venerdì 29 maggio

Settimana dopo Pentecoste – venerdì

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi la liturgia ci invita a rileggere le due Scritture nel loro insieme. Appare chiaro che abbiamo due sottolineature diverse del concetto legato al “monte di Dio”, concetto che tra l’altro si sposa benissimo con i martiri che ricordiamo oggi: i martiri “anauniensi”, ovvero della “Val di Non”. Sisinio, Martirio e Alessandro, che vennero mandati dal loro vescovo proprio nelle terre da evangelizzare e dopo una breve e intensa stagione ebbero un successo che, però, durò poco. Essi furono martirizzati e i loro corpi furono bruciati proprio con il legname della prima piccola chiesa che essi stessi avevano edificato. Eppure il loro martirio non fu vano: il loro seme portò molto frutto e fu completata anche attraverso di loro l’evangelizzazione di quelle valli.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 19, 20-25
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore scese sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. Il Signore disse a Mosè: «Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si santifichino, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!». Mosè disse al Signore: «Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertito dicendo: “Delimita il monte e dichiaralo sacro”». Il Signore gli disse: «Va’, scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!». Mosè scese verso il popolo e parlò loro.

SALMO Sal 14 (15)

Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.

Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sulla tua santa montagna?
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore. R

Non sparge calunnie con la sua lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R

VANGELO Lc 6, 12-16
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

Esodo

Anche oggi il concetto espresso dall’Esodo ci sembra “esclusivo”. Ancora una volta ci viene detto che solo Mosè poté salire sul monte, esattamente come ieri ci aveva detto che solo Mosè poté parlare con Dio. Tutti gli altri erano esclusi. Solo Aronne ebbe un coinvolgimento diretto, anche se non pari a quello di Mosè. Per il resto, tutto il popolo, perfino i sacerdoti, categoria di uomini per cui Israele esprime sempre tutto il suo riguardo e il massimo rispetto, non furono mai ammessi a nessuna rivelazione. La prima rivelazione è per Mosè solo. Egli media poi la rivelazione agli altri uomini, ma nessun uomo può stare al cospetto di Dio.

Vangelo

Anche oggi la prospettiva cambia radicalmente se guardiamo al Vangelo. Abbiamo Gesù che sale sul monte per stare con il Padre, ma la sua comunione con il Padre, poi, si estende agli uomini. La chiamata dei dodici ci dice che la rivelazione di Cristo è rivelazione di comunione, è rivelazione che chiama a sé, ingloba, attira, condivide, chiama per nome. È un modo diversissimo di intendere la rivelazione rispetto a quello che ci ha detto il Primo Testamento. Se il Primo Testamento era esclusione di tutti, il Nuovo Testamento ci parla di comunione che illumina. Se il Primo Testamento era esclusione di tutti tranne che del profeta, qui abbiamo il Cristo che attira a sé uomini che poi, nel suo nome, continueranno la sua missione di rivelazione del volto di Dio. Il monte diventa non il luogo della separazione, come era nel Primo Testamento, ma il monte della comunione. Sebbene il Calvario non sia un monte, ma solo un rialzo, anche alla fine della vita di Gesù accadrà qualcosa del genere. Dal luogo elevato su cui si staglia la Croce, Gesù genera la comunione massima tra Dio e gli uomini.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Questa comunione non è solo per i dodici, ma è per noi. La comunione che viene proposta ai dodici, la comunione che viene loro data, è comunione che apre le porte a tutti, è comunione al cui interno trova spazio anche la nostra persona. La comunione che si apre, che diventa possibile, è comunione che apre all’uomo tutti i varchi possibili. Noi siamo abituati a questa comunione. Noi che leggiamo abitualmente il Vangelo sappiamo di trovare posto in questa comunione così ampia, così bella, che Dio apre ad ogni uomo. Eppure a questa comunione non si è arrivati di colpo, ma attraverso i vari passaggi della rivelazione. Dobbiamo anche capire questo: la rivelazione non atterrisce nessuno, non rende nessuno un uomo piccolo, non umilia mai nessuno. La comunione del Signore è sempre una rivelazione per gradi che salva ogni cosa. In questo giorno della settimana di Pentecoste dovremmo chiedere allo Spirito di Dio di rendere sempre ciascuno di noi capace intanto di percepire questa chiamata alla comunione con Dio e poi di rendere ciascuno di noi anche in grado di vivere qualcosa del genere nei suoi atti. Noi tutti dovremmo essere capaci di realizzare un poco di questo stile di comunione con le persone con cui condividiamo la vita, con le persone con le quali viviamo nell’esistenza quotidiana. Lo spirito di comunione che il fedele sperimenta, deve diventare anche il tratto distintivo del suo stesso stile di vita. Lo stile della comunione è l’opera che lo Spirito genera in noi.

Sei pronto a chiedere questo dono e a vivere questo stile di vita?

2026-05-25T22:56:54+02:00