Domenica 25 febbraio 2024

2 Domenica, della Samaritana

Per introdurci

  • Siamo stati chiesa che ha custodito la preghiera?

Credo sia bene chiedercelo, prima di entrare nel segreto custodito da queste scritture che ci invitano ad essere chiesa che sa custodire l’amore. Realtà sulla quale è sempre importantissimo fermarsi a riflettere.

  • Cosa diciamo sull’amore umano?
  • In che senso siamo chiamati a custodirlo?

La Parola di Dio 

LETTURA Dt 5, 1-2. 6-21
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo ai vostri orecchi: imparatele e custoditele per metterle in pratica. Il Signore, nostro Dio, ha stabilito con noi un’alleanza sull’Oreb. “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano. Osserva il giorno del sabato per santificarlo, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore, tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del sabato. Onora tuo padre e tua madre, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato, perché si prolunghino i tuoi giorni e tu sia felice nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà. Non ucciderai. Non commetterai adulterio. Non ruberai. Non pronuncerai testimonianza menzognera contro il tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo. Non bramerai la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”».

SALMO Sal 18 (19)

Signore, tu solo hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R

Ti siano gradite
le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. R

EPISTOLA Ef 4, 1-7
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

VANGELO Gv 4, 5-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia. Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Vangelo

In effetti, se provate a considerare, vedete che il Vangelo è tutto custodito su trame di amore.

Anzitutto il luogo. Fin dal libro della Genesi, il pozzo è per eccellenza il luogo dove ci si innamora, il luogo dove si va per cercare moglie, il luogo dell’amore. Gesù si ferma ad un pozzo, proprio per incontrare una donna. Una donna che, come la trama del Vangelo ci ha permesso di ricordare, si è spesso ingannata sull’amore. Per la donna, però, è passato il tempo dell’innamoramento. Ella si è tropo ingannata ed è stata troppo ingannata. Forse è passata anche l’età dell’amore. È per questo che va al pozzo a mezzogiorno, quando gli incontri si fanno ben più radi o sono addirittura nulli. Nel luogo dell’amore questa donna non vuole incontrare nessuno. Ma è proprio qui che Gesù la aspetta.

In secondo luogo, il Vangelo mette a confronto un uomo ed una donna, cosa già di per sé impossibile. Non solo. L’uomo, Gesù, è Giudeo, la donna samaritana. Popoli in lotta, da sempre, popoli che non si parlavano anzi, popoli che si facevano continui e reciproci sgarbi, pur di avere pretesti per essere l’uno contro l’altro. Nel luogo dell’amore impossibile, la relazione impossibile. Quella relazione che lascia smarriti e perplessi anche i discepoli che, sopraggiunti in un secondo momento sulla scena, non si capacitano di come il Signore possa parlare con una donna di questo genere. È così che il Signore insegna che l’amore unisce insieme anche le cose impossibili, rende possibili le relazioni che non sembravano possibili, smuove davvero le montagne, apre porte che sembravano assolutamente sbarrate.

In terzo luogo, il dialogo tra Gesù e la donna è tutto un dialogo di amore. Gesù avrebbe potuto benissimo prendere spunto proprio dai comandamenti, pagina che noi abbiamo letto nella lettura. Avrebbe potuto usare la legge di Mosè per dire alla donna che era proprio fuori da quelle norme, lontana da quella fede che Mosè aveva insegnato, ma non lo fa. Gesù preferisce che sia la donna a trovare forza proprio da quelle regole che, fino a quel tempo, aveva ignorato. Lei che era assai lontana dalla parola del Signore, trova il coraggio e la forza di arrivare a comprendere questa lontananza perché illuminata dalla parola di Dio che  è Gesù.

La trama di progressiva rivelazione di amore del Vangelo lascia poi spazio ad altro argomento perché Gesù, dopo aver illuminato la donna, illumini anche il discepolo, ricordando cosa Dio ami sopra ogni cosa. “Mio cibo è fare la volontà del Padre”. Gesù rivela così che ciò che sta al centro del suo cuore è amore profondo per il Padre, quell’amore che egli è venuto a rivelare e che si nutre di ogni cosa che conduce al Padre. Gesù ama il Padre e, per questo, si dispone a dare autentica testimonianza a Lui e alla fede. Il suo modo di servire la volontà del Padre sarà accettare la Croce per amore. Il centro del cuore di Gesù è l’amore per l’uomo, quell’uomo che egli viene a redimere a prezzo del suo sangue.

Non solo. La rivelazione del Signore rivela che anche Dio, che è amore, è assetato di amore. Cosa cerca Dio? Dio cerca “adoratori in spirito e verità”, cioè uomini, donne che, affascinati dall’amore di Dio, sappiano amare come Dio ama e sappiano rivelare al mondo in che cosa consiste l’amore di Dio. Gli adoratori in spirito e verità, cioè gli uomini che si lasciano attrarre dall’amore di Dio per poi rivelarlo al mondo a loro volta, sono uomini che trascendono qualsiasi discussione teologica fuorviante. Non stanno a disquisire di minuzie, ma arrivano immediatamente al nocciolo della questione: loro compito è dare testimonianza al Padre, prescindendo dalla discussione sul luogo, sul momento, sull’opportunità. Sempre è l’ora per testimoniare l’amore del Padre. Sempre è l’ora per rivelare il suo amore, in ogni azione, in ogni preghiera, in ogni attività della vita.

Così il Signore insegna che senza custodire la preghiera, non si custodisce nemmeno l’amore. Senza custodire quell’unione tra l’anima e Dio, non si può nemmeno arrivare a custodire il cuore, senza la custodia di quella rivelazione che Gesù fa dell’amore di Dio, non si arriva a custodire l’amore umano e a liberarlo da tutte quelle forme di incrostazioni, falsità, incongruenze della vita che non fanno che spegnere l’amore umano.

Epistola

Così San Paolo poteva tirare le fila del discorso di Gesù. Il cristiano è un uomo che, rinnovando continuamente la sua capacità di amare presso la Croce del Signore, trova la forza per essere “magnanimo, dolce, umile, capace di sopportazione”, che sono tutti derivati da quell’amore che deve infiammare l’anima tutte queste realtà umane possono essere attinte ed ampliate dall’amore del Signore che, riscoperto nella preghiera quotidiana, dona pace e speranza a coloro che lo seguono. Lo stesso amore di Cristo celebrato nella fede, lo stesso amore di Cristo continuamente cercato nella vita della Chiesa, rende possibile anche quella forma particolarissima di amore che è l’amore per il corpo di Cristo che è l’insieme dei battezzati. Solo chi adora, per dirla con il Vangelo, in Spirito e verità, giunge a donarsi completamente in quella donazione di fede che è l’esercizio della vita cristiana. Cos’è, ultimamente, la vita di fede? È uno spendersi per Cristo, Colui che, per primo, ha amato ciascuno di noi.

Lettura

Così capiamo anche la prima lettura, che, almeno con il sesto, e il decimo comandamento, interviene direttamente sulla questione, partendo dai tempi di Mosè. È chiaro che il rispetto dell’amore passa per il rispetto della “donna d’altri”. Come dire, a livello affettivo, l’amore si costruisce, si mantiene e si rafforza nel reciproco rispetto di tutte le coppie. Questo rispetto diventa anche capacità di “Non commettere atti impuri”, ovvero cercare di circondare l’amore con quella forma di rispetto massima che occorre avere. La purezza del cuore, la purezza delle intenzioni sono ciò che rende possibile un amore che imita quello di Dio, al di fuori di questa purezza, al di fuori della contemplazione dell’amore del Signore che va in cerca dell’uomo, non c’è possibilità di dare testimonianza su un tema così bello, così importante e, oggi, così difficile da illuminare.

Per noi e per il nostro cammino

Cosa significa per noi, alla luce di queste letture, imparare a custodire l’amore?

  1. Significa imparare a custodire i pensieri. Si impara ad amare custodendo il pensiero. Si impara ad amare facendo in modo che i propri sentimenti siano sempre sotto la custodia dell’anima. Per fare questo è necessario saper discernere cosa tenere e cosa, invece, tralasciare. Custodire i pensieri significa dire no a tutte quelle realtà e a tutti quei richiami che possono anche sembrare affascinanti perché presentati come tali, e che, invece, non lo sono affatto.
  2. Significa non avere paura dei sentimenti. Il cristiano non è nemico dei sentimenti e delle emozioni, ma è uno che li ordina, uno che non vive in balia di essi, uno che sa come dare un limite a ciò che è emotivo o irrazionale, e tenta di dare un ordine interiore ai propri sentimenti.
  3. Il cristiano che vuole imparare ad amare e vuole custodire quella forma altissima di amore che ci ha insegnato il Signore, non si espone al rischio di incorrere in tutta quella forma di impurità che rovina il suo modo di amare.
  4. Per fare questo il cristiano non si autoregola, non si autogiustifica, ma cerca sempre, in ogni luogo e in ogni modo, di non perdere il proprio legame con Dio. Convinto che ad amare si impara solo dal Signore, il cristiano continua a guardare alla Croce del Signore per cercare la soluzione ad ogni problema della vita. Il cristiano sa che non è chiamato a fare altro che ad amare come ama Cristo. Il suo principio di donazione gratuita e generosa, il suo esempio di vicinanza a chi è nel dolore, diventano il paradigma con il quale il cristiano si dispone a fare del bene. Ama chi imita il Crocifisso. Ama chi vuole fare come il Signore Gesù.

Essere chiesa che custodisce l’amore significa vivere tutte queste cose insieme, e molto altro ancora che appartiene, più che ad una riflessione d i fede, a quelle doti umane che sono anche state ricordate da San Paolo. Benevolenza, capacità di ascolto, dominio di sé, gentilezza, sono tutte piccole virtù che rendono però grande la vita dell’uomo. Sono virtù di ogni uomo ma che l’uomo di fede amplifica e sostiene, sostenuto, come sempre, dalle relazione con la Parola di Dio. Chiudiamoci nel silenzio, impariamo, ancora una volta e come domenica scorsa a custodire la preghiera. Aumenteremo anche la nostra capacità di amare.

2024-02-23T22:22:13+01:00