Settimana della 4 domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Vorrei che rileggessimo insieme le due letture di oggi per pregare, ancora una volta, per la pace. Forse questa preghiera non ci attira tanto: sembra infatti che gli sforzi di tutti, a partire dal Papa, siano vani. Credo invece che le due letture siano per noi un richiamo potente ed utile e anche ricco, per tutti noi, di speranza.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gc 4, 1-10
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo
Carissimi, da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni. Gente infedele! Non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che invano la Scrittura dichiari: «Fino alla gelosia ci ama lo Spirito, che egli ha fatto abitare in noi»? Anzi, ci concede la grazia più grande; per questo dice: «Dio resiste ai superbi, agli umili invece dà la sua grazia». Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.
SALMO Sal 50 (51)
Fammi grazia, o Dio, nella tua misericordia.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R
Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo. R
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso. R
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R
VANGELO Lc 19, 37-40
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».
Giacomo
Anzitutto San Giacomo che ci ha ricordato, sempre con i suoi esempi e con i suoi testi molto pratici, che la guerra è dentro la mente dell’uomo e, purtroppo, anche del cristiano. Da dove nascono queste forme di guerra che si annidano anche nella mente del credente?
Anzitutto dall’invidia, che porta a pensare male degli altri, porta a confrontarsi con gli altri, porta anche ad uccidere. Evidentemente qualche cosa che aveva turbato tutta quanta la comunità era accaduto. Qualche omicidio per questi motivi doveva già aver turbato la comunità di Gerusalemme all’epoca. Ecco perché Giacomo cita questo modo di fare come non cristiano.
In secondo luogo Giacomo ci parla della logica dell’accumulo come seconda causa di guerre. Il possesso immoderato e smisurato non ha mai alcuna giustificazione. Il possesso, quando diventa logica che guida la mente e il cuore di un uomo porta, inevitabilmente, ad uno scontro con gli altri. Lo scontro può presto degenerare e diventare vero e proprio conflitto, vera e propria guerra. Ecco un’altra causa di divisione, un’altra causa che rovina i rapporti.
La terza causa è la mancanza di preghiera. Quando non si sa come stare davanti a Dio, quando si chiede “male”, ecco che ci si allontana dalla sorgente della pace ed ecco che si arriva alla guerra.
Dunque tre cause molto chiare di odi, divisioni, guerre, omicidi… che sono tutt’altro che passate.
Vangelo
Il Vangelo ci porta a riflettere sul piano della pace. Perché la gente grida: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!”?
La gente utilizza questa espressione antica perché c’è Gesù. La gente utilizza questa espressione antica che nasce dalla Scrittura perché sa bene che Gesù è il principe della pace, la sorgente della pace, la sorgente di ogni bene. Come tanti Papi, nel corso della storia, ci hanno aiutato a capire, dove c’è Cristo, che è il principe della pace, è scongiurata ogni guerra. Dove manca Cristo, ecco che si arriva presto alla guerra. Senza nessuna possibilità di ritorno.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che la riflessione di San Giacomo sia per tutti noi. Le cause che San Giacomo ha indicato come causa, principio di guerra, sono vere anche nel nostro tempo. Non solo nella nostra società ma, purtroppo, anche tra i cristiani. Siamo noi coloro che sono pieni di invidie, come ogni altro uomo. Noi cristiani dovremmo essere alieni dall’invidia, ma quando ci mettiamo a ragionare su un piano umano, non siamo diversi dagli altri.
Questo ci accade quando perdiamo la bussola della preghiera, come l’apostolo ci ha sempre detto. Molti dei casi che giungono alla ribalta delle cronache sono commessi proprio da battezzati, da fratelli di fede che, ad un certo punto della loro vita, hanno perso il riferimento a Dio. Senza la presenza di Dio, essi si sono lasciati andare a questo genere di comportamento. Sono caduti in forme di bassezza grandi perché hanno lasciato perdere la preghiera. Ma la stessa cosa accade a noi. Quando noi non siamo dentro una logica di preghiera, arriviamo ad invidiare e, accecati dall’invidia, anche noi possiamo commettere cose ignobili.
Così come anche noi cristiani siamo dentro quella logica di accumulo che porta alla guerra. Lo sappiamo bene, perché la logica economica, la logica che porta a quantificare qualsiasi cosa e a dare valore alle cose solo per quanto valgono, porta tutti a deviazioni molto pericolose e aberranti.
Ecco i motivi che ci devono far riflettere e che devono portare proprio noi ad una preghiera più intensa, più profonda, più vera per la pace. Non a partire dai massimi sistemi, ma dal nostro cuore. Se avremo pace nel cuore, poi potremo davvero costruire forme di bene a partire dal piccolo della nostra vita. Chissà che, facendo ciascuno la sua parte, non torneremo a seminare speranza nel mondo e a vedere davvero tutti collaborare per la pace nel mondo.