Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – giovedì
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Sam 26, 3-14a. 17-25
Lettura del primo libro di Samuele
In quei giorni. Saul si accampò sulla collina di Achilà di fronte alla steppa, presso la strada, mentre Davide si trovava nel deserto. Quando si accorse che Saul lo inseguiva nel deserto, Davide mandò alcune spie ed ebbe conferma che Saul era arrivato davvero. Allora Davide si alzò e venne al luogo dove si era accampato Saul. Davide notò il posto dove dormivano Saul e Abner, figlio di Ner, capo dell’esercito di lui: Saul dormiva tra i carriaggi e la truppa era accampata all’intorno. Davide si rivolse ad Achimèlec, l’Ittita, e ad Abisài, figlio di Seruià, fratello di Ioab, dicendo: «Chi vuol scendere con me da Saul nell’accampamento?». Rispose Abisài: «Scenderò io con te». Davide e Abisài scesero tra quella gente di notte, ed ecco Saul dormiva profondamente tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra presso il suo capo, mentre Abner con la truppa dormiva all’intorno. Abisài disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l’inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non aggiungerò il secondo». Ma Davide disse ad Abisài: «Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto impunito?». Davide soggiunse: «Per la vita del Signore, solo il Signore lo colpirà o perché arriverà il suo giorno e morirà o perché scenderà in battaglia e sarà tolto di mezzo. Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia che sta presso il suo capo e la brocca dell’acqua e andiamocene». Così Davide portò via la lancia e la brocca dell’acqua che era presso il capo di Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore. Davide passò dall’altro lato e si fermò lontano sulla cima del monte; vi era una grande distanza tra loro. Allora Davide gridò. Saul riconobbe la voce di Davide e disse: «È questa la tua voce, Davide, figlio mio?». Rispose Davide: «È la mia voce, o re, mio signore». Aggiunse: «Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che cosa ho fatto? Che male si trova in me? Ascolti dunque il re, mio signore, la parola del suo servo: se il Signore ti incita contro di me, voglia accettare il profumo di un’offerta; ma se sono gli uomini, siano maledetti davanti al Signore, perché oggi mi scacciano lontano, impedendomi di partecipare all’eredità del Signore, dicendo: “Va’ a servire altri dèi”. Almeno non sia versato sulla terra il mio sangue lontano dal Signore, ora che il re d’Israele è uscito in campo per ricercare una pulce, come si insegue una pernice sui monti». Saul rispose: «Ho peccato! Ritorna, Davide, figlio mio! Non ti farò più del male, perché la mia vita oggi è stata tanto preziosa ai tuoi occhi. Ho agito da sciocco e mi sono completamente ingannato». Rispose Davide: «Ecco la lancia del re: passi qui uno dei servitori e la prenda! Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà, dal momento che oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano sul consacrato del Signore. Ed ecco, come è stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, così sia preziosa la mia vita agli occhi del Signore ed egli mi liberi da ogni angustia». Saul rispose a Davide: «Benedetto tu sia, Davide, figlio mio. Certo in ciò che farai avrai piena riuscita». Davide andò per la sua strada e Saul tornò alla sua dimora.
SALMO Sal 72 (73)
Guidami, Signore, con il tuo consiglio.
Quanto è buono Dio con gli uomini retti,
Dio con i puri di cuore!
Ma io per poco non inciampavo,
quasi vacillavano i miei passi,
perché ho invidiato i prepotenti,
vedendo il successo dei malvagi. R
Se avessi detto: «Parlerò come loro»,
avrei tradito la generazione dei tuoi figli.
Riflettevo per comprendere questo
ma fu una fatica ai miei occhi,
finché non entrai nel santuario di Dio
e compresi quale sarà la loro fine. R
Vengono meno la mia carne e il mio cuore;
ma Dio è roccia del mio cuore,
mia parte per sempre.
Ecco, si perderà chi da te si allontana;
tu distruggi chiunque ti è infedele. R
Per me, il mio bene è stare vicino a Dio;
nel Signore Dio ho posto il mio rifugio,
per narrare tutte le tue opere. R
VANGELO Lc 10, 25-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
La scrittura
Due testi stupendi che si commentano l’uno con l’altro.
Anzitutto la parabola, famosissima, del “buon samaritano”. Il testo è tutto centrato sull’idea della prossimità, partendo, per l’appunto, dalla domanda: “chi è il mio prossimo?”. Gesù spiega che prossimo è chiunque, prossimo è l’uomo che ti vive accanto, senza considerare la sua provenienza, appartenenza politica, religiosa… ciascuno è prossimo dell’altro per il semplice fatto di esserti accanto, anche per occasioni fortuite, come quella inscenata dalla parabola. La prossimità così intesa, di per sé, non comporta nessun obbligo. È dalla considerazione della universale fratellanza in Cristo che nascono i doveri. Quando un uomo incomincia a vedere in qualsiasi altro uomo un fratello per il quale Cristo si è incarnato, ha patito, è morto ed è risorto, allora nascono i doveri. Quando ti abitui a vedere nell’altro un fratello, allora non ci sono codici da seguire, ma solamente amore da testimoniare. L’amore, come ci insegna il testo della parabola, non solo è superiore a tutto, ma porta a compiere tutto per chi è in qualsiasi genere di bisogno.
Sebbene la prima lettura fosse collocata storicamente secoli prima della parabola, noi troviamo nel comportamento di Davide il medesimo significato. Davide è inseguito da Saul, che lo sta perseguitando, e, si potrebbe dire per una serie di circostanze fortuite, Davide avrebbe la possibilità di vendicarsi in un solo colpo di tutto il male che sta subendo, così da mettere in salvo la sua vita. Davide, addirittura, potrebbe uccidere Saul. Ma non lo fa. Non stende la mano sul consacrato del Signore solo perché è il “suo” consacrato! Davide insegna così quel rispetto sacro della vita che dovrebbe essere in ogni uomo, ma anche quel rispetto altrettanto sacro che viene dal considerare ogni uomo come fratello, anche quando si potrebbero avere tutte le ragioni per vendicarsi, o, per lo meno, per rimettere le cose in sesto. Davide insegna che non è mai con la forza che si possono risolvere anche le liti e le contese ma, piuttosto, con la forza della fede. Davide, comportandosi in questo modo, potrebbe essere considerato come un uomo che perde un’occasione. Di fatto la Bibbia ce lo presenta come un uomo di Dio che, ragionando sulle occasioni che la vita offre, sceglie sempre ciò che Dio raccomanda. In questo sta la santità di Davide, la forza del suo discernimento, la lungimiranza dei suoi atti, la forza del suo comportamento.
La Scrittura, con la parabola e con questo racconto, intende plasmare il nostro modo di pensare. Oltre le ragioni, oltre i diritti, oltre la disamina precisa dei casi, rimangono i doveri della prossimità che sono anche i doveri della carità.
Un ringraziamento
Ringraziamo il Signore perché ci ha donato una Parola che allarga gli orizzonti! Se provate a pensare vedrete anche voi che noi non ragioniamo in termini evangelici! Anche noi ragioniamo in termini di diritti, di ragioni, di cose che ci spettano. Ringraziamo il Signore perché, noi che viviamo il dono della fede, abbiamo qualche cosa di più a cui appellarci oltre la ragione, oltre i diritti. Abbiamo il dovere della prossimità, abbiamo il dovere della carità che ci immettono in un ordine diverso. Credo che tutti abbiamo conosciuto persone che sono state in grado di testimoniarci, proprio con il loro modo di fare, che si poteva andare oltre quello che sarebbe stato un comportamento normale, comune a tutti! Ringraziamo per questa ampiezza di vedute che, di fatto, rende la nostra vita differente da quella degli altri. Forse più scomoda, ma certamente più ricca.
Una richiesta
Come preghiera di richiesta, oggi, tutti possiamo pregare il Signore perché ci aiuti ad entrare in questa mentalità difficile, diversa, complessa. Credo che nessuno ci possa aiutare se non il Signore. Il mondo, lo sappiamo bene, va da un’altra parte. Ecco perché dobbiamo avere il coraggio di appellarci al Vangelo per le scelte della nostra vita. Questa è una grande grazia che tutti dobbiamo chiedere al Signore. Chiediamo alla Vergine Maria di sostenerci, mentre cerchiamo di cimentarci con un modo così complesso di impostare la vita. Il Signore e Maria ci guidino e ci aiutino sempre!
Intenzioni di preghiera
Invito oggi a pregare a partire da questi testi per avere la forza di avere un modo di pensare che va controcorrente. Potrebbe essere un utile esercizio anche quello di prendere altre pagine della Scrittura che ci spingono in questa direzione di vita.