Settimana dopo Pentecoste – lunedì – Maria Madre della Chiesa
La spiritualità di questo giorno
Cambiamo tempo liturgico e cambiamo anche lezionario! Iniziano le settimane dopo Pentecoste che sono pensate perché noi possiamo prendere sempre maggiore consapevolezza e acquisire sempre maggiore familiarità con il ministero del Signore. Oggi celebriamo, come ormai credo tutti sapete, la memoria di Maria Madre della Chiesa. Quest’anno la vicinanza con la memoria liturgica di San Paolo VI, che ricorre domani, accende una luce ulteriore sul mistero che celebriamo. Fu infatti nel Concilio Ecumenico Vaticano II che i padri conciliari, guidati dalla sapienza e dalla straordinaria intelligenza di San Paolo VI, attribuirono a Maria questo titolo. All’indomani della Pentecoste noi celebriamo Maria con questo nome, perché, come figli della Chiesa e come fedeli, vogliamo onorare lei, la Madre della Chiesa. Occasione che ci aiuta a vivere ancor meglio questa fine del mese di maggio intitolato tutto alla Vergine Maria.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 1, 12-14
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quel tempo. Dopo che il Signore Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.
SALMO Sal 86 (87)
Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!
Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe. R
Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!
Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R
EPISTOLA Rm 5, 12-15. 19-21
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. La Legge poi sopravvenne perché abbondasse la caduta; ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia. Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia, mediante la giustizia, per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.
VANGELO Gv 19, 25-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Atti
Anzitutto la breve pagina degli Atti degli Apostoli, che ci spiega l’origine storica di questo titolo. San Luca, che a lungo è stato con la Vergine e che ha raccolto le sue confidenze, ci parla della presenza della Beata Vergine Maria nel cenacolo, accanto ai discepoli, sia il giorno della Pentecoste che nei giorni e mesi che seguirono. Maria fu dunque presente quando nacque la Chiesa. Ecco il primo motivo per cui noi possiamo giustamente onorarla con il titolo di Madre della Chiesa. Poi ella fu sempre accanto ai discepoli, che sono il primo nucleo, il primo cuore della Chiesa. È anche per questo che possiamo onorarla con questo titolo santo e con questa menzione del tutto particolare.
Vangelo
Il Vangelo ci dona un’altra prospettiva non meno significativa. Antecedentemente alla Pentecoste, ecco che Maria era già stata indicata a Giovanni, sotto la Croce, come Madre. Giovanni, in quello stesso istante, aveva imparato ad accoglierla come sua stessa madre, come colei della quale avrebbe dovuto prendersi cura in modo del tutto speciale, ma anche la ricevette come colei che si sarebbe presa cura di lui in modo singolare. Maria ci viene presentata come madre di un apostolo, ma, al tempo stesso, come madre di tutti coloro che, per mezzo della predicazione apostolica, avrebbero creduto nel suo Figlio e sarebbero giunti alla conoscenza della verità rivelata.
Il nostro cammino di fede
Il nostro cammino di fede trova numerosi spunti di meditazione.
- Ricordiamoci che il cammino di fede dei credenti non è mai vero se non è anche mariano.
“De Maria nunquam satis” dicevano i padri, ovvero di Maria non avremo detto mai abbastanza. È così che vorrei imparassimo a credere. Noi viviamo in un tempo nel quale le deviazioni rispetto al cammino della vera fede non sono poche. C’è anche chi vorrebbe molto limitare la fede e la devozione nei confronti della Vergine. Personalmente ritengo che la fede mariana ci salva e la devozione mariana può ancora essere uno dei punti forti, uno dei capisaldi della fede della Chiesa in questo momento complesso. La festa di Maria Madre della Chiesa ci aiuta a pensare che noi dobbiamo guardare a Maria proprio come ad una madre. Ecco perché non avremo mai detto abbastanza, non avremo mai fatto abbastanza e le devozioni, quando sono vissute con un sincero atto del cuore, sono tutte utili e belle. Guai se limitassimo le espressioni della fede mariana. Se avessero fatto così i nostri padri, non avremmo oggi quell’assieme di preghiere, scritti, canti, affreschi, devozioni che invece abbiamo. Dunque anche noi lasciamo sgorgare dal cuore, e certo non solo oggi, ogni espressione che vogliamo avere per dire tutto il nostro affetto e tutto il nostro amore per la Vergine Santa. Viviamo il nostro cammino di fede così, con intensità, con verità, con affetto.
- A Maria affidiamo le grandi sfide della Chiesa.
La prima sfida che dobbiamo affidare a Maria è proprio quella che riguarda la capacità di parlare agli uomini. Oggi la Chiesa deve trovare quei canali nuovi per comunicare a tutti la verità di Dio. Oggi la Chiesa deve saper dire al cuore dell’uomo che Dio ama, che Dio attende ciascuno, che Dio abbraccia, con la sua misericordia, qualsiasi meandro dell’esistenza dove l’uomo si va a cacciare.
La seconda sfida è quella della comunione, che Papa Francesco continua a ricordarci. Mettiamo, ancora, nuovamente, il sinodo della Chiesa nelle mani di Maria. A lei chiediamo di guidare il Papa e i Vescovi, perché Lei, che è Madre della Chiesa, insieme al suo sposo San Giuseppe, che della Chiesa è il protettore universale, possa davvero dirigere i passi di tutta la Chiesa verso l’incontro con Cristo.
La terza sfida è quella sulla famiglia. Vediamo come, da più parti, si levino voci che attaccano, direttamente o indirettamente, l’istituto della famiglia nella sua bellezza, nella sua globalità, nella sua anche complessità. Chiediamo a Maria di essere Chiesa che sa proclamare il Vangelo della famiglia e per la famiglia. Chiediamo di essere Chiesa che sa proporre ai giovani l’ideale del matrimonio come ideale di vita.
La quarta sfida è quella della natalità. Come tutti sappiamo siamo in un Paese a crescita sottozero. Maria è colei che difende la vita. Maria è colei che ama coloro che si dedicano, con coraggio, con forza, al sostegno della vita.
Ci sarebbero molte altre sfide che possiamo rimettere nelle mani della Vergine Santa in un giorno come questo. Lascio a voi il desiderio e la capacità di aggiungerne qualcuna.
Preghiera a Maria
Maria, tu sei la Madre della Chiesa. Vieni in aiuto della Chiesa che, nel mondo, cerca di continuare la missione che Tuo Figlio le ha affidato. Sostieni gli uomini di Chiesa. Illumina i loro cuori e le loro menti. Ti affidiamo soprattutto il Papa, i Vescovi, il clero, nel difficile compito di convertire i cuori verso Tuo Figlio. Maria, tu che sei la Madre di ogni credente, assisti tutti, sostieni ciascuno, fa’ che davvero tutti possiamo continuare a crescere in quella dimensione di vita che è la fede senza la quale siamo tutti più poveri, soli, confusi. Maria Madre della Chiesa, prega per noi.