallimento.

Meditazione

Anzitutto vorrei riprendere la meditazione che le pagine bibliche ci propongono. Credo sia molto bello che la settimana si concluda con questo monito e con questo richiamo a fare attenzione, a dedicarci con impegno al cammino di fede. L’Avvento, normalmente, comporta un impegno non inferiore a quello della Quaresima, ma, credo proprio tutti, avvertiamo l’impegno quaresimale come qualcosa di molto più forte, mentre l’Avvento è un po’ tutto immerso in quella sensazione natalizia che rende il cammino gioioso, ma meno impegnato. Ecco, credo ci faccia bene sentire un monito forte della Parola che ci dice che non è così e che occorre mettere impegno ed attenzione, se vogliamo fare del Natale non una festa, non una ricorrenza, ma un momento di particolare fervore ed intensità nel quale lasciamo che Cristo abiti in noi.

La settimana

Questa prima settimana di Avvento aveva per tema: coltivare la speranza. La Parola di Dio ci ha ricordato che coltivare la speranza significa:

  • Darsi da fare per essa (lunedì)
  • Saper resistere nonostante i segni negativi dei tempi (martedì)
  • Saper valorizzare la conversione come momento in cui rinnovare la speranza nel perdono di Dio (mercoledì)
  • Riprendere con coraggio il cammino, perché sarebbe davvero triste abbandonare il Signore (giovedì)
  • Amare la sincerità e la verità come sorgenti di speranza (venerdì)

Dedicarsi con impegno al cammino della speranza, facendo attenzione alla Parola che la genera (sabato)

Rifletti

  • Come abbiamo vissuto la settimana?
  • Quale di questi atteggiamenti abbiamo fatto maggiormente nostro?

Come siamo cresciuti in questo inizio di tempo santo che ci prepara al Natale?

2024-11-16T08:59:19+01:00