Mercoledì 30 aprile

Settimana della 2 domenica di Pasqua – Mercoledì

La spiritualità di questo giorno

Dopo due giornate dedicate a grandissimi santi, ecco, ora, un giorno feriale di questo tempo, anche se sarebbe la memoria di San Pio V, il Papa che ebbe un ruolo del tutto fondamentale nel rendere operativi i decreti del Concilio di Trento. Suo il Messale che, per secoli, ha fatto scuola e ha tenuto unito l’Occidente.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 2, 29-41
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro disse alla folla: «Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice: “Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”. Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso». All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

SALMO Sal 117 (118)

Il Signore ha adempiuto la sua promessa.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R

Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti. R

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R

VANGELO Gv 3, 1-7
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».

Atti

Mi piacciono moltissimo due frasi degli Atti degli Apostoli che abbiamo letto oggi. Della gente che ascoltava Pietro predicare, è scritto che “si sentirono trafiggere il cuore” e chiesero a Pietro: “Cosa dobbiamo fare?”. Due frasi che dicono tutta la loro spiritualità e umanità. Anzitutto l’umanità di queste persone. Avendo visto cosa era successo il venerdì santo, avendo visto la morte del Signore, ora che Pietro la richiama alla memoria, non rimangono indifferenti a quella sofferenza. È un segno di grandissima umanità. Non rimanere indifferenti di fronte alla sofferenza delle persone, commuoversi per essa, è già un segno distintivo, è già un segno che dice a noi tutta la ricchezza e tutta la grandezza del cuore di questa gente. In più gli Atti ci stavano dicendo che essi non solo si commossero, ma anche chiesero a Pietro che cosa dovessero fare. C’è una decisione di fede che nasce, c’è una richiesta di fede che non può rimanere segreta, nascosta, taciuta. Pietro risponde con molta chiarezza: farsi battezzare e chiedere il perdono dei peccati. Al dono della fede che il Signore propone, si risponde con la disponibilità al cammino. Al dono della fede che la Chiesa propone, nel nome del Signore, si risponde con il desiderio di prendere parte alla salvezza operata dal Signore. Un insegnamento molto prezioso ed anche molto utile. Dalla fede narrata si passa alla fede vissuta. Dalla richiesta di conversione, si passa alla conversione in atto. Tutto questo è possibile solo dove c’è un cuore sincero, premuroso, aperto al bene, capace di rispondere alla chiamata del Signore.

Vangelo

Anche il Vangelo ci dice qualcosa del genere. Ovviamente non c’è ancora stata la Pasqua del Signore, eppure c’è un uomo che si lascia trafiggere il cuore dalla presenza del Signore e dalla sua parola. Nicodemo fa questo. Lascia che la predicazione del Signore divenga per lui occasione di profonda provocazione, tanto da non poter più stare immobile, da non poter più vivere la vita di sempre. Nicodemo si sente autorizzato a chiedere cosa debba fare, come possa cambiare. Ricevendo quella frase misteriosa “Occorre rinascere dall’alto”, Nicodemo capisce che anche a lui è chiesto un coraggioso salto di qualità nel vivere la sua fede. Capisce che la fede non è il rispetto delle norme in modo formale, mondo dal quale Nicodemo proveniva, e nemmeno la ripetizione di riti precisi, cosa pure cara a Nicodemo. Egli capisce, dalle parole del Signore, che la fede è affidamento, rinascita per qualcosa di nuovo, desiderio di fare il bene nel nome del Signore e, soprattutto, conoscenza di Cristo e, attraverso di Lui, del mistero di Dio. Così Nicodemo, uomo di fede, studioso, uomo di preghiera e di azione, comprende che, conoscendo Gesù, deve cambiare ottica. Potremmo appunto dire che anche Nicodemo si è lasciato trafiggere il cuore dalla parola del Signore ed ha iniziato un cammino di conversione unico, singolare, sotto la guida di Gesù stesso. Quel cammino che lo ha poi portato a divenire lui stesso cristiano.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa significa per me “rinascere dall’alto”?
  • Mi lascio trafiggere il cuore?

Credo che tutti noi, oggi, faremmo bene a chiederci quale esperienza diventa, per noi, occasione per lasciarci trafiggere il cuore. Non credo siano molte, eppure è fondamentale che anche noi ci lasciamo trafiggere il cuore da qualcosa che vediamo, ascoltiamo, o, semplicemente, da qualcosa di cui siamo testimoni. Il cristiano è chiamato ad abitare il suo tempo con questa capacità di commozione. Pensate a quante cose, di fatto, dovrebbero muoverci a compassione. Credo che di immagini che commuovono il cuore tutti ne abbiamo viste a dozzine. Eppure, non è detto che ci siamo lasciati trafiggere il cuore. Come dice sempre il Papa c’è una sorta di indifferenza che ci prende, una sorta di abitudine che non possiamo non fare nostra perché ci è di troppo peso il vedere cose che non vorremmo vedere e delle quali siamo tutti corresponsabili. Oggi siamo invitati a pregare perché questo modo di fare, questo modo di procedere, non sia dentro di noi. Abbiamo appena celebrato la Pasqua e magari ci siamo lasciati trafiggere il cuore dai riti che abbiamo celebrato. Dovremmo anche lasciarci trafiggere il cuore da uomini, persone, storie, volti, che ci parlano di una umanità sofferente, degradata, in crisi, in difficoltà per moltissime cose, per poi domandarci anche noi: cosa dobbiamo fare? Credo che questa sia la vera domanda che possiamo e che dobbiamo portarci nel cuore, se vogliamo cambiare qualcosa di noi e se non vogliamo che la Pasqua sia solo un rito che celebriamo esteriormente.

Esercizio per questo giorno di gioia

Chiedo al Signore la forza e la grazia di lasciarmi trafiggere il cuore dalle cose che colpiscono la mia vita.

2025-05-01T23:33:33+02:00