lunedì 24 agosto

Settimana che precede il martirio di San Giovanni Battista – lunedì 

La spiritualità di questo giorno

Sappiamo tutti bene che questa settimana è particolare. La settimana che precede il martirio intende farci concludere questa prima sezione del tempo dopo Pentecoste e ci farà leggere, come al solito, i Maccabei. Naturalmente fa eccezione il giorno di oggi, festa di San Bartolomeo. Giovedì e venerdì ricorderemo poi rispettivamente S. Monica e S Agostino. Un programma come si vede ricco per questa ultima settimana di agosto che ci farà anche concludere l’estate

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 21, 9b-14
Dal libro dell’Apocalisse

Sui dodici basamenti della Città di Dio stanno i nomi dei dodici apostoli. Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Nel giorno del Signore, l’angelo mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.

SALMO Sal 144 (145)

Benedetto il Signore, gloria del suo popolo.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R

Facciano conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. R

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R

EPISTOLA Ef 1, 3-14
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

VANGELO Gv 1, 45-51
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzarepuò venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Vangelo

Vorrei riflettere quest’oggi riassumendo la vita e l’opera di San Bartolomeo in tre parole: l’ideale, il reale, il sogno.

L’ideale è dato dal Vangelo. Come tutti, anche Bartolomeo ha avuto una vocazione che ha avuto un inizio. L’inizio, in ogni vocazione, è sempre ideale. Un momento bello dell’esistenza, nel quale ciascuno si sente conosciuto da Dio, amato, accompagnato. Così è per Bartolomeo che, nel sentire che la preghiera di tutti è sempre presente davanti a Dio, ha avvertito che il Signore conosce anche la sua preghiera. Così, Bartolomeo è partito per un itinerario che non sapeva in che cosa concretamente sarebbe consistito, ma è partito con gioia e con slancio.

Efesini

Ovviamente, dopo l’ideale, viene il reale. Il reale è la vita di tutti i giorni, la vita con le sue difficoltà, con i suoi problemi, con le sue grazie, con le sue angosce. Bartolomeo ha vissuto la vita degli apostoli e dei martiri. Ovviamente le grazie sono state molte, ma anche le difficoltà. Che cosa ha spinto Bartolomeo ad andare avanti nella vita reale di ogni giorno? Che cosa ha permesso a Bartolomeo di essere perseverante? Solo la speranza in Cristo. Quella speranza che, ogni giorno, Dio gli era accanto. Quella speranza che, ogni giorno, Dio lo accompagnava. Quella speranza che, ogni giorno, il regno di Dio prendeva sempre più forza nel suo cuore e nelle comunità che serviva

Apocalisse

Nel cuore di Bartolomeo c’era anche spazio per un sogno: la Gerusalemme celeste, la città di Dio, verso la quale Bartolomeo, insieme con gli altri apostoli, si è sentito in cammino. Sapeva bene che la storia era lotta, era difficoltà, era confronto serrato con tutto ciò che è contrario alla fede. Sapeva però anche bene che il Signore non lascia i suoi senza ricompensa. Ecco cosa gli permise di andare avanti: il sognare la Chiesa futura, quella che vive alla presenza di Dio, quella che è oltre le lotte e le difficoltà della storia. La Chiesa dei risorti, la Chiesa celeste, la Chiesa che sta sempre al cospetto del Padre. Bartolomeo si è sentito partecipe di un progetto da realizzare e si è sentito in cammino verso una meta alta, elevatissima, unica. Questo ha infuso nel suo cuore fiducia nel presente, speranza nel futuro, certezza che Dio non abbandona i suoi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi, come San Bartolomeo, siamo alle prese con il nostro ideale, il nostro reale e con il medesimo sogno. Forse anche noi, di tanto in tanto, ritorniamo a qualche momento essenziale della nostra vita cristiana. Possiamo averne più d’uno e dovremmo ringraziare anche noi il Signore per tutti i momenti della nostra vita in cui abbiamo avuto la chiara percezione di quale strada prendere, di dove andare, di dove collocarci, di dove dirigere i nostri passi.

Anche noi, come tutti, abbiamo il nostro reale, che è fatto anche di sopportazioni, difficoltà, lotte, conti che non tornano… tutti siamo alle prese con quelle difficoltà della storia che non possiamo evitare e che, in fondo, costituiscono anche il “bello” della trama dei nostri giorni.

Tutti, proprio tutti, siamo anche parte del medesimo sogno. Il sogno della Gerusalemme che viene dall’alto, il sogno della città di Dio, il sogno della meta verso la quale anche noi siamo diretti, come San Bartolomeo, come tutti i figli di Dio che desiderano cercarlo nel tempo presente per trovarlo in modo pieno nel tempo futuro.

Ecco perché anche per noi ha senso resistere nelle difficoltà del presente e continuare a guardare a quel futuro di grazia che ci sta davanti. San Bartolomeo interceda per noi e ci guidi verso la meta desiderata anche da noi.

2026-08-22T11:21:51+02:00