Settimana della 2 domenica di Pasqua – Martedì – Santa Caterina da Siena
La spiritualità di questo giorno
La festa di Santa Caterina da Siena ci dispone, quest’oggi, ad una particolare e intensa preghiera per il nostro Paese, per la nostra Italia, che deve tornare anche all’intercessione dei suoi santi patroni per trovare quell’anima che, nel tempo presente, è un po’ offuscata e più che mai necessaria. Per continuare la meditazione di ieri, vorrei chiedermi: quale fu l’ora principale della vita di Santa Caterina e quale fu il luogo da lei prediletto?
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Gv 1, 5 – 2, 2
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Oppure:
LETTURA AGIOGRAFICA
Vita di santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa
Caterina nacque a Siena nel 1347. Volendo fin da fanciulla consacrare a Dio la sua verginità, ottenne di portare l’abito domenicano del Terz’Ordine, ossia delle Mantellate laiche. Durante la sua vita praticò grandi mortificazioni e penitenze corporali, talvolta nutrendosi solo della comunione eucaristica. Il suo nome divenne in breve così celebre e venerato, che da ogni parte le venivano portati malati e persone sofferenti nel corpo e nell’anima, che traevano da lei profondo conforto. Mentre si trovava a Pisa, una domenica, dopo aver ricevuto l’eucaristia vide il Signore crocifisso accostarsi a lei in una grande luce e cinque raggi partire dalle ferite del corpo divino per raggiungere in cinque punti il suo corpo. Comprendendo subito il misterioso significato di quella visione, Caterina pregò il Signore di non far apparire le ferite. Subito i raggi mutarono il loro colore sanguigno in uno splendore meraviglioso, e raggiunsero sotto forma di luce purissima le mani, i piedi e il cuore di Caterina, provocandole un dolore sensibile e intenso. Quest’umile vergine, assolutamente illetterata, era in grado di rispondere a complesse questioni dottrinali, che le venivano sottoposte da eminenti teologi. Nessuno l’accostò senza sentirsi migliore. Spense l’odio di molti e compose inimicizie mortali. Per ottenere la pace ai Fiorentini – colpiti da interdetto ecclesiastico per opposizione alla Sede Apostolica – si recò ad Avignone presso Papa Gregorio XI, al quale mostrò anche di conoscere per divina rivelazione il voto fatto dal medesimo, e a Dio solo noto, di tornare a Roma. E il Pontefice, anche per l’intervento di Caterina, decise di ritornare a prendere personalmente possesso della sua sede di Roma come realmente fece. Lo stesso Gregorio e il suo successore Urbano VI ebbero tale stima di Caterina da affidarle ripetute ambasciate. Si mostrò sempre donna forte e dolce, desiderosa del bene delle anime, impegnata nella ricerca della pace del popolo cristiano e preoccupata dell’unità della Chiesa. Morì nel 1380, a soli 33 anni di età, ricca di ogni virtù e del dono della profezia, e dopo aver operato grandi miracoli. Fu canonizzata da papa Pio II nel 1461. Risale al 1939, per iniziativa di Pio XII, la sua proclamazione a patrona principale d’Italia. Per la sapienza di dottrina che scaturisce dai suoi scritti, Paolo VI nel 1970 volle fosse annoverata tra i dottori della Chiesa e nel 1999 Giovanni Paolo II la dichiarò compatrona d’Europa.
SALMO Sal 148
Con la mia vita, Signore, canto la tua lode.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere. R
I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le ragazze,
i vecchi insieme ai bambini
lodino il nome del Signore. R
Solo il suo nome è sublime:
la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.
Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d’Israele, popolo a lui vicino. R
EPISTOLA 1Cor 2, 1-10a
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito.
VANGELO Mt 25, 1-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Il luogo cardine di Santa Caterina
A discapito del fatto che Caterina era una donna e contrariamente all’uso del suo tempo, Caterina viaggiò molto. Certo la casa e il primo luogo del cuore: Siena. Ma poi tante città e tanti luoghi dove veniva chiamata o dove lei stessa sentiva di essere necessaria perché la sua preghiera, la sua intercessione potessero qualcosa nelle difficoltà del suo tempo. Nonostante questo occorre dire che il luogo del cuore di Santa Caterina fu Roma. Vivendo in un tempo di sventura nel quale il Papa era ostaggio del re di Francia ed ubicato ad Avignone, Caterina, come sappiamo, fece di tutto per riportare la sede papale a Roma e per chiedere al Santo Padre che tornasse a governare la Chiesa dalla tomba dell’Apostolo Pietro, luogo naturale della sua sede. Se questo avvenne fisicamente fu proprio per la determinazione e per la forza di santa Caterina che mise tutta sé stessa nel cercare questa soluzione e impose questa volontà di Dio anche al Santo Padre.
L’ora del suo cuore
Se pensassimo all’ora del cuore di Santa Caterina potremmo dire che ne ebbe molte. Però una mi sembra determinante nella sua esistenza: quella della consegna misteriosa ed invisibile dell’anello sponsale che Caterina ebbe. La vita di Santa Caterina ci parla di questo segno invisibile eppure reale con il quale il Signore fece capire a Caterina che le sue preghiere, i suoi digiuni, i suoi sforzi, tutta la sua ricchissima interiorità e tutto il suo amore per gli uomini e per la Chiesa, non rimanevano senza ricompensa agli occhi di Dio. Poiché aveva consacrato, fin dalla giovinezza, la sua verginità a Dio, ella ebbe il segno della più totale appartenenza a Cristo. Caterina ebbe questo misterioso anello con il quale si sentì sempre la sposa del dolce Gesù. Non sappiamo come Caterina accolse questo dono. Sappiamo solo della sua preghiera ancora più intensa e della sua devozione ancora più singolare al Signore, che le era stato vicino e le aveva permesso esperienze sia religiose, mistiche che umane assolutamente fuori dal comune.
L’appartenenza totale del cuore di Caterina a Cristo era così segnata. Del resto lei, che viveva di Eucarestia e che in alcuni tempi della sua vita si nutrì fisicamente solo di essa, non poteva che avere un riconoscimento straordinario del suo essere totalmente di Cristo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa significa essere di Cristo?
- In che senso potrebbe esserlo anche la nostra vita?
Credo che il testamento spirituale e il richiamo più forte che Santa Caterina ci lascia, sia proprio questo: il richiamo ad essere totalmente di Cristo. Totalmente significa rendere la nostra vita relativa a quella di Cristo. Caterina lo ha fatto in modo del tutto straordinario: ci sono sempre, nella Chiesa, vocazioni singolari ed uniche. Quante sono le consacrate a Dio lungo i secoli? Innumerevoli. Eppure la storia di Caterina è una sola! Ovviamente la sua anima era unica, fondamentalmente e unicamente legata a Dio, però anche tutte le altre consacrate sono relative a Cristo. Così anche noi: anche la nostra vita è fatta per essere relativa a Cristo, nella dimensione che ci sarà possibile e secondo le esperienze che sarà possibile fare a noi. Credo che uno dei problemi del nostro tempo sia quello dato dal fatto che ciascuno di noi vuole essere il principale protagonista e attore della sua vita. Noi non vogliamo consegnare la nostra libertà a Dio, cosa che ci permetterebbe di camminare più sereni e più speditamente verso di Lui. Credo che la grazia più grande da chiedere per intercessione di Santa Caterina sia proprio questa: chiediamo a Dio di saper rendere la nostra vita totalmente relativa a Lui, chiediamo a Dio di fare in modo che la fede che abbiamo, possa rendere la nostra esistenza tutta diretta verso di Lui. È quello di cui abbiamo necessariamente bisogno, se non vogliamo smarrire quella comune vocazione alla santità che deve rendere felice il cuore di ciascuno di noi.
Esercizio per questo giorno di gioia
Chiedo a Santa Caterina come vivere la mia vocazione cercando di essere anche io, per quanto mi è possibile, totalmente relativo a Cristo.