Sabato 29 marzo

Settimana della terza domenica di quaresima – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Ricordiamo l’itinerario del sabato battesimale di Quaresima:

1° sabato: il Battesimo dono di misericordia del Padre

2° sabato: il gesto dell’imposizione delle mani

3° sabato: il gesto dell’unzione

4° sabato: il Battesimo ai bambini

5° sabato: la consegna del Credo e la professione di fede

Cerchiamo oggi di riflettere su questo gesto del Signore trasmesso alla Chiesa per dare valore al nostro Battesimo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ez 20, 2-11
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, parla agli anziani d’Israele e di’ loro: Così dice il Signore Dio: Venite voi per consultarmi? Com’è vero che io vivo, non mi lascerò consultare da voi. Oracolo del Signore Dio. Vuoi giudicarli? Li vuoi giudicare, figlio dell’uomo? Mostra loro gli abomini dei loro padri. Di’ loro: Così dice il Signore Dio: Quando io scelsi Israele e alzando la mano giurai per la stirpe della casa di Giacobbe, apparvi loro nella terra d’Egitto e alzando la mano giurai per loro dicendo: “Io sono il Signore, vostro Dio”. Allora alzando la mano giurai di farli uscire dalla terra d’Egitto e condurli in una terra scelta per loro, stillante latte e miele, che è la più bella fra tutte le terre. Dissi loro: “Ognuno getti via gli abomini che sono sotto i propri occhi e non vi contaminate con gli idoli d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio”. Ma essi mi si ribellarono e non vollero ascoltarmi: non gettarono via gli abomini dei propri occhi e non abbandonarono gli idoli d’Egitto. Allora io decisi di riversare sopra di loro il mio furore e di sfogare contro di loro la mia ira, in mezzo al paese d’Egitto. Ma agii diversamente per onore del mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle nazioni in mezzo alle quali si trovavano, poiché avevo dichiarato che li avrei fatti uscire dalla terra d’Egitto sotto i loro occhi. Così li feci uscire dall’Egitto e li condussi nel deserto; diedi loro le mie leggi e feci loro conoscere le mie norme, perché colui che le osserva viva per esse».

SALMO Sal 105 (106)

Salvaci, Signore, nostro Dio.

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso. R

Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza.
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe. R

Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. R

EPISTOLA 1Ts 2, 13-20
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi

Fratelli, rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti. Voi infatti, fratelli, siete diventati imitatori delle Chiese di Dio in Cristo Gesù che sono in Giudea, perché anche voi avete sofferto le stesse cose da parte dei vostri connazionali, come loro da parte dei Giudei. Costoro hanno ucciso il Signore Gesù e i profeti, hanno perseguitato noi, non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini. Essi impediscono a noi di predicare ai pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano sempre di più la misura dei loro peccati! Ma su di loro l’ira è giunta al colmo. Quanto a noi, fratelli, per poco tempo privati della vostra presenza di persona ma non con il cuore, speravamo ardentemente, con vivo desiderio, di rivedere il vostro volto. Perciò io, Paolo, più di una volta ho desiderato venire da voi, ma Satana ce lo ha impedito. Infatti chi, se non proprio voi, è la nostra speranza, la nostra gioia e la corona di cui vantarci davanti al Signore nostro Gesù, nel momento della sua venuta? Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia!

VANGELO Mc 6, 6b-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Meditazione

Ungevano i malati con olio

Il valore dell’olio è fondamentale in tutte le culture antiche. L’olio era anche la base di molti unguenti e medicamenti che servivano per la cura del corpo. Gli antichi conoscevano già le sue particolari doti lenitive e nutritive e lo usavano abitualmente.

In Israele il gesto dell’unzione è fondamentale soprattutto nel tempo dei profeti, che ungono i re con olio. Nel rituale della consacrazione del sovrano era prevista un’unzione sul petto, proprio per ricordare che il potere politico di cui veniva investito non doveva essere un potere personale, un potere che nasceva da doti particolari, ma un dono di Dio per il servizio dell’uomo. Un’intuizione molto bella, poi come sempre, non sempre vissuta. Il gesto dell’unzione era anche alla base della trasmissione del carisma profetico, anche se questo gesto non ha assunto la solennità del primo.

La Chiesa ha ereditato questo gesto e lo ha trasferito nella realtà sacramentale.

Nel Battesimo sono previste due unzioni.

La prima è l’unzione dei catecumeni con l’olio dei catecumeni. È l’unzione che viene data a chi deve entrare nel vivo della lotta. Il gesto, infatti, viene preso proprio dal mondo sportivo. Nelle antiche lotte, i combattenti si ungevano di olio, per rendere la presa del nemico più difficile. Questo gesto viene ripreso e trasformato. Il catecumeno è un uomo che si appresta a lottare non contro nemici visibili, ma contro le realtà invisibili che tenteranno di offuscare il suo battesimo. Ecco che questa unzione sta a dire l’aiuto che la fede darà perché il battezzato possa essere vittorioso nelle sue lotte, nelle lotte del bene contro il male, in tutte le decisioni nelle quali il credente dovrà cercare di vivere i valori del Vangelo anche per difenderli.

La seconda unzione è quella con olio crismale. Unzione che poi è al centro anche del sacramento della Cresima che, per questo, è chiamato anche Confermazione. Il battezzato conferma di nuovo quell’unzione che ha già ricevuto nel Battesimo. Questa unzione ha un suo significato. Essa intende consacrare l’anima a Dio perché il battezzato possa diffondere il buon profumo di Cristo nel mondo. È l’unzione che viene fatta con il Sacro Crisma, che è olio misto a profumo. Chi è rinato al sacro fonte è chiamato a dire a tutti la propria fede e a testimoniare a tutti il valore delle proprie azioni di fede.

Oltre che al sacramento del Battesimo e della Confermazione, l’unzione è prevista nel sacramento dell’Ordine. Chi è stato scelto per vivere il sacerdozio, vive una ulteriore consacrazione del proprio Battesimo per il servizio della Chiesa. Anche questa unzione viene fatta con l’olio crismale.

Infine l’unzione con il terzo olio: l’olio dei malati. Essa è riservata al Sacramento dell’unzione dei malati che viene data a chi versa in cattive condizioni di salute, a chi deve affrontare interventi particolarmente rilevanti e invasivi, a chi entra nell’ora ultima, detta appunto “agonia”. Agonia, cioè combattimento. L’ora della morte, in senso cristiano, è vista come l’ora dell’ultimo combattimento: il combattimento che introduce nella vita eterna, il combattimento che apre le porte alla misericordia di Dio nell’ora suprema della vita. Credo che sia un’immagine bellissima. Vorrei che tutti noi cristiani percepissimo l’ora della nostra agonia come l’ora del nostro combattimento. L’ora in cui vivremo il combattimento più importante della vita, quello che ci deve immettere nella visione di Dio, nella misericordia di Dio, nella contemplazione del suo volto. La Chiesa, nella sua sapienza e secondo il mandato di Cristo, riserva anche a questo momento un aiuto particolare, un aiuto del tutto singolare: l’aiuto della preghiera dei sacerdoti che, ungendo con olio il malato, lo aiutano e lo sostengono in questa ultima ora.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Conosco il valore dell’unzione?
  • Stimo questi gesti?
  • Come vivo e come faccio vivere queste realtà?

Recuperare il valore del Battesimo significa ricordare il valore della nostra unzione. Noi siamo stati unti e, quindi, siamo tutti dei consacrati. Noi siamo consacrati a Dio, la nostra anima è consacrata a Dio. Noi siamo qui per questo, perché vogliamo far rivivere la nostra consacrazione a Dio, quella che ci deve far percepire il valore di essere figli di Dio e, dall’altro, ci deve abilitare nel compimento di opere buone, di opere giuste, di opere sante.

Così possiamo poi non solo pensare a noi stessi, ma vivere il desiderio del Battesimo per i nostri figli, nipoti e per coloro che non hanno avuto la possibilità di ricevere questo dono. Un nonno e una nonna che hanno un nipotino che non viene battezzato – cosa che si sta diffondendo – memori della unzione del loro Battesimo, possono desiderare il dono della fede per il loro nipote. La loro preghiera di desiderio è già memoria della loro unzione e modalità giusta, viva, per vivere questo stesso desiderio.

Per noi credo che sia bene sostare poi sul valore dell’ultima unzione e quindi indicare ai nostri cari, a chi si prende cura di noi, qual è il nostro desiderio quando anche noi entreremo nell’ora del combattimento finale. Ricordiamo anche che tutti i sacramenti sono sacramenti dei vivi, non dei morti. L’unzione non si può dare ad uno che è già morto. Al morto spettano le benedizioni della Chiesa. Ma il sacramento è per i vivi. Oggi c’è una sostanziale paura a chiamare il sacerdote prima della morte di una persona cara. Eppure chi ha vissuto il gesto dell’unzione dei malati sa come esso sia pieno di speranza e privo di qualsiasi tristezza “mortuaria”.

Impariamo, allora, a vivere bene questi gesti, a valorizzare queste unzioni. Il Signore si serve anche di queste per rivitalizzare la nostra fede e per immetterci in quel fiume di grazia che egli desidera ed ha preparato per la nostra anima.

Esercizio di quaresima per questa settimana di quaresima giubilare

Mentre ringrazio per il mio Battesimo, chiedo al Signore di custodire la domenica che celebrerò domani.

2025-03-21T22:32:51+01:00