Santa famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
Introduzione
“Dal cuore della famiglia, il respiro della Chiesa”. Così dice il titolo, lo slogan di questa festa della famiglia che stiamo celebrando.
- Cosa c’è al cuore della famiglia?
- Quale il respiro della Chiesa che ne viene?
La Parola di Dio
LETTURA Sir 7, 27-30. 32-36
Lettura del libro del Siracide
Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare le doglie di tua madre. Ricorda che essi ti hanno generato: che cosa darai loro in cambio di quanto ti hanno dato? Con tutta l’anima temi il Signore e abbi riverenza per i suoi sacerdoti. Ama con tutta la forza chi ti ha creato e non trascurare i suoi ministri. Anche al povero tendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. La tua generosità si estenda a ogni vivente, ma anche al morto non negare la tua pietà. Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti móstrati afflitto. Non esitare a visitare un malato, perché per questo sarai amato. In tutte le tue opere ricòrdati della tua fine e non cadrai mai nel peccato.
SALMO Sal 127 (128)
Vita e benedizione sulla casa che teme il Signore.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. R
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. R
Ecco com’è benedetto l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita! R
EPISTOLA Col 3, 12-21
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie! La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre. Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.
VANGELO Lc 2, 22-33
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Lettura
Il libro del Siracide ci parla dei 7 capisaldi della famiglia, delle 7 realtà che devono stare a cuore della famiglia:
- Anzitutto il comandamento: “onora il Padre e la Madre”, indice di relazioni importanti e serie che si devono vivere in ogni famiglia, ecco il primo caposaldo del cuore;
- Lo spirito della fede, espresso nella lettura con le parole “temere il Signore” deve essere il secondo punto di riferimento di una famiglia che vuole vivere nell’orizzonte della fede;
- “non trascurate i ministri di Dio”, diceva ancora il testo, parola che fa riferimento al sentirsi immersi in una rete di relazioni più ampie, che sono quelle che vengono dalla comunità dei credenti;
- “tendi la mano al povero” che, ovviamente, indica la dimensione della carità come uno dei cardini su cui deve reggersi ogni famiglia. Una famiglia senza carità è una famiglia chiusa in sé stessa ed egoista;
- “la generosità verso i morti” a cui si accennava nel testo, indica il ricordo dei padri, il ricordo di chi ci ha preceduto ed è già nel mistero di Dio, affetti che mai devono essere scordati;
- “non esitare a visitare un malato”, diceva ancora il testo, ricordandoci che la famiglia è anche il luogo primario dove si vive la prossimità e la cura per gli ammalati;
- “ricordati della tua fine”, concludeva poi il sapiente, ricordandoci che quando un uomo ha sott’occhio la sua fine, allora tutto diventa più limpido, perché ciascuno ricorda che ogni aspetto della vita deve confluire in Dio.
Sette capisaldi che devono stare a cuore per chi vuole vivere un’esperienza di famiglia che nasca dalla fede e dalla fede stessa sia sostenuta in ogni suo momento di vita.
Epistola
Anche san Paolo, nella lettera ai Colossesi, raccomandava cosa deve stare a cuore ad ogni cristiano e, quindi, anche al cristiano che vive la dimensione della famiglia come dimensione cardine della vita. Diceva l’Apostolo: “Rivestitevi dei sentimenti di Cristo”, che, poi, specificava: tenerezza, bontà, mansuetudine, umiltà, magnanimità, sopportazione. Sono tutti sentimenti che nascono dal cuore di Cristo e che si addicono perfettamente al tema delle relazioni di famiglia. La famiglia diventa il luogo dove dare corpo a questi sentimenti, che sono tutti quanti necessari. Tutti questi sentimenti, infatti, ci parlano dello sguardo buono che occorre avere sulla vita degli altri in famiglia, perché è da questi sentimenti che nasce quella cura che, poi, è indispensabile in ogni esperienza di famiglia.
San Paolo continua poi ad insistere sul perdono, che deve essere il cuore di ogni esperienza di famiglia; come pure sulla carità che deve edificare ogni anima, anche dentro la famiglia; portando tutti a tendere a quell’unità che è il centro di ogni esperienza di fede, anche in famiglia. Tutto questo si riduce, poi, ad un ultimo invito: l’avere a cuore la Parola di Dio, che edifica in tutti questi comportamenti e sentimenti e rende possibile un’esperienza di fede che illumini anche quella della famiglia. È solo dentro queste coordinate che si può vivere un’esperienza di famiglia cristiana ad edificazione della famiglia stessa ma anche ad edificazione della Chiesa.
Infine San Paolo ci propone anche un’estrema sintesi di tutto. Il cristiano in ogni espressione di vita, anche in quella della famiglia, cerca di “fare sempre tutto nel nome del Signore”. È il richiamo ultimo che indica una bussola precisa. Tutto quello che riguarda la vita dell’uomo, tutto quello che riguarda la vita delle persone, deve essere fatto nel nome del Signore perché tutto da Lui viene e tutto a lui ritorna. Come vedete c’è molta consonanza tra il primo e il uovo testamento, tra il sapiente e l’Apostolo.
Vangelo
Infine il vangelo, che, con questa pagina molto bella che rileggeremo poi nella festa della presentazione del Signore, ci mostra il caso concreto di un uomo, Simeone e di una donna, Anna, che hanno vissuto così la loro esperienza umana, la loro esperienza di famiglia. Essi hanno vissuto tutto nel nome del Signore, che hanno atteso e cercato ogni giorno della loro vita. Forti della loro fede non hanno mai trascurato il povero, e sempre hanno avuto davanti a loro il pensiero della loro fine come guida per i passi concreti della loro esistenza. È per questo che Simeone intonava quelle parole che sono diventate anche il cantico che porta il suo nome, parole di fede che indicano la consegna di sé stessi a Dio. Per Simeone la luce di tutta l’esistenza è stata questa: il pensiero di essere diretto all’incontro con il Signore, questa la luce che lo ha guidato, che lo ha sorretto, che gli ha permesso di superare tutte le cose difficili della sua esistenza. Simeone ci dice che, quando un uomo sa custodire la sua relazione con Dio, allora tutto acquista una luce propria capace di dare senso e spessore ad ogni contesto, anche a quello della famiglia. In Anna e Simeone risplendono tutte quelle caratteristiche che le scritture che lo hanno preceduto ed introdotto ci hanno detto e raccomandato.
Ecco, dunque, cosa c’è nel cuore della rivelazione, ecco cosa c’è nel cuore della scrittura che illumina e guida questo giorno. Una serie di realtà che possono, a giusto titolo, essere dette “il cuore dell’esperienza umana” e, per questo, il “cuore dell’esperienza ecclesiale”.
Perchè la Parola dimori in noi
Dal cuore della famiglia il respiro della chiesa.
Credo che le letture di oggi ci dicano bene il perché di questo slogan. Una famiglia vive di tutte queste realtà: accompagnamento ed educazione dei più piccoli, ma anche cura dei più anziani; perdono e riconciliazione rispetto a molte cose della vita; è il luogo della tenerezza, il luogo in cui vivere molti degli insegnamenti che san Paolo ci ha lasciato, ma è anche il luogo dove si fa fatica a vivere tutto questo. Queste realtà non vanno mai date per scontate. Dire che queste realtà che sono il cuore della famiglia sono anche il respiro della Chiesa, significa dire che la Chiesa, con la sua preghiera, con i suoi interventi, con quello che è capace e riesce a fare, vive, davvero, accanto a ogni famiglia. La chiesa educa in oratorio e non solo, accompagna le coppie nei loro percorsi, vive accanto ai malati portano a domicilio la presenza del Signore e il conforto della fede prega e vive i sacramenti quando accompagna i defunti… la chiesa assume su di sé ogni esperienza della vita di famiglia e la fa sua. Questo il primo insegnamento di oggi.
Alle famiglie che vogliono dirsi realmente cristiane è, però, chiesto di fare qualcosa di simile. Ciascuna di queste situazioni deve essere accompagnata con la preghiera, con quelle espressioni di fede che possono essere personali o che possono essere guidate. È per questo che, nel notiziario di oggi, troverete anche uan serie di preghiere che possono accompagnare i diversi momenti della vita di famiglia. Uno strumento che può essere utile per riscoprire la bellezza della vita di fede in famiglia.
Da ultimo il terzo insegnamento. Cosa diciamo delle relazioni in famiglia? Diciamo che esse sono essenziali, anche se non sono semplici. La parola di Dio ha insistito più volte sul perdono e sulla riconciliazione. In famiglia ne abbiamo tutti bisogno. Una relazione di famiglia che vuole mantenersi alta, ha bisogno di confronto, dialogo, perdono, comprensione, rilancio. Vedo che molte famiglie, magari anche con fatica, vivono questo. Ma molte altre, vedo che si sono rassegnate e che hanno lasciano pian piano cadere la ricerca di relazioni significative. Noto che, in molti casi, ci si è un poco appiattiti e che ci si è lasciati prendere la mano dagli eventi. Non solo nella relazione di coppia, ma anche in quella con i figli. Noto che, in alcune famiglie più giovani, si coabita, ma non si costruisce quella relazione paziente, fraterna, sincera, che aiuta ciascuno a crescere mentre si scelgono i diversi percorsi di vita. Credo che sia necessario per tutti rilanciare il tema delle relazioni in famiglia ed anzi oggi, festa della santa famiglia, ve lo lascio come compito. Oggi trovate un tempo per parlarvi, specie se ci sono in atto momenti di crisi, di diffidenza, di chiusura, di stallo delle relazioni. Così pure come vi chiedo di pregare insieme. Molte volte le cose difficili della vita, anche quelle che non sappiamo risolvere con la nostra intelligenza e buona volontà, trovano una possibile composizione proprio nella preghiera. Se l’origine della vita della famiglia cristiana è in Dio, se è Dio che la sostiene in ogni momento e passaggio della sua esistenza, allora è comprensibile che, solo in un momento di fede ritrovata, sapremo dare nuovo slancio alle relazioni di famiglia che si sono incrinate.
Siamo in vista della festa di San Giulio e, in essa, come sappiamo, delle Sante giornate eucaristiche – 40 ore. Cerchiamo di capire quando vivere la nostra adorazione. Solo in questo modo, infatti, potremo rilanciare quelle relazioni che, altrimenti, rimarranno in una zona d’ombra e tenderanno ad essere sempre più insignificanti.