Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – martedì
La spiritualità di questo giorno
Oggi festeggiamo due martiri tipicamente ambrosiani! Nel senso che le loro spoglie mortali vennero trovate da Sant’Ambrogio che si dispose subito ad adorare e a far adorare le preziose reliquie. Potremmo intitolare la meditazione: il senso della misura.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Cr 14, 17 – 15, 4. 14-16. 25 – 16, 2
Lettura del primo libro delle Cronache
In quei giorni. La fama di Davide si diffuse in tutti i paesi, mentre il Signore lo rendeva terribile fra tutte le genti. Egli si costruì edifici nella Città di Davide, preparò il posto per l’arca di Dio ed eresse per essa una tenda. Allora Davide disse: «Nessuno, se non i leviti, porti l’arca di Dio, perché Dio li ha scelti come portatori dell’arca e come suoi ministri per sempre». Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i leviti. I sacerdoti e i leviti si santificarono per far salire l’arca del Signore, Dio d’Israele. I figli dei leviti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei leviti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia. Davide, gli anziani d’Israele e i comandanti di migliaia procedettero con gioia a far salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla casa di Obed-Edom. Poiché Dio assisteva i leviti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore, si sacrificarono sette giovenchi e sette arieti. Davide indossava un manto di bisso, come pure tutti i leviti che portavano l’arca, i cantori e Chenanìa, che dirigeva l’esecuzione. Davide aveva inoltre un efod di lino. Tutto Israele faceva salire l’arca dell’alleanza del Signore con grida, con suoni di corno, con trombe e con cimbali, suonando arpe e cetre. Quando l’arca dell’alleanza del Signore entrò nella Città di Davide, Mical, figlia di Saul, guardando dalla finestra, vide il re Davide ballare e far festa e lo disprezzò in cuor suo. Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantato per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio. Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore.
SALMO Sal 131 (132)
Il Signore ha scelto Sion per sua dimora.
Ricòrdati, Signore, di Davide,
di tutte le sue fatiche,
quando giurò al Signore,
al Potente di Giacobbe fece voto: R
«Non entrerò nella tenda in cui abito,
non mi stenderò sul letto del mio riposo,
finché non avrò trovato un luogo per il Signore,
una dimora per il Potente di Giacobbe». R
Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli. R
VANGELO Lc 11, 5-8
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono».
Cronache
Certo Davide non sembra avere un grande senso della misura! Fa una festa smisurata per aver preso Gerusalemme. Questo possiamo capirlo. Diventa un momento di festa per lui, per il suo popolo, per la sua gente. Diventa un momento importante per lui, per il suo popolo e anche per tutti coloro che si dedicano al servizio di Dio, dal momento che, secondo il rituale antico scritto dallo stesso Mosè, l’arca dell’Alleanza viene portata trionfalmente nella città. Poi la festa diviene smisurata perché Davide, praticamente mezzo nudo, si mette a danzare e a ballare in mezzo alla gente. Di per sé ha ragione una delle sue mogli: non si fa così! Tutti noi avremmo detto la stessa cosa e, probabilmente, al suo posto avremmo organizzato una parata con tutti gli onori e non una cosa di quel genere. Manca davvero il senso della misura.
Vangelo
Così anche nel Vangelo si sottolinea la stessa cosa. Manca il senso della misura a chi va a chiedere qualcosa a mezzanotte a casa di qualcun altro. Noi stessi lo capiamo e, nelle medesime situazioni, ci guarderemmo bene dal fare una cosa di questo genere. C’è un senso del rispetto che non viene osservato, c’è un senso della misura che viene a mancare. Come è possibile che uno disturbi tutta una famiglia, anche se l’intento di accoglienza di un amico può essere ottimo? Capiamo bene che c’è qualcosa che non va, se ci mettiamo a ragionare dal punto di vista umano.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Mi pare che qualcosa del genere ci dicano anche i santi martiri. Sempre il martirio è testimonianza di un amore fuori misura, di un amore senza regole, di qualcosa di straordinario. Di fronte al martirio, spesso, noi tutti ci chiediamo: ma era proprio necessario? Dovevano proprio esporsi al pericolo i santi martiri? Non sarebbe stato più prudente nascondersi, evitare, rinunciare a qualcosa pur di avere salva la vita? Avrebbero poi potuto continuare in altro modo a dare testimonianza… Tutti ragioniamo più o meno così, non capendo che, invece, è proprio di chi ama come Dio essere senza misura. Davide è senza misura non perché si mette in mostra davanti al suo regno, ma perché il suo modo di fare vuole dire che, in lui, c’è qualcosa che lo spinge ad amare come Dio. Così è nel racconto evangelico. Chi si appresta a fare come l’uomo della parabola che si alza per dare quanto occorre ad un amico nel mezzo della notte, testimonia un cuore generoso, senza limiti, un amore che sa spendersi anche quando è difficile, o non conviene, o non sarebbe esigibile. Così anche i santi martiri: essi ci dicono sempre che il loro modo di amare è stato come quello di Cristo. Non si sono tirati indietro, non si sono lasciati coinvolgere in un modo di pensare mondano, perché hanno saputo amare come Dio, si sono messi nella stessa posizione di Cristo, hanno saputo amare come Lui ha amato.
Le letture e la memoria di oggi, quindi, ci dicono, ci invitano ad essere un po’ anche noi gente senza misura. Gente che non sta a misurare se conviene o non conviene quando si tratta di fare una scelta per amore degli altri. Se si riconosce che quello è un modo di amare possibile, allora conviene buttarsi! Le Scritture e le memorie dei santi ci dicono che chi ama secondo il cuore di Cristo, ama senza misura. È proprio questo l’insegnamento di tutta la Scrittura, in modo unanime. Oggi chiediamo, quindi, insieme e per noi questa grazia, per essere sempre gente che non si tira indietro, ma che sa anche rischiare quando si tratta di dare una testimonianza di amore che serva al prossimo. Maria ci aiuti e ci guidi, lei che per prima ha amato senza misure e senza compromessi.