Mercoledì 26 gennaio

Settimana della 3 domenica dopo l’Epifania – mercoledì

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Sir 44, 1; 48, 22-25
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Ezechia aveva fatto quanto è gradito al Signore e aveva seguito con fermezza le vie di Davide, suo padre, come gli aveva indicato il profeta Isaia, grande e degno di fede nella sua visione. Nei suoi giorni il sole retrocedette ed egli prolungò la vita del re. Con grande ispirazione vide gli ultimi tempi e consolò gli afflitti di Sion. Egli manifestò il futuro sino alla fine dei tempi, le cose nascoste prima che accadessero.

SALMO Sal 140 (141)

Mostra al tuo servo, Signore, la via della vita.

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
porgi l’orecchio alla mia voce quando t’invoco.
La mia preghiera stia davanti a te come incenso,
le mie mani alzate come sacrificio della sera. R

Poni, Signore, una guardia alla mia bocca,
sorveglia la porta delle mie labbra.
Non piegare il mio cuore al male,
a compiere azioni criminose con i malfattori:
che io non gusti i loro cibi deliziosi. R

Mi percuota il giusto e il fedele mi corregga,
l’olio del malvagio non profumi la mia testa,
tra le loro malvagità continui la mia preghiera.
A te, Signore Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, non lasciarmi indifeso. R

VANGELO Mc 4, 35-41
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Vangelo

Passiamo all’altra riva”. Oggi ascoltiamo il primo dei miracoli che il Vangelo ci narrerà in questi giorni. Alla base di questo miracolo c’è un ascolto di Gesù. Egli desidera passare all’altra riva e i discepoli assecondano il volere di Gesù, predispongono quanto è necessario alla traversata, lo portano dove egli desidera.

Ci fu una grande tempesta e le onde si rovesciavano nella barca… egli se ne stava a poppa, sul cuscino e dormiva”. All’ascolto docile dei discepoli, non corrisponde, però, una vita tranquilla. La traversata diventa difficile, c’è una tempesta per la quale i discepoli non erano pronti, se mai si può essere pronti ad affrontare un evento della natura! Certo i discepoli saranno stati nel panico non solo per la grande quantità di acqua che entrava nella barca, ma soprattutto perché si saranno domandati perché il Signore non li aiutava. È strano: non si tratta di grandi barche. Lo spazio di queste imbarcazioni da lago è piuttosto ridotto. C’è una tempesta in corso. I discepoli parlano, anzi avranno urlato, eppure Gesù non li ascolta. Dorme. L’evangelista ci mette di fronte al discepolo che ascolta e a Gesù che, dormendo, non può ascoltare.

Maestro, non ti importa che siamo perduti?”. Fino a quando il discepolo non sveglia il maestro, quasi spazientito e incredulo di fronte al suo prolungato dormire mentre il lago è in tempesta. Tanto preoccupato, il discepolo si sente perduto e rimprovera quasi il Signore. Gesù, svegliato, interviene, calmando il vento e il mare e creando le condizioni per proseguire la navigazione fino alla riva. Il discepolo è costretto ad interrogarsi.

“Chi è dunque costui?”. È la domanda che si deve fare il discepolo. Chi abbiamo di fronte? Chi è questo Signore che ci chiede di essere ascoltato, poi dorme, poi quando si sveglia dà prova di un potere mai visto prima? Sono tutte domande che il discepolo ha nel cuore e che confida ai compagni di avventura. Domanda fondamentale perché l’itinerario di fede possa proseguire. Senza una domanda sull’identità di Gesù e sul senso della vita, il cammino di fede non prosegue.

Siracide

Così come è nell’episodio narrato dal libro del Siracide. Si tratta di una vicenda storica legata alla corte di Israele. Il re Ezechia è un uomo malato. È spaventato, come tutti, davanti alla morte. Sente che le forze vengono meno proprio quando il suo compito non è ancora finito. È il profeta Isaia che lo raggiunge, gli porta la parola del Signore, e permette al re di fare un’esperienza singolare di guarigione. È la preghiera del profeta che lo salva e che aggiunge altro tempo alla sua vita, perché egli si converta e porti a termine il compito per il quale Dio lo ha voluto sul trono di Israele. Ritroviamo anche in questa narrazione sapienziale tutti gli elementi del Vangelo, elementi che richiamano anche a noi il dovere di mantenerci desti e pronti per un cammino che arriva anche ad avere tappe impreviste, ma sempre custodite dalle mani di Dio.

Per noi

La bellezza del Vangelo di oggi permette a tutti noi di ripensare alla nostra vita. La vita di ciascuno può essere paragonata ad una traversata, che incontra momenti difficili, tempeste di ogni genere e di ogni tipo. Anche a noi è capitato di fare l’esperienza di una preghiera che non è stata esaudita o non nei tempi in cui noi avremmo voluto. Credo che a tutti sia capitato di avvertire che il Signore sia come “addormentato” di fronte a qualche cosa difficile della nostra vita.

  • Che esperienza del genere abbiamo fatto?
  • Come abbiamo reagito?

La memoria di qualche momento di vita che abbiamo vissuto proprio con questi pensieri, ci deve illuminare e ci deve aiutare a comprendere. Se il Signore dorme, occorre svegliarlo. Il Signore si veglia quando noi lo chiamiamo, quando lo importuniamo, quando la nostra povera fede torna a quella sorgente inesauribile che mette a tacere ogni cosa e che dona bonaccia anche alle nostre esistenze. Credo che anche questa esperienza sia nel bagaglio delle esperienze di vita che abbiamo fatto e che ci accompagnano.

  • Quando abbiamo fatto esperienza di questa bontà di Dio che interviene a nostro favore?
  • Come abbiamo reagito a questo intervento di misericordia sulla nostra esistenza?

Rimettiamoci in quella dimensione di ascolto dell’esperienza che, illuminata dalla Parola di Dio, diviene occasione di conversione per tutti noi.

2022-01-20T14:13:23+01:00