Mercoledì 26 luglio

Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Sam 18, 1-9
Lettura del primo libro di Samuele

In quei giorni. Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, la vita di Giònata s’era legata alla vita di Davide, e Giònata lo amò come se stesso. Saul in quel giorno lo prese con sé e non lo lasciò tornare a casa di suo padre. Giònata strinse con Davide un patto, perché lo amava come se stesso. Giònata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura. Davide riusciva in tutti gli incarichi che Saul gli affidava, così che Saul lo pose al comando dei guerrieri ed era gradito a tutto il popolo e anche ai ministri di Saul. Al loro rientrare, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri. Le donne cantavano danzando e dicevano: «Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi diecimila». Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide.

SALMO Sal 56 (57)

A te mi affido: salvami, Signore!

Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te si rifugia l’anima mia;
all’ombra delle tue ali mi rifugio
finché l’insidia sia passata. R

Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che fa tutto per me.
Mandi dal cielo a salvarmi,
confonda chi vuole inghiottirmi;
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà. R

Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
Grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. R

VANGELO Lc 10, 17-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

La scrittura

Per introdurci

La memoria dei santi Gioacchino e soprattutto Anna è custodita e venerata in questa nostra chiesa. Noi tutti, fedeli agli insegnamenti e alla fede dei padri, ci raccogliamo oggi qui in preghiera per onorare la mamma della Madonna ed anche suo padre, ma vogliamo avere anche luce per il nostro cammino di fede. Luce che attingo dalla Parola di Dio e che ha come tre movimenti.

La memoria

Il primo, che mi viene suggerito direttamente dal testo del Siracide, è il movimento della memoria. Credo che tutti facciamo memoria di uomini illustri, come fa anche Israele che, con le parole del sapiente, ricorda e celebra i grandi del passato. Questa lettura ci invita a fare memoria anche delle persone che, nella nostra famiglia, sono state per noi importanti. Tra queste, sicuramente, i nostri nonni, che abbiamo conosciuto per la loro umanità, molto spesso per la loro bontà, non meno che per la loro fede. Anche per Gesù deve essere accaduto qualcosa di simile. Anch’egli deve aver ricordato i santi Gioacchino ed Anna per l’esperienza che fece con loro e per quel loro essere uomo e donna di fede che educarono la stessa Maria a credere nel Signore. Fa bene anche a noi ricordare gli esempi di fede che abbiamo avuto.

La fede

La seconda indicazione viene da San Paolo. Egli ricordava a tutti come la progressione nella conoscenza di Cristo diventa occasione per approfondire la nostra stessa conoscenza di Dio. Il mistero di Dio rimane tale, ci ammoniva l’apostolo, eppure, se noi ci affidiamo a Cristo, riusciamo a comprendere sempre meglio la profondità di questo mistero insondabile. Profondità che genera desiderio: il desiderio di conoscere la verità di Dio, come potremo fare solo nella vita eterna. Qualcosa del genere deve essere capitato a Gioacchino ed Anna. Essi erano ebrei, formati nella legge stretta del giudaismo. Eppure hanno accolto il Signore. Non sappiamo bene per quanto siano rimasti in vita dopo la nascita del Signore, ma, certamente, essi compresero qualcosa di quella rivelazione che il Signore andava facendo ed ebbero la netta consapevolezza di potersi solo affidare al mistero che avevano conosciuto, mistero di bene, di accoglienza, di amore. Essi rimangono sempre un uomo e una donna del Primo Testamento, eppure compresero che quel Figlio che veniva dato alla loro figlia era davvero il compimento di tutto quello che essi potevano sapere sul mistero di Dio.

La crescita

Il Vangelo insisteva proprio su questa crescita di fede che possono fare tutti coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica. Gesù è pienamente consapevole che la storia del mondo è fatta di uomini e di donne che sanno avere fame e sete di Dio. Parla apertamente di molti uomini e donne che, per la loro storia, non poterono avere accesso alla rivelazione, anche se lo avrebbero desiderato. Ecco perché Gesù invita coloro che sono presenti, a fare tesoro di questa rivelazione che lui va compiendo, perché è in questa rivelazione che si dà il compimento di quel rapporto con Dio che rende l’anima certa del proprio cammino. Quello di Gesù è un appello, perché la fede ben piantata nel cuore non venga meno tra le cose della vita. Gesù si appella a ciascun uomo e donna di buona volontà perché il cammino di tutti possa procedere nella direzione della salvezza eterna.

Un ringraziamento

Credo che oggi possiamo tutti ripensare al nostro cammino di fede, cammino che è iniziato grazie a qualcuno che ci ha introdotto alla fede, che ci è stato vicino, che ci ha trasmesso i contenuti della fede, che ci ha reso accessibile il mistero di Dio. Molto spesso, anche per noi, sono stati i nonni, che ricordiamo non solo come esempi di umanità, ma come esempi di fede. Oggi è il giorno per ringraziare tutti costoro e, specialmente i nostri nonni. Attraverso l’intercessione di Gioacchino ed Anna, dunque, preghiamo per chi è stato per noi maestro di fede.

Una richiesta

La richiesta di fede che vorrei facessimo insieme è proprio questa: preghiamo perché anche noi possiamo capire sempre più qualcosa del mistero di Dio. Preghiamo perché impariamo ad essere attenti alla rivelazione che il Signore ci offre, magari anche mediante le parole e i gesti di qualche uomo o donna di fede. Anche noi, proprio come ci diceva San Paolo, siamo invitati a comprendere sempre più le profondità del mistero di Dio. Se noi non rimarremo attenti a questa dimensione, la nostra fede si affievolirà e noi non potremo dire di avere un cammino di fede, ma solamente qualche infarinatura di essa.

Intenzioni di preghiera

Vi invito oggi a pregare secondo queste dimensioni, perché questo giorno e questa festa ci aiutino a vivere bene e sempre meglio la nostra fede.

2023-07-22T14:17:26+02:00