Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – lunedì
La spiritualità di questo giorno
Anche questa ultima settimana del mese è ricca di celebrazioni di memorie di santi. I Santi Nazaro e Celso, i santi fratelli Lazzaro, Maria e Marta, Sant’Ignazio di Loyola e poi, iniziando il mese di agosto, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori che ci introduce nel perdono di Assisi, sono le ricorrenze previste dal calendario dei prossimi giorni. Oggi mi piace rileggere le due Scritture a partire dalla preghiera di Gesù.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Cr 11, 1-9
Lettura del primo libro delle Cronache
In quei giorni. Tutti gli Israeliti si raccolsero intorno a Davide a Ebron e gli dissero: «Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore, tuo Dio, ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele; tu sarai capo del mio popolo Israele”». Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore, ed essi unsero Davide re d’Israele, secondo la parola pronunciata dal Signore per mezzo di Samuele. Davide con tutto Israele andò a Gerusalemme, cioè Gebus, dove c’erano i Gebusei, abitanti della regione. Gli abitanti di Gebus dissero a Davide: «Tu qui non entrerai». Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la Città di Davide. Davide aveva detto: «Chi colpirà per primo i Gebusei diventerà capo e principe». Salì per primo Ioab, figlio di Seruià, che divenne così capo. Davide si stabilì nella rocca, che perciò fu chiamata Città di Davide. Egli fortificò la città tutt’intorno, dal Millo per tutto il suo perimetro; Ioab restaurò il resto della città. Davide andava crescendo sempre più in potenza e il Signore degli eserciti era con lui.
SALMO Sal 88 (89)
Dio è fedele e protegge il suo servo.
Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
«Ho portato aiuto a un prode,
ho esaltato un eletto tra il mio popolo. R
Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza. R
La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
Farò estendere sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra». R
VANGELO Lc 11, 1-4
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
Vangelo
Forse, quando leggiamo questa pagina di Vangelo, ci viene da dire che la sappiamo già a memoria! In effetti c’è sempre qualche fedele che si mette a ripetere il padre nostro mentre il sacerdote lo legge dal Vangelo, quasi in automatico, per abitudine, non certo con l’intento di disturbare la celebrazione. Così facendo, tuttavia, rischiamo di perdere un po’ il senso del Vangelo stesso. Gesù ha voluto mettersi in atteggiamento di calma, di pace, prima di insegnare ai suoi discepoli questa preghiera, nella quale ha voluto insegnare a tutti che, quando si entra in un atteggiamento di preghiera, ciò che più conta è mettersi nella disposizione di “fare la volontà del Padre”. Gesù ha voluto tutti i giorni sentirsi in comunione con il Padre e realizzare la sua volontà. La volontà del Padre è che tutti si salvino per mezzo di lui. Nel Vangelo di Giovanni, nei capitoli che ci parlano dell’ultima intensissima preghiera di Gesù, egli lo dice molto esplicitamente. Dunque il Signore si mette nella disposizione della comunione con il Padre per fare la sua volontà e da lì inizia quel dialogo interiore profondissimo e inaccessibile di cui i discepoli rimangono ammirati. Noi non sapremo mai il vero contenuto della preghiera di Gesù al Padre. Sappiamo però solo questo, che era una preghiera che attraeva, una preghiera luminosa, una preghiera che suscitava, in chi vedeva Gesù pregare, il desiderio di fare altrettanto, il desiderio di mettersi in comunione con il Padre.
Cronache
Così capiamo anche la prima pagina che non è solo un resoconto storico, né, tantomeno, il racconto di una guerra. Davide ci aiuta a capire che anche quell’impresa, anche quel momento di difficoltà grandissimo che, poi, lo portò a prendere Gerusalemme e a farne la capitale del suo regno ed anche la sua residenza, furono da lui vissuti con spirito di intensissima preghiera. Davide chiese a Dio quale fosse la sua volontà, chiese al Padre di tutti di poter capire cosa gli stesse chiedendo in quel momento preciso della sua vita. Davide non marcia come un re che deve mettere in mostra la sua forza, non è un uomo che vuole dare sfoggio di sé, non è un uomo che vuole confidare nelle sue forze o in quelle del suo esercito. Davide si affida a Dio. Capirà poi, dal risultato di quell’impresa, che la città è caduta nelle sue mani non tanto per la strategia militare, non tanto per l’astuzia sua o dei suoi generali, ma per la volontà di Dio che metteva così le basi per quell’espansione territoriale del popolo ebraico che garantiva a Davide di sentirsi benedetto da Dio. La pagina, dunque, non è un resoconto storico ma spirituale. Davide ci viene descritto come un uomo di preghiera e come un uomo che fa la volontà di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
A noi tutti, oggi, sono chieste due meditazioni diverse.
Anzitutto quella di entrare nel clima della preghiera di Gesù o di Davide. In questo momento, al centro dell’estate, noi tutti facciamo un po’ fatica, più del solito. Ci raggiunge una certa apatia, una certa non voglia, per cui, spesso e per molti, l’estate diventa un po’ il momento di un minimo spirituale che ci fa mantenere vivo giusto il minimo sindacale. Il richiamo è, allora, in questa prima direzione ed è un richiamo a non lasciar mai perdere la vita interiore, la vita di preghiera, perché è da qui che passa tutta la nostra relazione con Dio.
La seconda: impariamo che entrare nel segreto della volontà del Padre significa guardare alla meta della salvezza della nostra anima. È in funzione di questa meta che, poi, si capiscono o diventano importanti i piccoli gradini intermedi, che ci aiutano a capire in che direzione andare e cosa dobbiamo concretamente fare.
Oggi vi suggerirei di mettervi a pregare il Padre nostro con questa disposizione del cuore, cercando una dimensione di unione con Dio sempre più profonda e chiedendo al Signore cosa fare concretamente oggi per vivere la nostra personale partecipazione alla sua volontà di salvarci.