Martedì 29 agosto 2023

Settimana della domenica che precede il martirio – martedì – Martirio di San Giovanni il Precursore

La Parola di Dio 

LETTURA Is 48, 22 – 49, 6
Lettura del profeta Isaia

In quei giorni, Isaia disse: «Non c’è pace per i malvagi. Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. Mi ha detto: “Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria”. Io ho risposto: “Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio”. Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza – e ha detto: “È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”».

SALMO Sal 70 (71)

Sei tu, Signore, la difesa del giusto.

Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R

La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R

EPISTOLA Gal 4, 13-17
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, sapete che durante una malattia del corpo vi annunciai il Vangelo la prima volta; quella che, nella mia carne, era per voi una prova, non l’avete disprezzata né respinta, ma mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù. Dove sono dunque le vostre manifestazioni di gioia? Vi do testimonianza che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati anche gli occhi per darli a me. Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità? Costoro sono premurosi verso di voi, ma non onestamente; vogliono invece tagliarvi fuori, perché vi interessiate di loro.

VANGELO Mc 6, 17-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

La Scrittura

Oggi è il giorno proprio del martirio di San Giovanni, la cui narrazione storica ci è stata riferita dal Vangelo. È un episodio che tutti conosciamo molto bene e ci è stato riferito dall’evangelista con tutti questi particolari per farci comprendere come la storia di Giovanni e il suo martirio fossero un punto di riferimento per la prima Chiesa. La figura e la parola di Giovanni erano ritenuti così importanti che anche il suo martirio divenne, ben presto, punto di riferimento spirituale per tutti. È per questo che nel calendario ambrosiano ha una rilevanza così particolare. La figura di Giovanni ha sempre provocato i fedeli della Chiesa di Milano, perché il suo martirio ricorda a tutti che la verità è sempre messa alla prova, è sempre oggetto di invidie che suscitano persecuzione ed ostilità. La festa di San Giovanni nel suo martirio ha sempre ricordato ai fedeli di tutte le generazioni che, per vivere bene la fede stessa, occorre anche essere disposti a pagare di persona. Giovanni ha sempre fatto questo. Il suo stare nel deserto a servizio della Parola era già una provocazione. Il suo battezzare per il perdono dei peccati era un segno, non solo della grazia di Dio che viene donata a tutti, ma anche della sua dedizione e della sua missione totalmente a servizio di Dio. Giovanni, poi, con la sua parola, non smette di fustigare i potenti, anche il fratello del re. La sua parola è contro ogni disordine morale. La vita dissoluta di Erode e di tutti gli appartenenti alla sua dinastia non passava certo inosservata. Ma nessuno aveva il coraggio di dire niente. Giovanni trova questo coraggio e paga. Paga di persona. Paga per la chiarezza e per la purezza del suo insegnamento.

Per noi

A che punto siamo noi? Io credo che siamo ad un punto in cui tocca veramente a ciascuno di noi prendere posizione seria su alcuni risvolti della vita di fede in campo morale che richiedono davvero forza. Forza di fede, certamente, ma anche chiarezza nelle intenzioni ed anche coraggio. Coraggio e prontezza a pagare di persona la propria coerenza di vita. Moralmente parlando siamo in un tempo in cui occorre sostenere che va bene tutto! È accaduto anche questa estate più volte che, quando qualcuno è intervenuto sul tema, si è scatenato di tutto e si è invocato il principio per cui non siamo più nel Medioevo! Quindi, in sostanza, in campo affettivo/sessuale e in morale della famiglia va bene tutto. Una persona faccia pure quello che vuole. Se non ci sono illeciti, va bene tutto! Il Vangelo, la figura di Giovanni il Battista non sono minimamente di questo avviso. Un conto è il rispetto che si deve alle singole persone, che non è mai messo in discussione. Altra cosa è dire che va bene tutto! In campo morale non è così! Ci sono alcune implicazioni del Vangelo che hanno la loro importanza, che hanno il loro senso e che devono fungere anche da richiamo. Chi vive per il Signore, chi vive la vita come vocazione, chi trova nella fede l’alimento per i suoi giorni, non fa altro che prendere la Parola di Dio e derivare da essa tutti i principi morali che, poi, servono nella vita di ogni giorno e che devono essere declinati per illuminare le diverse situazioni del vivere. La chiarezza dell’insegnamento e della testimonianza deve esserci sempre. Che poi ci sia accoglienza, rispetto, senso di viva comprensione per chi pensa diversamente, è assolutamente altrettanto chiaro e doveroso. Che chi pensa diversamente possa anche fare un percorso di fede, è grazia di Dio, ma per quanto sta al credente, egli non viene meno ai principi in forza di una finta accoglienza. Finta perché è solo quando i principi sono chiari che l’accoglienza è vera. È solo quando le idee sono forti che ci si può aprire agli altri. È solo quando si è come Giovanni il Battista che riposa nel cuore di Dio che si può trovare vera accoglienza per tutti. Anche per chi sbaglia, anche per chi è fortemente peccatore e, per questo, più bisognoso della misericordia e della grazia di Dio. È proprio questo che Giovanni vorrebbe offrire anche ad Erode. Giovanni lo richiama perché si ravveda. Ma dove il sentimento non è libero, non c’è alcuno spazio per il cammino di fede.

Una richiesta

Oggi, nella nostra preghiera, dovremmo intercedere proprio per chi non ha più i valori della fede, ovvero per tutti quei cristiani che non sanno più far derivare dalla propria fede un comportamento morale serio, retto, vero. Soprattutto vorrei che, insieme, con quella forza della preghiera di cui abbiamo parlato ieri, intercedessimo per i nostri giovani che, come tutti ben sappiamo, si confrontano con un mondo che li confonde, li porta lontano dal Signore, non risparmia loro problemi e difficoltà, ovviamente nascosti sotto la bandiera del permissivismo e della modernità. Credo che tutti dovremmo pregare per questo, a condizione di avere però veramente ben fondato dentro di noi il senso morale. Senso morale che, comunque, viene solo dal dimorare nella Parola di Dio, come ha fatto Giovanni il Battista. Se questo ci manca, non potremo mai essere nemmeno noi i primi testimoni di un comportamento che dovrebbe rilucere per santità e purezza. Chiediamo al Signore questa grazia, chiediamola per l’intercessione di Giovanni il Battista, chiediamola per essere noi quelle piccole luci che rischiarano il mondo con richiami di verità e di amore.

2023-08-18T10:22:35+02:00