Lunedì 25 settembre

Settimana della 4° domenica dopo il martirio – lunedì – Sant’Anatalo e tutti i vescovi milanesi

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana è ricchissima di celebrazioni. Oggi Sant’Anatalo e tutti i vescovi milanesi, mercoledì San Vincenzo, venerdì i Santi Arcangeli, sabato San Girolamo. Questa settimana ci fa anche concludere il mese di settembre e, come al solito, rimettiamo tutto nelle mani della grazia di Dio e della sua misericordia.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ger 33, 17-22
Lettura del profeta Geremia

Così dice il Signore: «Non mancherà a Davide un discendente che sieda sul trono della casa d’Israele; ai sacerdoti leviti non mancherà mai chi stia davanti a me per offrire olocausti, per bruciare l’incenso in offerta e compiere sacrifici tutti i giorni». Fu rivolta poi a Geremia questa parola del Signore: «Dice il Signore: Se voi potete infrangere la mia alleanza con il giorno e la mia alleanza con la notte, in modo che non vi siano più giorno e notte, allora potrà essere infranta anche la mia alleanza con il mio servo Davide, in modo che non abbia più un figlio che regni sul suo trono, e quella con i leviti sacerdoti che mi servono. Come non si può contare l’esercito del cielo né misurare la sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di Davide, mio servo, e i leviti che mi servono».

SALMO Sal 8

Li hai coronati di gloria e di onore.

O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza. R

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi? R

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi. R

EPISTOLA Eb 13, 7-17
Lettera agli Ebrei

Fratelli, ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi.

VANGELO Mt 7, 24-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Vangelo

In questa festa per i santi patroni antichi, credo che il primo pensiero spirituale sia quello che ci viene suggerito dal Vangelo. Noi siamo parte di una casa sulla roccia che ha radici antichissime, che vede il suo legame con la Chiesa di Oriente attestato da sempre, che vede frutti di spiritualità, di santità, di carità e di bene in tutti i suoi numerosi secoli di storia. Credo che avere questa consapevolezza sia anche aprire l’animo alla lode. Ringraziamo il Signore per quello che ci viene dato di vivere. Credo però che il Vangelo ci metta sulle spalle anche una grossa responsabilità: poiché siamo eredi di una casa così grande, poiché siamo eredi di una tradizione così preziosa, noi abbiamo il compito non solo di esserne consci, ma anche di trasmettere a chi viene dopo di noi tutto questo patrimonio di fede che abbiamo ricevuto. Questo è il compito. Poiché viviamo in una casa sulla roccia, tutti dobbiamo darci da fare perché questa casa sia sempre più bella, sempre più forte, sempre più abitata. Ecco il primo nostro compito in questa festa: ringraziare, ma anche supplicare.

Ringraziare per ciò che abbiamo ricevuto, supplicare perché possiamo essere forti e liberi nel trasmettere ad altri questo patrimonio di eccezionale portata.

Ebrei

Quale altra consapevolezza ci deve guidare? Quale altra forza ci deve sostenere? La consapevolezza che ci ha espresso l’autore della lettera agli Ebrei: “Cristo è lo stesso, ieri, oggi, sempre!”. Noi siamo eredi di una fede antica, che ha trovato, nel corso dei secoli, mille modi diversi per essere vissuta. Come le generazioni antecedenti alla nostra hanno saputo riflettere ed hanno saputo dare forma alla loro fede, così è chiesto a noi tutti, nella consapevolezza che Cristo è lo stesso. Possono cambiare i modi o i metodi per annunciarlo, possono cambiare le conseguenze del fatto di essere cristiani, perché la vita è sempre diversa e sempre in evoluzione, in cambiamento, ma Cristo è sempre lo stesso! Anche noi dovremmo aggiungere: ieri, oggi, sempre! Credo che se noi saremo consapevoli di quell’eredità di cui ci ha parlato il Vangelo, saremo anche disposti a trasmettere a chi viene dopo di noi il Vangelo di Cristo come il mondo di oggi riesce a tradurlo e ad attualizzarlo. Il compito della fede è sempre stato questo: dire Cristo nel tempo, dire Cristo nel momento storico nel quale uno vive, dire Cristo come si è capaci di fare nel momento in cui si vive. Questa è la grazia da chiedere oggi. Per avere questa grazia il compito è sempre lo stesso: “uscire ed andare incontro a Cristo”. Ovvero, mettere al centro di ogni attività, di ogni annuncio, di ogni azione Cristo e la sua presenza reale, che è l’Eucarestia. Senza questa forza, non si potrebbe andare da nessuna parte.

Geremia

Il tutto in quella speranza cristiana che ci è stata descritta mirabilmente dal profeta Geremia, un uomo che ha vissuto prima di Cristo. Egli ha coltivato la speranza che il Signore non delude mai, la certezza che Dio è sempre presente in mezzo al suo popolo. Questa certezza, questo vivo pensiero ha permesso a Geremia di annunciare la sua fede e di viverla con forza grande. A maggior ragione noi, che abbiamo visto la realizzazione di questa promessa. Quando vediamo Dio realizzare questa promessa? Quando vediamo che Dio non abbandona e, anzi, rimane presente in ogni contesto di vita? Propriamente noi vediamo questa promessa realizzarsi in Cristo. È nel Cristo che ci è già data la certezza della presenza di Dio! È in Cristo che ci è già data ogni grazia, ogni benedizione perché, qualsiasi cosa capiti nella vita, noi possiamo serenamente andare avanti con tutte le cose della nostra vita, anche con quelle che più gravano su di noi, più ci preoccupano, più ci appesantiscono il cammino. La promessa della presenza di Cristo, che noi rinnoviamo nella vita della Chiesa, è già, per tutti noi, forza e sostegno grande.

Provocazioni di fede per il cammino

Abbiamo questa consapevolezza?

Mettiamo Cristo al centro della nostra vita di fede e della nostra vita pastorale?

Coltiviamo questa speranza?

Vorrei proprio che ciascuno di voi rileggesse queste Scritture e diventasse sempre più consapevole di quello che il Signore chiede a ciascuno di noi, perché tutti, sempre, possiamo sperimentare la sua presenza, la sua beatitudine, la sua pace dentro la Chiesa, casa dalle solide fondamenta, luogo di accoglienza e di misericordia. Ci aiuti Sant’Anatalo e la compagnia dei santi vescovi milanesi.

Invito alla preghiera

Vi invito a pregare per la Chiesa di Milano, per la sua santità.

2023-09-22T09:08:08+02:00