Mercoledì 25 novembre

Settimana della 2 domenica di Avvento – Mercoledì

Vangelo

Mt 12, 22-32
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo fu portato al Signore Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni». Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Come può uno entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega? Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro».

La sapienza del dubbio.

C’è una sapienza anche nei dubbi di fede che, legittimamente, possono essere in una coscienza. Il dubbio diventa sapienza quando non esprime opposizione a Dio, ma desiderio di incontrarlo. Il dubbio diventa sapienza quando l’uomo sa rimettere anche il proprio dubbio nelle mani di Dio, conservando quella capacità di parlare con Dio anche quando le cose non sono lineari, anche quando c’è, nell’anima, un sentimento di incertezza. Il dubbio diventa sapienza quando apre alla ricerca, quando non rimane ostinato in un atteggiamento di chiusura che diventa, alla fine, opposizione a Dio.

La sapienza incarnata che è Gesù lo dimostra. A coloro che si domandano: “che sia costui il Messia?”, Gesù offre un aiuto nel cercare la risposta. Con sapienza, egli rivela che “se un regno è diviso in sé stesso, non può reggersi” o ancora che “Satana non può scacciare Satana!”, invitando così i suoi interlocutori ad essere capaci di fare del proprio dubbio una via di ricerca. Anche un dubbio può diventare via di sapienza, se questo dubbio viene rimesso nelle mani di Dio! Per questo la posizione di chi vive un dubbio serio ed autentico, è già una posizione di fede! Dio è più vicino di quanto non lo si creda.

La sapienza di Dio che risponde anche al dubbio dell’uomo chiede una cosa sola: la perseveranza. Quando un uomo rinnega la propria fede, ovvero “bestemmia contro lo Spirito Santo”, la sua ostinazione diventa così forte che nemmeno l’amore di Dio può smuoverla. Dunque Dio chiede di saper rimanere con sapienza anche nei propri dubbi. Lui è comunque presente e, comunque, accompagna!

Geremia

3, 6a. 12a. 14-18
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Il Signore mi disse: «Va’ e grida queste cose verso il settentrione: Ritornate, figli traviati – oracolo del Signore – perché io sono il vostro padrone. Vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuna famiglia e vi condurrò a Sion. Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza. Quando poi vi sarete moltiplicati e sa rete stati fecondi nel paese, in quei giorni – oracolo del Signore – non si parlerà più dell’arca dell’alleanza del Signore: non verrà più in mente a nessuno e nessuno se ne ricorderà, non sarà rimpianta né rifatta. In quel tempo chiameranno Gerusalemme “Trono del Signore”, e a Gerusalemme tutte le genti si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno più caparbiamente il loro cuore malvagio. In quei giorni la casa di Giuda andrà verso la casa d’Israele e verranno insieme dalla regione settentrionale nella terra che io avevo dato in eredità ai loro padri».

La sapienza dell’opera di Dio consiste anche nel suscitare quel “ritorno” che è la conversione. Lo dice il profeta Geremia, che sente la forza della Parola di Dio che dice: “ritornate, figli traviati!”. Dio non solo attende questo ritorno, ma lo prepara. Egli prepara il tempo in cui non ci sarà nemmeno più bisogno dei segni della fede, di cui l’arca dell’alleanza, a cui si accennava, era, per Israele, il primo. Non ci sarà più bisogno di quei segni che sono un sostegno nei momenti di difficoltà e di dubbio di fede, perché il Signore Dio sarà tutto in tutti. È il tempo dell’eternità, è il tempo dello stabile rimanere nel mistero di Dio, dopo il suo ritorno glorioso, come questa prima parte dell’Avvento ambrosiano ci aiuta a comprendere. Se questo tempo non può non essere segnato dai dubbi, è vero che Dio ci dona segni e realtà che sostengono il nostro cammino nel tempo del dubbio, fino a quando Lui sarà tutto in tutti. Un ulteriore segno del sostegno che Dio dà all’uomo per il tempo del dubbio è proprio la sua Parola. Dio rivela la Parola perché sia sostegno per i giorni difficili del cammino dell’uomo.

Zaccaria

Zc 2, 5-9
Lettura del profeta Zaccaria

In quei giorni. Zaccaria disse: «Alzai gli occhi, ed ecco un uomo con una fune in mano per misurare. Gli domandai: “Dove vai?”. Ed egli: “Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza”. Allora l’angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo, che gli disse: “Corri, va’ a parlare a quel giovane e digli: Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Io stesso – oracolo del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa”».

Così si esprime anche il profeta Zaccaria che già intravede la gloria di Dio nell’eternità. Il simbolo della gloria eterna di Dio è la visione di Gerusalemme senza più mura. Ciò che serve all’uomo come simbolo di potere e di difesa, come chiusura all’altro, in Dio non esiste più. In Dio non ci sarà più spazio alcuno per il dubbio, perché tutto sarà certezza e luce sfolgorante. Ecco perché il cammino dell’uomo è tutto un cammino verso la luce. Il cammino che, ora, nel tempo del dubbio, ha bisogno di piccole luci di riferimento, diventerà cammino in piena luce nella rivelazione splendente del volto di Dio.

La Sapienza ci invita a:

  • vivere con fede anche il tempo del dubbio;
  • ascoltare il richiamo di Dio e i segni della sua voce anche nel tempo del dubbio e della difficoltà;
  • cercare quelle piccole luci che, anche nel tempo del dubbio, sono punto di riferimento.

Provocazioni di sapienza

  • Quale stagione di dubbio ha caratterizzato la mia vita? Quale dubbio di fede è in me adesso?
  • Quale voce di richiamo che Dio mi offre so ascoltare?
  • Quale piccola luce rischiara il mio cammino di fede?

Preghiera alla Sapienza

Dio della luce, concedimi quel tanto di luce che basta al mio cammino per non perdermi nei miei dubbi! Maria, donna vestita di sole, rischiara sempre il mio cammino. E così sia.

2020-11-23T00:11:43+01:00