Domenica 23 aprile 2023

3 di Pasqua

Per introdurci

Vorrei proseguire insieme con voi quell’itinerario di riscoperta della gioia pasquale che ho introdotto la settimana scorsa. Oggi le letture ci parlano della gioia del Battesimo in Cristo.

  • Che cos’è la gioia del battesimo in Cristo?
  • Dove si manifesta?
  • Come posso farla mia nel concreto della vita?

La Parola di Dio 

LETTURA At 19, 1b-7
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.

SALMO Sal 106 (107)

Noi siamo suo popolo e gregge del suo pascolo.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
e ha radunato da terre diverse. R

Ringrazino il Signore per il suo amore,
per le sue meraviglie a favore degli uomini,
perché ha saziato un animo assetato,
un animo affamato ha ricolmato di bene. R

Vedano i giusti e ne gioiscano,
e ogni malvagio chiuda la bocca.
Chi è saggio osservi queste cose
e comprenderà l’amore del Signore. R

EPISTOLA Eb 9, 11-15
Lettera agli Ebrei

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.

VANGELO Gv 1, 29-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Vangelo

Per rispondere teniamo in parallelo la pagina del Vangelo e quella degli Atti.

Il battesimo che conoscevano anche gli ebrei era quello di Giovanni il Battista che, come anche noi sappiamo bene, era il battesimo per la remissione dei peccati. Il lavacro nell’acqua del Giordano era molto simile a molte delle pratiche rituali che venivano svolte in diverse comunità dell’epoca e richiamava una purificazione del corpo per accedere ad una purificazione interiore.

Gesù introduce, invece, un battesimo nuovo e diverso. Anzitutto un Sacramento che mantiene il legame con quello antico di Giovanni, ovvero è un lavacro di acqua ma il nuovo sacramento trae forza e vigore nel suo fondamento che è la Croce di Cristo. Il perdono dei peccati non viene dalla forza dell’acqua, ma da quella della Croce di Cristo sulla quale il Signore ha meritato il perdono dei nostri peccati. È dunque la Croce il fondamento del Battesimo. Non solo. Il Battesimo non è solo un sacramento che toglie, ma è un sacramento che dona. Contestualmente al perdono dei peccati è conferita la forza dello Spirito Santo, che abilita l’uomo ad usare con potenza e con forza di tutte quelle facoltà che sono state infuse nel suo cuore e che sono i famosi carismi dello Spirito, i doni attraverso i quali l’uomo può vivere la sua vita in compagnia di Cristo unito a Lui. Non solo. Oltre a questo, il Battesimo è quel dono di grazia che orienta all’Eucarestia, alla contemplazione ma anche all’assunzione di quell’”Agnello che toglie i peccati del mondo” che è Gesù Cristo, colui che ha istituito sia il sacramento della Cena che quello del Battesimo. Dunque, è nella grazia battesimale che si gusta la presenza del Signore ed è nella grazia battesimale che si riceve la sua forza.

Per il credente, così come lo fu per il discepolo, l’incontro con Cristo che è al tempo stesso Colui che rimette i peccati, Colui che infonde la grazia dello Spirito Santo e Colui che incorpora a sé attraverso il suo stesso corpo, è fonte di gioia rinnovata. La gioia del perdono, la gioia della comunione. La gioia della fraternità. È una triplice gioia quella di cui ci parla il Vangelo.

Atti

Questa è anche la gioia che hanno sperimentato i credenti della prima comunità cristiana. Anche coloro che avevano ricevuto il battesimo di Giovanni sono chiamati alla fede per capire che in Cristo c’è molto di più di quello che era già presente nel Battesimo del Battista. I credenti, che pure hanno già chiesto perdono dei loro peccati, ricevendo il battesimo del Signore, ricevono quella forza dello Spirito Santo che diventa gioia del credere, gioia di appartenere alla comunità cristiana, gioia della lode che, da tutti e comunemente, si eleva a Dio. È così che i credenti della prima comunità cristiana ebbero la piena consapevolezza che l’appartenenza alla Chiesa era oltre quello che avrebbero potuto desiderare in base alla propria fede e oltre qualsiasi possibilità di ottenere i medesimi doni basandosi solamente sulle proprie forze.

Ebrei

Così anche la lettera agli Ebrei ci aiutava a riflettere tra antico e nuovo. Se, come diceva l’autore, si credeva che il sangue e le ceneri degli animali immolati a Gerusalemme nel tempio potessero davvero togliere i peccati degli uomini, quanto più il sangue di Cristo, il vero “agnello di Dio”, l’innocente che muore per gli altri, potrà donare non solo la remissione dei peccati, ma anche la grazia di una vita nuova, a coloro che credono. Come si vede le tre scritture sono tutte e tre molto concatenate e si richiamano l’una con l’altra. Così anche questo scritto del nuovo testamento invitava a prendere vera consapevolezza della gioia che viene dalla vicinanza a Cristo e dal cibarsi del suo corpo e del suo sangue.

Per il nostro cammino

Dunque, anche noi, che riceviamo questi testi sacri, siamo chiamati a fare memoria gioiosa del battesimo. Ovviamente memoria spirituale, dal momento che noi, per lo più, non abbiamo ricordi fisici del battesimo, ma solo quelli che altri hanno condiviso con noi che abbiamo ricevuto il battesimo da bambini. Dunque, come e quando rivivono in noi gli effetti del Battesimo e ci donano gioia?

  1. Quando preghiamo dicendo “Padre”. Il vangelo è molto chiaro in proposito e ci spiega che pregare rivolti a Dio chiamandolo Padre come il Signore Gesù ha insegnato, è possibile solo nella forza e solo come frutto dello Spirito Santo. Se, dunque, noi siamo capaci di stare di fronte al Padre e di rivolgerci a Dio chiamandolo così, come faremo anche tra pochi minuti, è perché la grazia dello Spirito Santo sta lavorando in noi. Noi dovremmo scoprire tutta la forza del Battesimo mentre facciamo questa preghiera e dovremmo gioire perché sappiamo che il Battesimo ci ha donato la vicinanza di Dio.
  2. Quando celebriamo la Messa. Dovremmo sentire la gioia che invade il nostro cuore quando celebriamo l’Eucarestia e, soprattutto, quando riceviamo la S. Comunione. Noi dovremmo gioire, perché sappiamo che Cristo è in noi. Non dovremmo mai essere tristi quando celebriamo la S. Messa, nemmeno quando ci è seriamente capitato qualcosa di grave o di brutto. Come dice San Paolo: “se Dio è con noi, chi sarà contro di noi”?
  3. Queste gioie non devono essere solo spirituali o liturgiche. Si parte dalla liturgia ma per arrivare alla vita. Chi prega Dio con il nome di Padre, chi riceve l’Eucarestia, non deve vivere come tutti gli altri, ma come uno che ha Cristo nel cuore. Si devono vedere i segni di questa vicinanza spirituale che produce quelli che San Paolo, nelle sue lettere, chiama i “frutti dello Spirito”, e cioè la pace, la benevolenza, l’attenzione alle storie degli altri, la carità premurosa che diventa servizio, il rispetto per tutti… Chi rinnova la grazia del Battesimo, chi si nutre di Eucarestia non può essere poi triste, ripiegato su sé stesso, solo, senza pace, senza speranza. Tutti questi atteggiamenti pratici derivano a noi solamente dalla compagnia di Cristo. Se veniamo in Chiesa e non abbiamo questi effetti nella vita di tutti i giorni, domandiamoci il perché. Se siamo a Messa con questa chiara consapevolezza della radice battesimale della nostra fede, allora dobbiamo testimoniare in tutto e per tutto quello che siamo, anche attraverso le scelte, le cose che diciamo, le cose concrete che, poi, scegliamo.
  4. La gioia che viene dal Battesimo e dall’Eucarestia è la gioia che ci permette di guardare al futuro e a non rimanere ripiegati sul passato. Chi ha questa gioia nel cuore, chi sperimenta questa gioia del Signore risorto, si è già lasciato indietro tutto. Se ancora non l’ha fatto e qualcosa del passato lo tormenta, deve sbarazzarsi al più presto di queste realtà, perché il credente guarda al futuro che sa già essere sotto la protezione di Dio e da Lui accompagnato. Lo dico soprattutto per i giovani che vedo troppo spesso fortemente preoccupati per il loro futuro. Se da un lato questa fase non può essere saltata – tutti noi adulti e anziani abbiamo avuto giorni in cui anche noi siamo stati preoccupati per quello che sarebbe avvenuto – dall’altro lato non vorrei che diventasse una sorta di lastra tombale non rovesciata, una sorta di preclusione della bellezza del futuro, che è anche la bellezza del progettare e del coltivare sogni. In generale, però, vale per tutti questo richiamo, perché troppi di noi solo legati e ancorati al passato e non si sentono aperti e protesi al futuro. Questo atteggiamento non è cristiano, non è per i battezzati! Noi non siamo spensierati, non pensiamo illusoriamente che tutto potrà aggiustarsi e andare bene! Noi non siamo ottimisti! Siamo gente di speranza che sa che quando il Signore è vicino si può superare qualsiasi cosa e si guarda avanti, quasi dimentichi del passato. È vero che non tutto si può dimenticare ma le cose successe non devono mai essere occasione o condizione per non vivere nella gioia.
  5. La gioia del Battesimo che si rinnova in ogni eucarestia è anche la gioia di credere con gli altri, ovvero la gioia di partecipare alla comunione della vita della Chiesa, di cui, per esempio, questa assemblea è simbolo. Dunque, dovremmo essere contenti di vivere con altri cristiani, di credere con altri cristiani, di non essere mai soli. Questa è la gioia che dovrebbe essere in ciascuno di noi.

Così vorrei che ci chiedessimo:

  • Sono contento di far parte della Chiesa?
  • Guardo al mio futuro con vivo senso di attesa sapendo che ogni cosa è accompagnata dal Signore?
  • La mia preghiera e lamia partecipazione all’eucarestia diventano il luogo dove traggo forza per questa gioia?
  • In questo anno della preghiera, continuo a pregare il Padre sperimentando ogni volta la gioia di essere figlio?

Cerchiamo di essere davvero costruttori di gioia a partire dalla grazia rinnovata del Battesimo e dalla forza della Santa Eucarestia.

2023-04-20T17:31:39+02:00