Settimana della 3 domenica dopo l’Epifania – Martedì
La spiritualità di questa settimana
Ricordiamo oggi S. Tommaso d’Aquino, la grande mente, il grande genio che ha illuminato non solo il suo tempo, il Medioevo, ma tutta la riflessione cristiana della teologia con la sua sapienza. Tanto che, poi, nel corso della storia, molti si sono rifatti a lui, per continuare ad indagare il mistero di Dio e per donare all’uomo certezza di fede in un cammino sempre insicuro. A lui chiediamo di intercedere per noi, mentre ci disponiamo a pregare soprattutto per i teologi che hanno il compito di continuare a mantenere viva l’intelligenza della fede tra noi e nella Chiesa.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 44, 1; 48, 1-14
Lettura del libro del Siracide
Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco. Come ti rendesti glorioso, Elia, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Tu hai fatto sorgere un defunto dalla morte e dagl’inferi, per la parola dell’Altissimo; tu hai fatto precipitare re nella perdizione, e uomini gloriosi dal loro letto. Tu sul Sinai hai ascoltato parole di rimprovero, sull’Oreb sentenze di condanna. Hai unto re per la vendetta e profeti come tuoi successori. Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell’amore, perché è certo che anche noi vivremo. Appena Elia fu avvolto dal turbine, Eliseo fu ripieno del suo spirito; nei suoi giorni non tremò davanti a nessun principe e nessuno riuscì a dominarlo. Nulla fu troppo grande per lui, e nel sepolcro il suo corpo profetizzò. Nella sua vita compì prodigi, e dopo la morte meravigliose furono le sue opere.
SALMO Sal 77 (78)
Splendido tu sei, o Signore.
Peccarono ancor
e non ebbero fede nelle sue meraviglie.
Allora consumò in un soffio i loro giorni
e i loro anni nel terrore.
Quando li uccideva, lo cercavano
e tornavano a rivolgersi a Dio. R
Ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore;
lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza. R
Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore;
ricordava che essi sono di carne,
un soffio che va e non ritorna. R
VANGELO Mc 4, 26-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Siracide
Il Siracide ci mostra, oggi, il ricordo del grandioso profeta Elia. Il suo ricordo è davvero una benedizione. Il Siracide ci aiuta a capire due cose. Egli fu punto di riferimento per il suo tempo, la sua parola infiammò il suo popolo, riuscì a portare nel cuore di tanti il pensiero di Dio. La sua parola era rovente, dice il testo, per indicare che seppe realmente spronare le coscienze. Di lui si ricorda anche il fatto che fu il solo profeta fedele a Dio e, nonostante questa sua posizione di minoranza, seppe svegliare la coscienza di molti, richiamando anche coloro che, pur proclamandosi profeti, erano passati ad altri culti, ad altri dei. Il Siracide invita così a non avere mai paura di quello che accade. Quando si è fedeli a Dio, ogni cosa è posta al sicuro, quando è presente la fede, ogni cosa trova il suo sicuro riferimento. Nemmeno si deve temere chi si oppone alla fede. Elia ricorda con chiarezza che nessun oppressore avrà mai la meglio. Dio continuerà ad essere presente nel cuore degli uomini fedeli e, attraverso di essi, a riaccendere la fede nel mondo.
Vangelo
Anche il Vangelo ci aiuta ad approfondire meglio e a capire meglio la grande figura di Elia. Che cosa è un profeta in un popolo che non ha più fede? Nulla. Un’inezia, un solo uomo che cosa potrà mai fare? Il Vangelo è chiaro: anche un piccolo seme può diventare un grande arbusto, che sa dare ombra nel tempo dell’estate e sa essere riparo per gli uccelli del cielo. Così Elia: dal piccolo seme della sua fede è nata una dedizione a tutto un popolo. Elia è diventato esempio per tutto il popolo e la sua fede è diventata richiamo per altri che, proprio grazie a lui, hanno ripreso un cammino di fede e di dedizione al Signore. Che poi la fede cresca come nessuno sa e nessuno può dire, è chiaro. Perché ci sono uomini di fede molto forte e uomini che non hanno nessuna fede? Perché ci sono tempi di fede e tempi in cui la fede si spegne? È un mistero. Nessuno lo sa. Solo tutto è nelle mani di Dio e Dio si serve anche della fede di un uomo per riaccendere la fede di molti.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Così come è capitato al tempo di Elia, è successo anche nel tempo di Tommaso. In un momento in cui la teologia era molto viva ma rischiava di perdersi in mille rivoli, l’intelligenza di Tommaso ha rimesso ordine, ha ridato le basi, ha permesso di ritrovare un centro attorno al quale ancorare tutto. Così credo che sia indispensabile nel nostro tempo. Tutti noi abbiamo assolutamente bisogno di un sapere teologico che sostiene i nostri passi. Ma abbiamo anche bisogno di una fede semplice, spicciola, che sa brillare nelle cose della vita, che sa rendere belli i giorni feriali, che sa mettere consolazione anche nelle difficoltà che, ogni giorno, attraversano la vita dell’uomo. Chiediamo, insieme, al Signore questa grazia per noi. Chiediamo al Signore di essere un poco come Elia. Può essere che il nostro esempio sia nascosto, piccolo, forse addirittura insignificante. Eppure la fede non passa mai inosservata. Dove ci sono uomini e donne di fede semplice, si riaccende, prima o poi, la fede anche negli altri. Poi, in secondo luogo, preghiamo anche per i teologi, perché sappiano tenere desta la fede tra noi e indichino passi per il futuro. A San Tommaso chiediamo tutto questo perché sia lui il nostro grande intercessore presso Dio.
Provocazioni
- Che esempio di fede sono?
- Cosa conosco della teologia? Prego per i teologi?
- Almeno in me la fede è un piccolo seme che porta frutto?