Settimana dopo Pentecoste – martedì
La spiritualità di questo giorno
Come ho già accennato ieri, oggi ricorre la memoria di San Paolo VI, il Papa che molti di voi ricordano perché lo hanno visto, lo hanno sentito, lo hanno, magari, anche incontrato. Ricorderete la sua figura esile, la sua intelligenza illuminata, il suo amore totale per la Chiesa e per l’uomo. Lo ricorderete nella tormentata vicenda che coinvolse Aldo Moro; lo ricorderete nella difficile fase post conciliare; lo ricorderete per il suo amore per l’arte. Un uomo ricco, forte, illuminato che, ora, ci è di esempio e di guida dal cielo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 6, 10-19
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Quando il Signore, tuo Dio, ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, con città grandi e belle che tu non hai edificato, case piene di ogni bene che tu non hai riempito, cisterne scavate ma non da te, vigne e oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Temerai il Signore, tuo Dio, lo servirai e giurerai per il suo nome. Non seguirete altri dèi, divinità dei popoli che vi staranno attorno, perché il Signore, tuo Dio, che sta in mezzo a te, è un Dio geloso; altrimenti l’ira del Signore, tuo Dio, si accenderà contro di te e ti farà scomparire dalla faccia della terra. Non tenterete il Signore, vostro Dio, come lo tentaste a Massa. Osserverete diligentemente i comandi del Signore, vostro Dio, le istruzioni e le leggi che ti ha date. Farai ciò che è giusto e buono agli occhi del Signore, perché tu sia felice ed entri in possesso della buona terra che il Signore giurò ai tuoi padri di darti, dopo che egli avrà scacciato tutti i tuoi nemici davanti a te, come il Signore ha promesso».
SALMO Sal 80 (81)
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
«Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia
e io ti ho liberato. R
Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio:
contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi! R
Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto». R
VANGELO Mc 10, 28-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Pietro prese a dire al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Esodo
Il libro dell’Esodo è il primo testo sacro con il quale cominciamo a confrontarci in questo giorno. Non è un testo, in genere, facile. Tuttavia la lettura di oggi, appariva, anche ad un primo ascolto, come una esaltazione della terra della promessa. Come sappiamo Israele non è la parte migliore di questa area di mondo. Non ha ricchezze particolari, non ha luoghi particolari… è persino piccolo. Eppure è la terra che Dio ha donato ai padri, è la terra che Dio ha voluto per il suo popolo. Tutto il popolo di Israele ha questa consapevolezza e ancora oggi vive un amore viscerale per la propria terra. Ecco perché Mosè descrive la sua terra come la migliore di tutte, ed ecco perché invita tutto il popolo, una volta terminato l’esodo ed entrato nella terra, a rispettarla, ad amarla, a custodirla, quasi a venerarla, come dono prezioso di Dio. Il compito è più che mai chiaro. Se gli altri popoli della terra possono vivere banalmente sfruttando il posto dove si trovano, Israele no. Tutto il popolo di Dio dovrà sempre ricordare che quella terra è un dono e, per questo, dovrà sempre vivere con fede, venerare il dono ricevuto, rispettare la terra che, nell’ordine della creazione, è già prevista come alleata di Dio.
Vangelo
Il Vangelo è la risposta ad una domanda di Pietro. Che cosa si ha in cambio quando si vive così come anche l’Esodo ha descritto? Che cosa si riceve in cambio per la fede con la quale un uomo vive il suo essere presente sulla terra? Il Signore ha risposto. Si ricevono in cambio tante cose, perché quando si rispetta il creato, tutto diventa “amico” dell’uomo. Soprattutto, poi, si riceve una serie di relazioni nuove nelle quali ogni uomo potrà trovare la forza per la propria esistenza, il bello di ogni relazione, il richiamo a quella fratellanza universale che Cristo è venuto ad inaugurare. Quando un uomo si pone nella relazione giusta con le cose, tutto diventa amico e il tempo vissuto su questa terra diventa un’occasione per lodare Dio autore di ogni cosa e datore di ogni bene.
Il nostro cammino di fede
Quello descritto dalle Scritture odierne è stato il modo proprio di vedere il mondo e l’uomo tipico di San Paolo VI. Uomo fine e sensibile, ha saputo vedere nelle cose create la mano di Dio ed ha saputo esaltare l’amore di Dio presente in ogni cosa, in ogni realtà creata.
Soprattutto potremmo dire che San Paolo VI è stato amico degli uomini. È colui che ha saputo vedere in ogni uomo, credente o non credente, un fratello, uno per il quale Gesù Cristo si era fatto uomo, aveva patito, aveva sofferto, era morto ed era risorto. Con grande delicatezza, in tutti i suoi scritti, San Paolo VI ha mostrato questo suo stupore per il creato e questa sua vicinanza all’uomo. Con la timidezza del carattere e con la riservatezza che si addice ad un uomo di Chiesa.
Anche noi tutti dovremmo imparare da San Paolo VI. Imparare ad avere il medesimo sguardo sulle cose, imparare ad avere la stessa simpatia per l’uomo. Imparare ad avere la stessa capacità di stupore per il creato e di compagnia per l’uomo. Credo che oggi, nella sua memoria, la preghiera più “giusta” da fare sia proprio questa. È quello che chiediamo al Signore in questo giorno che ci proietta già nella fine del mese mariano, proprio per intercessione di Maria.
Preghiera a Maria
Maria Santissima, aiutaci con il tuo esempio, la tua preziosa intercessione, ad essere uomini, donne che sanno interrogarsi sul creato, che sanno vedere ciò che Dio ha voluto nell’ordine della creazione, che sanno guardare con rispetto e con stupore a tutte le cose. Donaci un cuore capace di essere amico di ogni uomo e una mente illuminata per parlare a tutti di Cristo. Guida i nostri passi, pur deboli, pur poveri, a quell’incontro con il Figlio tuo che ci attende, al termine della nostra esistenza, per contemplare le cose che ha voluto e creato.