venerdì 27 marzo

Settimana della quinta domenica di Quaresima – venerdì

Introduzione

È l’ultimo venerdì di Quaresima di quest’anno. Settimana prossima sarà il venerdì santo e celebreremo la passione del Signore. Lasciamo che, ancora un’ultima volta, questi testi sacri ci aiutino e ci guidino ad entrare in relazione autentica e sincera con la passione del Signore della quale facciamo oggi memoria.

La Parola di Dio 

La parola è disponibile nel libretto del vespero

La Parola di Dio

Il sangue.

Come anche negli altri venerdì che già abbiamo vissuto, c’è un tema unico e centrale nelle Scritture che abbiamo ascoltato: il sangue.

È evidentissimo nelle prime tre Scritture, che ci hanno tutte parlato del sangue della purificazione, partendo dal sangue sparso sull’architrave delle case degli ebrei durante la notte della strage dei primogeniti.

Per finire, anche se non era esplicitamente citato, con il riferimento al sangue del servo del Signore che è Gesù, che nel suo sangue riconcilia il creato con Dio.

Il Primo Testamento è pieno di rimandi al sangue. Così come il Nuovo Testamento trova proprio nel sangue del Signore uno dei suoi punti più alti. Perché proprio il sangue?

Anzitutto, per tutto il Primo Testamento, il sangue è simbolo stesso di vita. Ecco perché è uno dei simboli centrali della Scrittura. In sintesi potremmo dire che il Primo Testamento insegna che il sangue è qualcosa di sacro. Il sangue dell’uomo, anzitutto, perché la sua vita è sacra davanti a Dio. Sacra perché da Lui voluta, da Lui difesa, a Lui deve tornare.

Ma anche il sangue degli animali, che deve essere simbolo di salvezza. È per questo che con il sangue si toccano le cose sacre; con il sangue si aspergono gli ambienti da santificare; con il sangue si aspergono persino le persone, perché il sangue degli agnelli immolati a Dio è simbolo di salvezza.

Così è anche nel Nuovo Testamento. L’attenzione è tutta sul sangue del Signore, che diventa ciò che rende vere quelle parole che nel Primo Testamento erano state date solo come segno.

È il sangue del Signore che dona la salvezza. È il sangue del Signore che toglie il peccato del mondo. È il sangue del Signore ad essere il sangue del vero agnello che, immolato, riconcilia il mondo con il Padre. È il sangue di Cristo che deve essere messo al centro della celebrazione che nascerà dalla sua Pasqua, insieme al pane, perché pane e vino, corpo e sangue siano comunione con i credenti che entreranno in relazione di salvezza con Dio grazie al sangue versato e al corpo donato del Signore.

Il sangue è dunque un elemento preziosissimo sia del Primo che del Nuovo Testamento e diviene un simbolo centrale della Pasqua sia ebraica che cristiana. Quello che, nel Primo Testamento, era visto come un simbolo da custodire, nel Nuovo Testamento diventa realtà nella persona di Cristo.

Quello che nel Primo Testamento era solo un richiamo simbolico, diventa nel Nuovo Testamento il segno della verità di tutto ciò che era stato insegnato e che, ora, giunge alla sua pienezza.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Come guardo a questo simbolo?
  • Cosa rappresenta per me il sangue?
  • Come mi relaziono al sangue di Gesù?

Credo che anche per noi il richiamo del sangue sia assolutamente singolare. Anche noi tutti avvertiamo che il sangue è qualcosa di sacro. Quando vediamo una guerra, un attentato, un omicidio, parliamo di spargimento di sangue, avvertendo che la sacralità della vita non dovrebbe permettere questi fatti che, pure, insanguinano il nostro mondo. Quando vediamo anche una strage di animali, sentiamo che qualcosa si muove dentro di noi, perché capiamo che anche il loro spargimento di sangue, quando è inutile, è dannoso, non è rispettoso della loro vita e nemmeno della loro dignità. Insomma, davanti al sangue anche noi ci fermiamo pensierosi.

Ecco, proprio per questo vorrei che, nei prossimi giorni, pensassimo più spesso al sangue di Cristo. Forse non ci pensiamo abbastanza quando veniamo a Messa. Forse quando consacriamo il calice, ascoltiamo le parole del sacerdote un po’ come qualcosa di scontato, come qualcosa che sappiamo e, per questo, possiamo anche non prestare la massima attenzione. Le Scritture di oggi ci dicono che non può essere così. Se il sangue dell’uomo ci richiama la sacralità della vita, quanto più il sangue di Cristo deve lasciarci non indifferenti! Credo che fare attenzione a come celebriamo la Messa, fare attenzione a come ci relazioniamo al calice della benedizione, sarà un modo ottimo per suscitare in noi la massima attenzione mentre celebriamo i riti santi della Pasqua.

Davanti al sangue del Signore tutti dobbiamo dire: il Signore si immola per me! Il Signore versa il suo sangue per me! Il sangue che vedo sulla Croce è stato dato per me, per la mia vita, per la salvezza della mia anima, a causa del mio peccato… dovremmo tutti commuoverci di fronte a Cristo che gronda sangue, perché dovremmo tutti percepire il valore del sangue dato per la salvezza dell’uomo. Impariamo a commuoverci davanti al Sangue del Signore: ci sentiremo più partecipi della Pasqua e della salvezza eterna che il Signore viene a donare.

Relazionarsi alla Pasqua del Signore; custodia della liturgia; fatica e gioia nella vita di fede; guardare a Gerusalemme; la preziosità del sangue sono i temi che, quest’anno, hanno contraddistinto la nostra celebrazione dei venerdì di Quaresima.

Mentre ringraziamo il Signore per la profondità delle catechesi bibliche ricevute, chiediamo al Signore di saperle custodire, perché davvero la prossima settimana abbia il sapore di una settimana autenticamente cristiana.

2026-03-21T15:05:18+01:00