giovedì 27 agosto

Settimana della domenica che precede il martirio – giovedì 

La spiritualità di questo giorno

L’importanza degli uomini semplici, degli amici di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Mac 10, 1-2. 15-21
Lettura del primo libro dei Maccabei

Nell’anno centosessanta Alessandro Epìfane, figlio di Antìoco, s’imbarcò e occupò Tolemàide, dove fu ben accolto e cominciò a regnare. Quando lo seppe, il re Demetrio radunò un esercito molto grande e gli mosse contro per fargli guerra. Il re Alessandro seppe dell’ambasciata che Demetrio aveva mandato a Giònata; gli narrarono anche le battaglie e gli atti di valore che egli e i suoi fratelli avevano compiuto e le fatiche sopportate. Allora disse: «Troveremo un altro come lui? Facciamocelo amico e nostro alleato». Scrisse e spedì a lui questa lettera: «Il re Alessandro al fratello Giònata, salute! Abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re – gli aveva inviato anche la porpora e la corona d’oro – perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi». Giònata indossò le vesti sacre nel settimo mese dell’anno centosessanta, nella festa delle Capanne, arruolò soldati e fece preparare molte armi.

SALMO Sal 30 (31)

In te, Signore, mi sono rifugiato.

Tendi a me il tuo orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi. R

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Tu hai in odio chi serve idoli falsi,
io invece confido nel Signore. R

Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le angosce della mia vita
non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai posto i miei piedi in un luogo spazioso. R

VANGELO Mt 11, 7b. 11-15
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Maccabei

La storia, lo sappiamo molto bene, la scrive, normalmente, chi conta. È per questo che, quando studiamo le pagine di storia del periodo a cui si riferiscono queste letture, noi impariamo bene i nomi dei grandi re, come erano forti i grandi eserciti, le battaglie che vinsero… insomma tutte quelle cose che hanno poi avuto un ruolo nel loro tempo ed hanno determinato i tempi successivi. È normale che sia così. Il libro dei Maccabei, invece, ci parla di un amico di Dio, di un uomo che diventa sommo sacerdote secondo i riti e le prescrizioni del Primo Testamento. Chi mai lo ricorda? La sua opera dove è scritta? Chi ha riconosciuto la sua importanza? Pochi, pochissimi. Forse nemmeno molti del popolo ebraico parrebbero dire qualcosa della sua storia. Eppure, ci sta comunicando il testo biblico, la sua opera, la sua figura, sono stati determinanti. Senza questo piccolo “sommo sacerdote” le cose sarebbero andate diversamente. Nella storia ci sono i piccoli, gli uomini e le donne che rimangono invisibili perché non fanno atti grandi. Eppure, con la loro fede, salvano il mondo.

Vangelo

Che importanza ha, nella storia, Giovanni il Battista? Pare proprio nessuna! Se chiedessimo in giro chi è Giovanni Battista, forse faremmo fatica anche a trovare nel popolo cristiano chi lo conosce, chi sa chi è, chi sa cosa ha fatto. Fuori del popolo cristiano, penso che proprio nessuno lo conosca. Come mai, se è vero che Gesù stesso lo chiama “il più grande tra i nati dei figli di donna”? La risposta è molto semplice. La grandezza di Giovanni nasce dalla sua fede. Nel suo tempo è stato grande perché ha capito dove Dio portava il suo popolo. La grandezza di Giovanni non deriva dalle cose che ha fatto, dalle cose che può aver detto o introdotto nel popolo di Israele. La sua grandezza sta nel suo cuore: sempre pronto ad accogliere Dio. La sua grandezza sta nelle sue rinunce: un uomo che veste sobriamente, mangia sobriamente, si diverte sobriamente. La sua moderazione diventa esempio per tutti, non solo per il suo popolo. Giovanni è un grande perché introduce il Messia, Colui che cambia la storia del mondo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche oggi ci sono molte persone che fanno la storia. Credo che leggendo la storia dei Maccabei, tutti abbiamo pensato che la storia sempre si ripete. La storia è fatta di alleanze, è fatta di ricerca dei potenti, è fatta di tentativi di trovare il meglio con alleanze, trattati, reciprocità varie…

Eppure, oggi come ieri, ciò che conta è avere anche guide sagge ed appassionate che educhino alla fede. Mi pare che troppo spesso cerchiamo solo l’esperto di turno su un problema che ci sollecita e tralasciamo di guardare alla totalità della vita come dovremmo fare.

Forse anche noi non ci rendiamo conto di come la storia sia fatta dai piccoli, da quegli uomini e da quelle donne che sembrano insignificanti, eppure, con il loro esempio, la loro modalità di vivere, segnano la storia. Tra questi possiamo esserci anche noi. Non saremo Giovanni il Battista, non saremo come i Maccabei, ma, certamente, se troveremo il modo per essere persone sagge ed appassionate anche della loro fede, aiuteremo a scrivere quella storia dal basso di cui nessuno si accorge, ma che è più che mai reale. Cerchiamo di essere anche noi tra quegli uomini semplici e amici di Dio che sanno scrivere un pezzettino della storia del loro mondo e del loro tempo. Come anche Santa Monica. Che ruolo può avere avuto, nella storia, una donna, africana, che viene a vivere a Milano? Che poi muore mentre sta per tornare in Africa. Che importanza può avere avuto una donna che ha dedicato giorni e giorni a piangere aspettando la conversione del figlio? Non è anche lei una piccola, una povera, una persona di cui mai nessuno ascolterà la storia? Eppure eccoci qui, a ricordarla, a ricordare la sua storia, la sua vicinanza e la sua importanza nella vita del dottore della Chiesa più grande: Agostino. Chiediamo proprio a lei di farci incontrare la preziosità dell’insegnamento di suo figlio, strada maestra per arrivare a Dio.

2026-08-22T14:22:26+02:00