Settimana della 2 domenica dopo l’Epifania – Sabato
La spiritualità di questo giorno
La festa di San Francesco di Sales occupa questo giorno che conclude anche la nostra settimana liturgica. Ricorderemo, tra i grandi punti forti della proposta spirituale di San Francesco di Sales, il suo amore per una vita spirituale ordinata. San Francesco è il maestro spirituale che insegna che ciascuno, nello stato di vita in cui si trova e rispetto agli impegni della sua vita, può vivere la proposta cristiana, tenendo conto della sua personale esperienza e della sua personale dimensione di vita. L’intuizione di San Francesco è fondamentale anche per noi: tutti siamo chiamati alla fede, ma ciascuno deve trovare il suo personale modo di viverla. Dal momento che la vita di tutti noi è differente, dal momento che tutti abbiamo tempi di vita differenti, è bene che ciascuno “personalizzi” il suo modo di vivere la fede senza snaturarlo. Come dire: gli “ingredienti” per vivere bene la fede sono sempre gli stessi, il modo con cui questi ingredienti possono essere miscelati è sempre differente.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 7, 1-6
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!». Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero.
SALMO Sal 94 (95)
Venite, adoriamo il Signore.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
EPISTOLA Rm 15, 14-21
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli miei, sono anch’io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro. Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno, e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno».
VANGELO Mc 12, 1-12
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi?”». E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
Romani
Dal punto di vista della Scrittura, la lettura che meglio ci permette di comprendere questa regola spirituale e pastorale di San Francesco di Sales è la lettera ai Romani. Paolo viaggia moltissimo, vive sempre in posti differenti, vede diversi modi con i quali il Vangelo parla alla gente e rimane incantato dalla forza con cui il Vangelo suscita riflessioni diverse e sostiene modi di vivere diversi nell’unica Chiesa. Ecco il senso del richiamo di San Paolo: vivere la fedeltà al Vangelo è il principio generale che deve essere in tutti. Il modo con il quale dare attuazione a questo principio dipende da una infinità di realtà. L’importante è essere attenti a come vivere questo principio! L’attenzione al lavoro segreto dello Spirito Santo comporta proprio che si dia attenzione allo Spirito di Dio che parla in modi diversi a tutti, in tempi che lui solo conosce.
Vangelo
Sulla scorta di questi pensieri possiamo anche rileggere il Vangelo. Il Signore continua a piantare la sua vigna! Il Signore continua a prendersi cura della sua vigna! L’importante è che la vigna dia frutto. Fuor di metafora: lo Spirito di Dio continua a suscitare esperienze ecclesiali diverse, tutte abitate e tutte animate dalla sua stessa presenza. In ogni esperienza ecclesiale, ciò che conta è mettere al centro di tutto la presenza di Cristo. Presenza da amare, da riconoscere, da rispettare, da far crescere. Tanto quanto un’esperienza spirituale fa questo, tanto quanto ci si attiene a questo criterio, tanto più la Chiesa cresce. Tanto meno ci si attiene, tanto più ci si fossilizza e la Chiesa si impoverisce. Non dobbiamo temere le novità che lo Spirito suscita nella storia: tutto è nelle mani di Dio.
Esodo
Che tutti si collabori per lo stesso scopo, che tutti si debba collaborare per la medesima realtà è poi ben detto dalla prima lettura. La differenza di carismi tra Mosè e Aronne dice a tutti che ciò che conta, alla fine, è che trionfi l’azione di Dio. Ecco il perché anche di questa differenza di carismi che rende sempre bella e grande la Chiesa di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Ho l’impressione che, tante volte, esperienze diverse e novità nel modo di vivere la fede, più che farci pensare alla ricchezza dei carismi e alla fantasia dello Spirito che accende modi sempre nuovi per vivere la fede, ci facciano dubitare delle esperienze spirituali degli altri. Anzi, ho l’impressione che più che suscitare l’idea che si collabora per andare nella stessa direzione, che è l’avvicinarsi del regno di Dio, ci si divida e si entri nel terreno sempre pericolosissimo della rivalità.
Preghiamo San Francesco di Sales, che, con la sua idea di ordine, ci aiuta a capire che tutte le diverse esperienze possono comporsi in un unico grande invito a vivere bene la fede. Credo che, nella nostra Chiesa, ci sia soprattutto bisogno di questa attenzione: noi tutti non vogliamo fare a meno di vivere bene e con attenzione ciò che il nostro tempo ci chiede e ci raccomanda. Chiediamo, dunque, questo spirito di discernimento per vivere bene ciò che lo Spirito raccomanda anche alla nostra Chiesa.