Settimana della domenica che precede il martirio – lunedì
La spiritualità di questo giorno
Questa settimana è particolare non solo perché è quella che segna la fine di molte attività estive e il rientro di molti nelle città ma, liturgicamente, è la settimana della domenica che precede il martirio e che contiene questa festa importante spartiacque del calendario ambrosiano. La memoria di Sant’Agostino e del beato Schuster impreziosiscono il calendario di questi giorni nei quali leggeremo il secondo libro dei Maccabei, lettura forse un poco difficile, ma assolutamente affascinante.
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Mac 3, 1-8a. 24-27. 31-36
Lettura del secondo libro dei Maccabei
In quei giorni. Nel periodo in cui la città santa godeva completa pace e le leggi erano osservate perfettamente per la pietà del sommo sacerdote Onìa e la sua avversione al male, gli stessi re avevano preso a onorare il luogo santo e a glorificare il tempio con doni insigni, al punto che anche Selèuco, re dell’Asia, provvedeva con le proprie entrate a tutte le spese riguardanti il servizio dei sacrifici. Ma un certo Simone, della tribù di Bilga, nominato sovrintendente del tempio, venne a trovarsi in contrasto con il sommo sacerdote intorno all’amministrazione della città. Non riuscendo a prevalere su Onìa, si recò da Apollònio di Tarso, che in quel periodo era governatore della Celesiria e della Fenicia, e gli riferì che il tesoro di Gerusalemme era colmo di ricchezze immense, tanto che l’ammontare delle somme era incalcolabile e non serviva per le spese dei sacrifici; era quindi possibile trasferire tutto in potere del re. Apollònio si incontrò con il re e gli riferì delle ricchezze a lui denunciate; quegli designò Eliodòro, l’incaricato d’affari, e lo inviò con l’ordine di effettuare la confisca delle suddette ricchezze. Eliodòro si mise subito in viaggio. Ma appena fu arrivato sul posto con gli armati, presso il tesoro, il Signore degli spiriti e di ogni potere si manifestò con un’apparizione così grande, che tutti i temerari che avevano osato entrare, colpiti dalla potenza di Dio, si trovarono stremati e atterriti. Infatti apparve loro un cavallo, montato da un cavaliere terribile e rivestito di splendida bardatura, il quale si spinse con impeto contro Eliodòro e lo percosse con gli zoccoli anteriori, mentre il cavaliere appariva rivestito di armatura d’oro. Davanti a lui comparvero, inoltre, altri due giovani dotati di grande forza, splendidi per bellezza e meravigliosi nell’abbigliamento, i quali, postisi ai due lati, lo flagellavano senza posa, infliggendogli numerose percosse. In un attimo fu gettato a terra e si trovò immerso in una fitta oscurità. Allora i suoi lo afferrarono e lo misero su una barella. Subito alcuni compagni di Eliodòro pregarono Onìa che supplicasse l’Altissimo e impetrasse la grazia della vita a costui che stava irrimediabilmente esalando l’ultimo respiro. Il sommo sacerdote, temendo che il re avrebbe potuto sospettare che i Giudei avessero teso un tranello a Eliodòro, offrì un sacrificio per la salute di costui. Mentre il sommo sacerdote compiva il rito propiziatorio, apparvero di nuovo a Eliodòro gli stessi giovani adorni delle stesse vesti, i quali, restando in piedi, dissero: «Ringrazia ampiamente il sommo sacerdote Onìa, per merito del quale il Signore ti ridà la vita. Tu poi, che hai sperimentato i flagelli del Cielo, annuncia a tutti la grande potenza di Dio». Dette queste parole, disparvero. Eliodòro offrì un sacrificio al Signore e innalzò grandi preghiere a colui che gli aveva restituito la vita, poi si congedò da Onìa e fece ritorno con il suo seguito dal re. Egli testimoniava a tutti le opere del Dio grandissimo, che aveva visto con i suoi occhi.
SALMO Sal 9 (10)
Narrate a tutti i popoli le opere di Dio.
Il malvagio si vanta dei suoi desideri,
l’avido benedice se stesso.
Nel suo orgoglio il malvagio disprezza il Signore:
«Dio non ne chiede conto, non esiste!»;
questo è tutto il suo pensiero. R
Le sue vie vanno sempre a buon fine,
troppo in alto per lui sono i tuoi giudizi:
con un soffio spazza via i suoi avversari.
Egli pensa: «Non sarò mai scosso,
vivrò sempre senza sventure». R
Sorgi, Signore Dio, alza la tua mano,
non dimenticare i poveri.
Spezza il braccio del malvagio e dell’empio,
cercherai il suo peccato e più non lo troverai.
Il Signore è re in eterno, per sempre. R
VANGELO Mc 1, 4-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
La scrittura
Quando la fede risplende, essa suscita nemici di ogni genere. Penso che potremmo riassumere così la prima lettura. Lo abbiamo sentito con chiarezza. A Gerusalemme è la figura del sommo sacerdote Onia a tenere banco. Poiché egli è un sacerdote santo, con la sua fede conquista tutti. Non senza una nota di ironia l’autore sacro diceva che anche il re, convinto dalla forza della fede di Onia, frequentava santamente il tempio. Così pure come un re straniero, di formazione greca, convinto dalla purezza dei suoi costumi, manda offerte per tutto ciò che concerne il culto. Sembrerebbe tutto perfetto se non fosse per l’invidia. L’invidia di Simone che, da sovraintendente del tempio, non riuscendo a prevalere su Onia, incomincia a destare interesse circa il tesoro del tempio. Sono gli ingredienti di ogni storia contro la fede: invidia, ricerca di potere, soldi. Tutto viene orchestrato in modo tale che Onia perda il suo posto e il suo potere, ma abbiamo sentito che è un intervento prodigioso del cielo a salvarlo. È un’apparizione che sconvolge la vita di Eliodoro, inviato del re per la confisca dei tesori. Costui giace folgorato da questa apparizione che ci viene descritta con gli stilemi classici delle apparizioni solenni: uomini a cavallo, figure imperiose, tenebre che si diffondono, impossibilità di resistere ai colpi di costoro. Ci veniva per altro detto che solo l’intervento della preghiera del sommo sacerdote Onia riesce a ripristinare la salute di Eliodoro. In una successiva apparizione, Onia viene indicato come colui al quale si deve il ripristino della condizione di salute dell’inviato del re.
Certo un racconto, certo un’apparizione da interpretare, ma io credo che questa pagina ci stia dicendo due cose che rimangono fondamentali verità:
- La preghiera è una potenza invincibile. La preghiera fatta con fede, la preghiera che si rivolge direttamente a Dio con purezza, ha una sua efficacia che non può essere tolta da nulla. Abbiamo dedicato tutto lo scorso anno pastorale a questa riflessione. Oggi ne comprendiamo bene tutte le sfumature.
- L’importanza della preghiera di intercessione: quando un uomo di Dio presenta a Dio il sacrificio della preghiera solenne, tutto è possibile. Anche su questo aspetto della preghiera abbiamo riflettuto con abbondanza lo scorso anno.
- Quando la fede è limpida si scatena contro la fede ogni sorta di persecuzione. Ma non bisogna temere: Dio è aiuto e conforto.
Se provate a pensare questi sono anche i cardini della storia di Giovanni il Battista che rileggiamo nella settimana in cui ricordiamo il suo martirio.
Un ringraziamento
Alla fine dell’estate è bello, per noi tutti, rileggere e soprattutto meditare ancora sull’importanza della preghiera e sulla sua forza. Credo che sia davvero molto bello per noi chiudere anche questa ultima settimana del tempo estivo, prima che ricomincino le attività dell’anno, ricordandoci di quanto è importante la preghiera nella nostra vita, in tutte le sue sfumature e possibilità. Ringraziamo il Signore che nuovamente ce lo ricorda.
Una richiesta
Direi di chiedere, insieme, al Signore, di farci sempre riscoprire la forza della preghiera. Specie quando abbiamo intenzioni di particolare portata da presentare a Dio.
Invito alla preghiera
Vi invito oggi a partecipare all’atteggiamento di Onia e quindi vi invito a disporvi alla preghiera secondo le vostre intenzioni o intercedendo per qualcuno, sorretti dalla certezza che il Signore non delude e non abbandona.