Settimana autentica – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Terminano oggi questi primi giorni della settimana autentica che, da domani, lasceranno posto al Triduo, con la sua spiritualità, con le sue letture, con la sua proposta di cammino mentre attendiamo la passione, la morte e la risurrezione del Signore. Oggi leggiamo il finale della storia previsto per questo anno liturgico.
La Parola di questo giorno
GIOBBE 42, 1-10a
Lettura del libro di Giobbe
In quei giorni. Giobbe prese a dire al Signore: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo. Ascoltami e io parlerò, io t’interrogherò e tu mi istruirai! Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere». Dopo che il Signore ebbe rivolto queste parole a Giobbe, disse a Elifaz di Teman: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. Prendete dunque sette giovenchi e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi e io, per riguardo a lui, non punirò la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe». Elifaz di Teman, Bildad di Suach e Sofar di Naamà andarono e fecero come aveva detto loro il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe. Il Signore ristabilì la sorte di Giobbe.
SALMO Sal 118 (119), 169-176
Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.
Giunga il mio grido davanti a te, Signore,
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga davanti a te la mia supplica,
liberami secondo la tua promessa. R
Sgorghi dalle mie labbra la tua lode,
perché mi insegni i tuoi decreti.
La mia lingua canti la tua promessa,
perché tutti i tuoi comandi sono giustizia. R
Mi venga in aiuto la tua mano,
perché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore,
e la tua legge è la mia delizia. R
Che io possa vivere e darti lode:
mi aiutino i tuoi giudizi.
Mi sono perso come pecora smarrita;
cerca il tuo servo:
non ho dimenticato i tuoi comandi. R
TOBIA 13, 1-18
Lettura del libro di Tobia
In quei giorni. Tobi disse: «Benedetto Dio che vive in eterno, benedetto il suo regno; egli castiga e ha compassione, fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra, e fa risalire dalla grande perdizione: nessuno sfugge alla sua mano. Lodatelo, figli d’Israele, davanti alle nazioni, perché in mezzo ad esse egli vi ha disperso e qui vi ha fatto vedere la sua grandezza; date gloria a lui davanti a ogni vivente, poiché è lui il nostro Signore, il nostro Dio, lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli. Vi castiga per le vostre iniquità, ma avrà compassione di tutti voi e vi radunerà da tutte le nazioni, fra le quali siete stati dispersi. Quando vi sarete convertiti a lui con tutto il cuore e con tutta l’anima per fare ciò che è giusto davanti a lui, allora egli ritornerà a voi e non vi nasconderà più il suo volto. Ora guardate quello che ha fatto per voi e ringraziatelo con tutta la voce; benedite il Signore che è giusto e date gloria al re dei secoli. Io gli do lode nel paese del mio esilio e manifesto la sua forza e la sua grandezza a un popolo di peccatori. Convertitevi, o peccatori, e fate ciò che è giusto davanti a lui; chissà che non torni ad amarvi e ad avere compassione di voi. Io esalto il mio Dio, l’anima mia celebra il re del cielo ed esulta per la sua grandezza. Tutti ne parlino e diano lode a lui in Gerusalemme. Gerusalemme, città santa, egli ti castiga per le opere dei tuoi figli, ma avrà ancora pietà per i figli dei giusti. Da’ lode degnamente al Signore e benedici il re dei secoli; egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, per allietare in te tutti i deportati e per amare in te tutti gli sventurati, per tutte le generazioni future. Una luce splendida brillerà sino ai confini della terra: nazioni numerose verranno a te da lontano, gli abitanti di tutti i confini della terra verranno verso la dimora del tuo santo nome, portando in mano i doni per il re del cielo. Generazioni e generazioni esprimeranno in te l’esultanza e il nome della città eletta durerà per le generazioni future. [Maledetti tutti quelli che ti insultano! Maledetti tutti quelli che ti distruggono, che demoliscono le tue mura, rovinano le tue torri e incendiano le tue abitazioni! Ma benedetti per sempre tutti quelli che ti temono. Sorgi ed esulta per i figli dei giusti, tutti presso di te si raduneranno e benediranno il Signore dei secoli. Beati coloro che ti amano, beati coloro che esulteranno per la tua pace. Beati coloro che avranno pianto per le tue sventure: gioiranno per te e vedranno tutta la tua gioia per sempre. Anima mia, benedici il Signore, il grande re, perché Gerusalemme sarà ricostruita come città della sua dimora per sempre. Beato sarò io, se rimarrà un resto della mia discendenza per vedere la tua gloria e dare lode al re del cielo. Le porte di Gerusalemme saranno ricostruite con zaffiro e con smeraldo e tutte le sue mura con pietre preziose. Le torri di Gerusalemme saranno ricostruite con oro e i loro baluardi con oro purissimo. Le strade di Gerusalemme saranno lastricate con turchese e pietra di Ofir. Le porte di Gerusalemme risuoneranno di canti di esultanza, e in tutte le sue case canteranno: “Alleluia! Benedetto il Dio d’Israele e benedetti coloro che benedicono il suo santo nome nei secoli e per sempre!”».]
VANGELO Mt 26, 14-16
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.
Tobia
Il testo di oggi è davvero un capolavoro. È una serie di benedizioni ma anche una serie di maledizioni che Tobi, dopo aver recuperato la vista e il figlio, pronuncia.
Anzitutto la benedizione è per Dio, nelle cui mani è la storia di ogni uomo. Tobi dice apertamente e chiaramente che tutto ha un senso, se riletto con gli occhi di Dio. Nelle sue mani è la capacità di abbassare e di esaltare, la capacità di accompagnare l’uomo nei momenti dei sentieri tortuosi e quella di riscattare una situazione che sembrava ormai persa.
In secondo luogo la benedizione è per Dio che guida Israele. È un secondo grado, una seconda professione di fede. Dio non solo tiene in mano la storia personale di ciascuno, ma tiene in mano la storia di tutti, dei popoli, delle nazioni. Ecco perché Dio va lodato! Occorre lodare Dio perché anche ciò che le nazioni compiono, è comunque nella sua volontà e sotto il suo dominio.
Tobi sa bene che il destino di Israele è nelle mani di Dio e giunge a capire che ciò che sta vivendo lui insieme ai suoi fratelli di fede, ovvero l’esilio, è per i molti peccati di tutti, soprattutto per la mancanza di fede che è nel cuore di molti.
Questa benedizione, questo accompagnamento che Dio offre a tutti diventa richiesta ancora più forte di conversione. Non c’è altro modo di uscire da quella pagina difficile che è l’esilio se non la conversione a Dio, re e centro di tutti i cuori.
Con vivo senso profetico, Tobi dichiara di sapere che proprio da Israele uscirà quella benedizione universale che illuminerà ogni uomo e professa di essere in attesa proprio di questo segno di Dio.
Per questo sono maledetti tutti coloro che allontanano da Dio, tutti coloro che portano lontano dal Signore, tutti coloro che portano lontano dalla fede.
Al contrario è beato chi cerca la pace del Signore, chi trasmette la fede, chi vive un vivo senso di fede e lo fa vivere agli altri.
Infine, come abbiamo sentito, l’invito è alla propria anima, perché si associ al coro di tutti coloro che già benedicono il Signore Dio, popolo di credenti che non attende altro che di entrare nella Gerusalemme celeste.
L’importanza di una benedizione – invito alla riflessione
Terminando i primi giorni di questa settimana, vorrei che tutti cercassimo di prendere parte a questa benedizione. Vorrei che tutti imparassimo davvero che il nostro compito è quello di benedire Dio. I prossimi giorni, i giorni del Triduo, potrebbero proprio essere i giorni nei quali cercare di vivere tutte quelle dimensioni, tutte quelle coordinate della benedizione che abbiamo cercato di approfondire in questa Quaresima. Cosa siamo chiamati a fare nei prossimi giorni? Potremmo rispondere in vario modo. Credo che una sintesi di tutti gli atteggiamenti potrebbe essere questa: impariamo a benedire il Signore. Impariamo a pronunciare la nostra benedizione per quello che il Signore compie nella storia, la nostra benedizione per le cose belle che sono nella nostra vita, la nostra benedizione per le cose che, più da vicino, ci rallegrano. La nostra benedizione dirà anche la qualità della nostra preghiera. Lasciamo che queste parole, oggi, invadano il nostro cuore. Come indicavo anche ieri, sarebbe molto bello se noi tutti potessimo stare qualche istante davanti al Crocifisso per rileggere questa parola e per dire a Dio la nostra benedizione per quello che compie per noi.
Benediciamo non solo per le cose personali, ma per la salvezza che viene a noi tutti da Cristo Signore, da Gesù che domani contempleremo nel cenacolo, dopodomani sulla Croce, sabato nel sepolcro e domenica nella luce sfolgorante della Santa Pasqua.
Per noi e per il nostro cammino
- Quale benedizione posso pronunciare io, oggi, di fronte al crocifisso?
- Come rileggo la storia mia, del mio popolo, del mondo, se la guardo con gli occhi di Cristo Signore?
- Come posso vivere questa benedizione che viene dalla Croce nei giorni del Triduo santo?