sabato 26 settembre

Settimana della 4 domenica dopo il martirio di San Giovanni Battista – sabato

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo la settimana con queste letture che sono tutte richiamo al tema della libertà e della schiavitù. Un invito a riflettere tutti e molto seriamente su cosa rende schiavi.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 15, 12-18b
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo lascerai andare via da te libero. Quando lo lascerai andare via da te libero, non lo rimanderai a mani vuote. Gli farai doni dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio. Gli darai ciò di cui il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto. Ti ricorderai che sei stato schiavo nella terra d’Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha riscattato; perciò io ti do oggi questo comando. Ma se egli ti dice: “Non voglio andarmene da te”, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, allora prenderai la lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre. Anche per la tua schiava farai così. Non ti sia grave lasciarlo andare libero, perché ti ha servito sei anni».

SALMO Sal 97 (98)

Acclamate al nostro re, il Signore.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani. R

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA Fm 1, 8-21
Lettera di san Paolo apostolo a Filèmone

Carissimo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo! Ti ho scritto fiducioso nella tua docilità, sapendo che farai anche più di quanto ti chiedo.

VANGELO Mt 8, 5-15
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Entrato in Cafàrnao, venne incontro al Signore Gesù un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.

Deuteronomio

Nella società antica, era normale che a rendere schiavi erano o le guerre o le difficoltà economiche. Nella prima lettura si parla soprattutto di questo. Ci sono persone che vivono grandi difficoltà economiche e che, per questo, si vendono a dei fratelli. Accadeva spesso che famiglie intere si vendessero come schiavi o che fossero ridotte in schiavitù proprio perché non sapevano come saldare i debiti della famiglia. Un episodio tristissimo, che, pure, era socialmente accettato da tutti, anche dai credenti in Jhwh. La cosa nuova per il popolo ebraico è il tempo. Non si può rimanere schiavi a vita. L’ebreo che si vende come schiavo o che viene preso come schiavo lo può fare solo per 7 anni. Non di più. Poi occorre rimettere in discussione tutto. Un principio intelligentissimo e di vera carità, che indica come la fede del credente porta a considerare tutte le cose e a dare il giusto peso ad ogni cosa.

Vangelo

Gesù porta la discussione e, quindi, la nostra riflessione, su un piano spirituale. Non c’è la schiavitù tra uomini. C’è anche la schiavitù rispetto alle potenze del male. Satana tiene schiave le persone in vario modo e le tormenta con molti demoni che hanno anche una ricaduta sul fisico. Alcune manifestazioni corporee dicono chiaramente che è all’opera Satana. Ora, il miracolo che Gesù compie è per attestare che la potenza di Dio può tutto, anche liberare dal demonio! Dio che è potenza di bene non vuole mai che gli uomini siano schiavi. Ecco perché la sua potenza libera tutti da qualsiasi forma di schiavitù.

Filemone

San Paolo vive in un tempo in cui la schiavitù è fatto accettato da tutti, anche dai cristiani. Non meraviglia che, nella prima comunità cristiana, ci siano schiavi e ci siano padroni che si sono convertiti alla fede. Come è accettato che tutti possano diventare cristiani, così si deve accettare il principio per cui tutta la comunità è chiamata a rinnovarsi nella sua mentalità. Se, socialmente, non ci sono impedimenti che proibiscano la schiavitù, il compito della fede è ricordare che siamo tutti fratelli, tutti figli di un unico Dio. Ecco il richiamo di Paolo. Chi è pervenuto alla fede deva lasciarsi plasmare, deve lasciarsi modellare da una mentalità nuova e diversa da tutte le altre. Chi è pervenuto alla fede deve essere in grado di vivere quella novità dello spirito che rende tutti sullo stesso piano. Tutti siamo figli di Dio allo stesso modo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Nominalmente la schiavitù è abolita. Ridurre qualcuno in schiavitù è reato. Eppure quante forme di schiavitù sono presenti anche nella nostra società ed attanagliano il nostro mondo!

Intanto c’è ancora quella forma di schiavitù che mette i poveri al servizio di qualcuno senza ricevere il dovuto. Lo sappiamo tutti, lo vediamo tutti, anche se non immediatamente dalle nostre parti. Eppure non ci scaldiamo, non ci arrabbiamo, non ci sdegniamo. Il caporalato, e tante altre forme di schiavitù che sono in mezzo a noi, non ci dicono niente. Lo sappiamo, forse anche le vediamo, ma, poi, non facciamo poi molto per risolverle.

In secondo luogo ci sono quelle forme di schiavitù che nascono da situazioni ben precise, prima tra tutte la piaga della droga. Anche a questo proposito non assistiamo a dibattiti di grande rilievo. Si sa che alcune cose ci sono e si rimane tutti tranquilli al nostro posto.

Nel mondo ci sono forme di sottomissione che nascono anche da religioni. Anche di questo fenomeno sappiamo tutto ma, poi, non facciamo niente.

In compenso abbiamo smesso di credere alla sottomissione di Satana o alla sottomissione a svariate forme di male. Per queste, al massimo, esce qualche sorriso.

Cosa fare? Credo che in un sabato come questo tutti dovremmo tornare sui nostri passi e imparare a chiedere a Dio la liberazione da ogni forma di sottomissione e di schiavitù. Ne va della dignità dell’uomo. Ne va della nostra dignità. Ne va del nostro modo di vivere. Le Scritture ci aiutino a recuperare questa dimensione di riflessione e ci guidino ad una più profonda e più vera conoscenza di tutti questi fenomeni e ci donino di essere concordi nella preghiera che chiede la liberazione delle coscienze da qualsivoglia forma di schiavitù.

2026-09-19T11:57:26+02:00