sabato 27 giugno

Settimana della 4 domenica dopo Pentecoste – sabato 

La spiritualità di questo giorno

Seguire Gesù buon pastore. Vorrei concludere così la settimana prima di entrare nella domenica e nella festa dei santi Pietro e Paolo che ci aiuterà a concludere bene questo mese di giugno.

La Parola di questo giorno

LETTURA Lv 23, 26-32
Lettura del libro del Levitico

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una riunione sacra, vi umilierete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. In quel giorno non farete alcun lavoro, poiché è il giorno dell’espiazione, per compiere il rito espiatorio per voi davanti al Signore, vostro Dio. Ogni persona che non si umilierà in quel giorno sarà eliminata dalla sua parentela. Ogni persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro io la farò perire in mezzo alla sua parentela. Non farete alcun lavoro. Sarà per voi una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Sarà per voi un sabato di assoluto riposo e dovrete umiliarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera seguente, farete il vostro riposo del sabato».

SALMO Sal 97 (98)

Acclamate al nostro re, il Signore.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani. R

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA Eb 9, 6b-10
Lettera agli Ebrei

Fratelli, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda. Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: si tratta soltanto di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.

VANGELO Gv 10, 14-18
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Levitico

Abbiamo sentito le lunghe e precise prescrizioni del Levitico. Un testo molto forte che ci ha ricordato come, nella prima alleanza, tutto fosse dettato in maniera molto minuziosa. Nulla doveva essere lasciato al caso. Per questo cose, luoghi, persone sono precisamente descritti e altrettanto precisamente normati.

Ebrei

Molto opportunamente la lettera agli Ebrei ci ha ricordato che si tratta di cose. Le prescrizioni del Primo Testamento sono tutte sulle cose. Altra è la nuova alleanza. La nuova alleanza introduce l’incontro personale con Cristo, l’ascolto della sua parola, il cibarsi del suo corpo e del suo sangue. È tutto su un altro piano. Non più quello delle cose, non più quello dei simboli, ma quello della verità. La verità dell’incontro con Cristo che guida le anime verso la vita eterna.

Vangelo

Tema, questo, del Vangelo. La parabola del buon pastore è una delle pagine più note del Vangelo. Gesù afferma, con chiarezza, di essere il buon pastore, colui che è venuto per donare la sua parola di vita e per donare al mondo la conoscenza del Padre. Conoscenza personale che, certo, ha ancora bisogno di mediazioni, non potrebbe essere altrimenti e, tuttavia, non più le mediazioni del Primo Testamento. Tutto è superato nella visione di Cristo che, da buon pastore, introduce nella verità dell’incontro con il Padre.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi viviamo di questo incontro personale con Cristo che ci introduce al Padre. Diverse le sottolineature che possiamo fare in questo fine settimana.

Anzitutto quella che viene dal Vangelo: ciò che conta non sono le cose, ma l’incontro. Ciò che più conta nella fede non è il mettersi dentro uno schema preordinato di minuziose norme, ma il lasciare che il cuore sappia intravedere la luce di Cristo, che viene, appunto, per illuminare, sostenere, guidare il cammino di tutti verso l’eternità. Questo mese che è stato il mese del Corpus Domini e del Sacro Cuore ce lo ha detto con particolare forza e verità.

In secondo luogo, noi celebreremo dopodomani la festa solenne dei santi Pietro e Paolo, già anticipata a domani nella chiesa di San Pietro. È una festa che ci parla dell’essenzialità della sequela del Signore. Senza questa sequela non daremo corpo alla nostra fede. La nostra fede non è un sapere, né un puro celebrare. La nostra fede è un seguire Cristo vivo, risorto, presente in mezzo a noi.

In terzo luogo domani accogliamo anche due amici: don Lorenzo e don Giuseppe che celebrano la loro prima Messa nella nostra comunità. È un giorno bellissimo che ci richiama la forza del sacerdozio. Un giorno del tutto speciale, che ci ricorda che noi siamo tutti chiamati alla sequela. Certo c’è chi lo fa in modo particolare, c’è chi dona la vita a Cristo. Ci sono, poi, altri modelli, altre forme per dire l’unica sequela del Signore. Ciò che conta è, appunto, che ciascuno segua Cristo buon pastore, secondo quello che può intendere, secondo quello che può fare, secondo quello che gli è dato. Tutti in modo diverso eppure tutti in un modo solo: quello dell’apertura del cuore a Colui che regna nei cuori.

Chiediamo questa grazia al Buon Pastore: la grazia di saper continuare il nostro cammino di sequela, che è fatto anche di conoscenza e di rispetto di alcune norme, che è fatto anche di utilizzo dei simboli e delle cose della fede, ma, soprattutto, è fatto di adesione personale al Signore. Quell’adesione che si vive e si rinnova nel cuore in ogni Eucarestia. Maria, che abbiamo onorato anche in questo mese in diverse forme e, soprattutto, nella festa del suo Cuore Immacolato, continui a donarci la voglia e il desiderio di metterci alla sequela del Figlio suo. Sarà questo il modo per essere vicini al Signore che, da buon pastore, guida i nostri passi con pazienza e con fortezza verso quell’incontro con Lui, principio e fine di ogni realtà creata.

2026-06-20T08:18:01+02:00