Mercoledì 29 aprile

Settimana della terza domenica di Pasqua – Mercoledì – Santa Caterina da Siena

Vangelo

Mt 25, 1-13
✠Lettura del vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Certamente il brano di Vangelo di oggi si addice alla figura eroica di Santa Caterina da Siena per il richiamo alla verginità e per il richiamo alla vigilanza. Non si addice alla Santa quando afferma che il compito delle vergini sagge è “prendere olio in piccoli vasi”! sappiamo bene che l’olio simbolico a cui si fa riferimento è quella capacità di perseverare nella vigilanza con la preghiera. Santa Caterina è maestra di preghiera e la sua preghiera non è stata “un dare qualcosa” a Dio, dare un po’ del proprio tempo o della propria attenzione, ma è stata un dare tutta sé stessa, senza riserve. La misura di preghiera nella vita di Santa Caterina è stata abbondantissima, non certo una piccola riserva di olio, ma una grande, una smisurata quantità di olio, per stare all’immagine evangelica. Tanto abbondante che a questa sua riserva, attinsero vescovi, papi, principi e imperatori. Caterina è maestra di preghiera nella sua concentrazione, nella sua ricerca continua della solitudine, nel suo amore ardente per il crocifisso, nella sua devozione unica alla Santa Eucarestia. Ricordiamo, come abbiamo sentito nella lettura agiografica, che in alcuni tempi forti ella si nutriva solo di Eucarestia. Stare davanti a Santa Caterina significa mettersi davanti ad un gigante. Un gigante nella fede, una donna che, benché “illetterata” come lei stessa si definisce, ha saputo attingere al tesoro della Scrittura quella sapienza che viene dalla fede e che le era infusa dallo Spirito Santo alla quale non arrivarono mai dotti letterati non solo del suo tempo, ma di ogni tempo!

Inoltre, potremmo dire che tutta la vita di Santa Caterina è stata un andare incontro al Signore. Nella carità eroica testimoniata nella città di Siena, nei viaggi e negli spostamenti affrontati per amore della Chiesa e come servizio al “dolce Cristo in terra”, ovvero al Papa, nelle numerosissime lettere da lei dettate molte delle quali da lei stessa consegnate sempre per amore del Signore e a gloria di Dio, noi vediamo incarnato e vivo quell’atteggiamento evangelico di ricerca dell’onore di Dio con il quale abbiamo aperto le riflessioni di questa settimana. Dunque Santa Caterina non solo incarna, ma supera qualsiasi misura con cui può essere compreso ed interpretato questo santo Vangelo.

Corinti

1Cor 2, 1-10a
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito.

Come pure si applica benissimo alla figura della Santa il brano che abbiamo ascoltato nella riflessione di San Paolo ai Corinti. L’apostolo ricordava, in un ambiente pervaso dalla dotta filosofia greca, che il suo non era stato un servizio ad un pensiero, ad una filosofia, ma a una persona vivente: il Cristo risorto. Proprio per questo, la sua predicazione non era certo stata sapiente, come potevano esserlo le dottissime disquisizioni dei filosofi di Atene e di molte altre parti della Grecia. Il suo servizio di predicazione era stato solo un umile servizio alla persona di Cristo, del quale aveva sempre ben presente la Crocifissione e la risurrezione. Paolo afferma che tutta la sua predicazione altro non è stato che questo: un portare nel mondo Cristo Crocifisso e Risorto. In un mondo che cercava ben altro, Paolo propone la Croce come sapienza che salva.

Questa è stata anche l’opera di Santa Caterina. In un periodo politico fatto di divisioni e di continui soprusi, in un momento storico in cui non si cercava tanto la fede, la guida della Chiesa, le realtà dello Spirito, Caterina ha portato solamente questo: la luce e lo splendore della Croce di Cristo. Ha così fatto risorgere, in molti dei suoi ascoltatori, quel desiderio di Dio, quel gusto per le cose di Dio che sono il concretizzarsi di un cammino di fede. Caterina ha cercato questo ed ha mirato a questo! Nient’altro e nulla di più di questo!

Per noi

Credo che dovremmo meditare molto da vicino questo esempio di fede. L’esempio di San Paolo, l’esempio di Caterina, o, più in generale, l’esempio di quegli uomini e quelle donne che hanno sempre cercato di piacere al Signore in tutto e per tutto, portando nel mondo lo scandalo e, al tempo stesso, la forza della sua Croce. Anche noi viviamo in un mondo che cerca ben altro rispetto alla fede! Anche noi viviamo in un mondo nel quale è sempre più difficile parlare di Dio e delle cose della fede. Eppure il Vangelo dice anche a noi che senza la nostra presenza di credenti che sanno portare lo scandalo e la sapienza della Croce, non ci sarà alcuno di quei beni ai quali aneliamo: concordia, pace, rispetto, prosperità…

Tutte queste cose, infatti, nascono solamente dove c’è un rispetto grande per la Croce di Cristo e dove c’è un amore grande per la sua risurrezione. Tutte cose che si possono solamente ottenere con quel ricorso alla preghiera semplice, genuina, attenta, di cui ci ha parlato il Vangelo di oggi.

Pregare oggi per l’Italia, in questo giorno in cui noi onoriamo la sua patrona, significa chiedere che noi italiani sappiamo tornare a quel patrimonio di fede che ha generato la nostra vita, la vita delle nostre città, la cultura della nostra penisola, le attestazioni dell’arte che sono state un modo per dire la propria fede. Anche per tutto quello che abbiamo vissuto quest’anno, credo che la cosa più utile da fare sia quella di chiedere a Santa Caterina quella forza di conversione che fa di noi dei veri cristiani e senza la quale tutto diventa ricerca del proprio onore e del proprio prestigio e non amore per Dio e per il prossimo, secondo il suo comandamento.

2020-04-25T14:57:42+02:00