Settimana della 4° domenica dopo il martirio – martedì
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Pt 1, 20 – 2, 10a
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio. Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri, i quali introdurranno fazioni che portano alla rovina, rinnegando il Signore che li ha riscattati. Attirando su se stessi una rapida rovina, molti seguiranno la loro condotta immorale e per colpa loro la via della verità sarà coperta di disprezzo. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma per loro la condanna è in atto ormai da tempo e la loro rovina non si fa attendere. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio. Ugualmente non risparmiò il mondo antico, ma con altre sette persone salvò Noè, messaggero di giustizia, inondando con il diluvio un mondo di malvagi. Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio. Liberò invece Lot, uomo giusto, che era angustiato per la condotta immorale di uomini senza legge. Quel giusto infatti, per quello che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, giorno dopo giorno si tormentava a motivo delle opere malvagie. Il Signore dunque sa liberare dalla prova chi gli è devoto, mentre riserva, per il castigo nel giorno del giudizio, gli iniqui, soprattutto coloro che vanno dietro alla carne con empie passioni e disprezzano il Signore.
SALMO Sal 36 (37)
Il Signore è nostro aiuto e salvezza.
Ho visto un malvagio trionfante,
gagliardo come cedro verdeggiante;
sono ripassato ed ecco non c’era più,
l’ho cercato e non si è più trovato. R
Osserva l’integro, guarda l’uomo retto:
perché avrà una discendenza l’uomo di pace.
Ma i peccatori tutti insieme saranno eliminati,
la discendenza dei malvagi sarà sterminata. R
La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati. R
VANGELO Lc 18, 35-43
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
2 Petri
Dopo la festa di Sant’Anatalo e di tutti i santi vescovi milanesi, torniamo al lezionario previsto per questo tempo e, in particolare, alla seconda lettera di San Pietro. L’inizio della lettura ci richiama da vicino proprio la festa di ieri. Poiché nessuna Scrittura va soggetta a privata interpretazione, noi comprendiamo il valore di essere parte di una comunità che, leggendo la Parola, cerca, come può, di seguire il suo Signore. Il che non fa prevenire ogni errore. “Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo”. Pietro mette in guardia il credente del suo tempo rispetto alla presenza, proprio nella comunità cristiana, di coloro che avrebbero portato tutti lontano dal Signore con il loro comportamento e con la loro dottrina. Pietro è ben consapevole che ci sono stati e che ci sarebbero anche stati nel futuro, uomini di poca fede, che avrebbero usato il “potere” della fede per condurre lontano da Dio coloro che si erano rivolti a loro per andare verso Dio. Il problema dei falsi profeti è un problema che c’è da sempre. Ci sono uomini che si mostrano amici di Dio ma anche che, con la loro condotta, falsificano gli insegnamenti della fede. Da costoro, ci diceva Pietro, occorre guardarsi. A riprova di tutto questo Pietro cita numerosi passi della Scrittura e della nostra salvezza che intendono mettere in guardia il credente da una fede che non sa discernere questi falsi profeti da coloro che, invece, vengono nel nome del Signore. Con un’altra certezza: “Il Signore sa liberare dalla prova chi gli è devoto”. Chi prega genuinamente, chi si mantiene dentro una comunità che legge, interpreta, vive la Parola, chi sa essere sempre unito al gregge di Cristo, non si inganna. Dovesse anche avere il dubbio su qualche profeta, dovesse anche nutrire il dubbio per qualche uomo che si presenta nel nome del Signore senza essere da lui mandato, egli sa che Dio libera dalla prova. Ecco perché non occorre mai avere il minimo dubbio al riguardo. Dio smaschera sempre i falsi profeti, a condizione che uno si tenga unito alla sua comunità e continui a pregare in essa e per essa. Certo occorre essere capaci di “non vivere secondo la carne con empie passioni che disprezzano il Signore”, come dire: quando uno vigila su sé stesso, legge la Scrittura, celebra il sacramento della presenza del Signore, stia certo: il Signore non lo lascia sbagliare.
Vangelo
Così come ci viene detto, in fondo, dal Vangelo. Il cieco di Gerico è un uomo che ha fede. Il mistero di Dio è stato annunciato anche a lui. Egli prega, tanto che, quando gli viene annunciato che è presente il Signore, egli prega ancora più forte. Le sue urla, il suo continuo fare in modo che Cristo ponga l’attenzione su di lui, non sono altro che una preghiera. Non sono altro, se vogliamo stare ai termini della prima Scrittura, che un sentire, un capire che in quell’uomo è realmente presente il mistero di Dio che salva. Il cieco lo sa, lo sente. Ha sentito i racconti di coloro che lo hanno già visto, incontrato, ascoltato. Dentro la fede di questo popolo che si sta interrogando molto su Cristo, il cieco inserisce la sua riflessione e comprende che quell’uomo è proprio colui al quale chiedere la salvezza, al quale chiedere la certezza per i propri giorni. Gesù lo ascolta, donando ciò che il cieco chiede, la vista. Gesù attesta di essere il Figlio di Dio venuto nel mondo perché i peccatori trovino salvezza. Se vogliamo egli attesta la veridicità della sua origine e della sua missione. Al contempo libera l’uomo non solo dalla sua malattia, ma da ogni suo dubbio. Gesù si manifesta come guaritore non tanto e non solo del corpo, ma, anche attraverso questi segni del corpo, come operatore di quella guarigione interiore che Dio concede a chi si affida totalmente a Lui, come il cieco. Il cieco ottiene questo dono perché è sempre stato unito alla sua comunità ed è proprio in essa che ha imparato, leggendo le Scritture, ogni cosa relativa a quel Messia che, ora, lui può vedere, ascoltare, toccare.
Provocazioni di fede per il cammino
Cosa pensiamo dei falsi profeti del nostro tempo?
Sappiamo riconoscerli e smascherarli?
Credo che anche nel nostro tempo si faccia un continuo parlare di falsi profeti. Che ci siano, chiaro, ma vederli da tutte le parti non mi sembra onesto. Piuttosto credo che il criterio per distinguere l’uno dall’altro sia chiaro. Se uno rimane membro fedele della propria comunità, se uno celebra l’Eucarestia e si nutre della Parola in comunione con i fratelli di fede, come potrebbe ingannarlo Dio? Come potrebbe lasciarlo errare? Sarebbe contro la stessa bontà di Dio! Però, perché non si monti in superbia, perché uno non si senta depositario della verità rivelata, occorre davvero che uno sappia rimanere dentro una comunità che loda, prega, discerne, celebra, vive i precetti del Signore. Si rischia, altrimenti, di agire in base al proprio istinto, o in base ai propri sentimenti. Cose molto mutevoli che potrebbero rovinare la vita propria, di altre persone e quella di una comunità intera. Se volete, siamo tornati alla meditazione di ieri. Solo dentro una Chiesa che è come una casa dalle solide fondamenta, uno ha la certezza di non sbagliare e di vivere bene la propria fede a lode e gloria di Dio.
Invito alla preghiera
Vi invito a pregare in modo comunitario e concorde, perché ciascuno di noi sappia chi seguire e sappia rimettersi sempre e solo alla scuola di Gesù Maestro e pastore.