Settimana della 10° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì – Santi Marta, Maria e Lazzaro
La spiritualità di questa settimana
Anche questa settimana è densamente “popolata” da Santi: oggi i tre fratelli Marta, Maria, Lazzaro; mercoledì Sant’Ignazio di Loyola, giovedì inizia il mese di agosto con il perdono di Assisi e la memoria di Sant’Alfonso e venerdì sant’Eusebio. Nessuna di queste memorie, però, interrompe la lettura cursiva del testo delle Cronache che leggiamo in questi giorni. Oggi potremmo concentrare la nostra attenzione sul tema dell’arca.
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Cr 5, 2-14
Lettura del secondo libro delle Cronache
In quei giorni. Salomone convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani d’Israele e tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per far salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. Si radunarono presso il re tutti gli Israeliti nel settimo mese, durante la festa. Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i leviti sollevarono l’arca e fecero salire l’arca, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti leviti. Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità. I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè, coprivano l’arca e le sue stanghe dall’alto. Le stanghe sporgevano e le punte delle stanghe si vedevano dall’arca di fronte al sacrario, ma non si vedevano di fuori. Vi è rimasta fino ad oggi. Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole, che vi aveva posto Mosè sull’Oreb, dove il Signore concluse l’alleanza con gli Israeliti quando uscirono dall’Egitto. Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario – tutti i sacerdoti presenti infatti si erano santificati senza badare alle classi – mentre tutti i leviti cantori, cioè Asaf, Eman, Iedutùn e i loro figli e fratelli, vestiti di bisso, con cimbali, arpe e cetre stavano in piedi a oriente dell’altare e mentre presso di loro centoventi sacerdoti suonavano le trombe, avvenne che, quando i suonatori e i cantori fecero udire all’unisono la voce per lodare e celebrare il Signore e il suono delle trombe, dei cimbali e degli altri strumenti si levò per lodare il Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre, allora il tempio, il tempio del Signore, si riempì di una nube, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio di Dio.
SALMO Sal 83 (84)
La gloria del Signore risplende nel suo tempio.
Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. R
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio. R
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa;
stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi. R
Perché sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina nell’integrità.
Signore degli eserciti,
beato l’uomo che in te confida. R
VANGELO Lc 11, 27-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
2 Cronache
A suggerirmi il tema è la prima Scrittura che, forse, ad una prima lettura potremmo anche giudicare un poco arida. Non lo è, anche se è un testo fortemente descrittivo. L’autore sacro intende descrivere il trasporto dell’arca dell’alleanza entro il tempio di Gerusalemme. Nell’arca “non c’era altro che le due tavole della legge”, secondo la versione che abbiamo letto. In effetti l’arca dell’alleanza era stata pensata proprio come il contenitore di questo testo della legge che Mosè aveva dato nel tempo dell’Esodo. Dunque c’è festa, c’è gioia per il trasporto dell’arca dell’alleanza, segno che richiama tutti i fedeli ad accogliere il mistero di Dio e a onorarlo.
Vangelo
Il Vangelo è, di per sé, una lode a Maria: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato”, in riferimento all’incarnazione del Signore. È questo il motivo per cui la Chiesa, figurativamente, applica a Maria il medesimo titolo di arca dell’alleanza. Maria è vera arca perché porta il Signore, porta la parola fatta carne, porta colui che è l’inizio della nuova legge. Potremmo dire che a quel tabernacolo antico, pur prezioso e solenne, si sostituisce il grembo di Maria che è un tabernacolo di carne, un tabernacolo umano per la Parola che non è più o non è solo quella incisa su lettere di pietra, ma è quella che si fa carne nel Figlio di Dio che viene a togliere i peccati del mondo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Le due pagine si accostano poi perfettamente ai Santi che oggi ricordiamo con affetto e simpatia: Marta, Maria, Lazzaro. Sappiamo che la loro casa era il luogo ospitale nel quale il Signore stesso amava essere accolto. Sappiamo che la loro accoglienza era molto gradita al Signore e anche agli apostoli che, in quella dimora, si trovavano bene. Sappiamo anche che in quella casa non ci si trovava solo per mangiare o per passare qualche momento di riposo: in quella dimora veniva custodita la Parola. Sappiamo molto bene che Maria, soprattutto, oltre a Lazzaro, amava stare ad ascoltare la Parola di Gesù, meritandosi quella “parte migliore” che mai le fu tolta.
Così credo che siano completi i significati spirituali per questo giorno: noi tutti siamo invitati ad essere tabernacolo per la Parola. Noi tutti siamo invitati ad essere piccole arche dell’alleanza perché sappiamo ricevere e custodire la Parola che si è fatta carne e che ha ancora bisogno del cuore di carne degli uomini per essere portata nel mondo e testimoniata a tutti. L’invito spirituale che riceviamo in mezzo all’estate è bellissimo e ci ricorda che ogni giorno è buono per ricevere, onorare, conservare la Parola di Dio. Così, anche mentre iniziamo una nuova settimana, siamo tutti chiamati a questa responsabilità di essere piccole e nuove arche dell’alleanza. Vorrei poi che, approfittando di qualche giorno generalmente più disteso per tutti, fossimo poi anche noi accoglienti, come Marta, Maria, Lazzaro e che magari riuscissimo anche noi a far passare un po’ di quella Parola di Dio che abita nei nostri cuori con i nostri amici, ospiti o nelle case in cui saremo ospiti. Potrebbe essere questo un modo per vivere bene la nostra fede mentre rilassiamo anche i nostri corpi.
Non perdiamo, però, l’invito alla responsabilità di essere piccole arche dell’alleanza, cuori umani che custodiscono la Parola.
Provocazioni dalla Parola
- Sento la responsabilità di questo compito?
- Cosa posso fare per assomigliare un poco a Marta, Maria e Lazzaro, fratelli accoglienti?